Più risparmio fra i tedeschi

I risparmi sono scesi del 40% rispetto ai livelli pre-crisi. Solo la Germania risparmia di più, ma senza molto successo, e in termini di rendimenti l’Italia si colloca a metà della classifica. È quanto emerge dallo studio sui rendimenti degli asset finanziari privati, diffuso da Allianz, nel quale vengono analizzate le scelte delle famiglie in nove paesi europei a partire dal 2003: Austria, Belgio, Francia, Finlandia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo e Spagna.

Il trend di crescita è rallentato negli ultimi cinque anni, in un contesto di politiche monetarie non convenzionali, rispetto al periodo che va dal 2003 al 2007. Ma questo andamento è stato meno brusco del previsto: il tasso di crescita annuo medio degli asset finanziari pro capite è calato dal 5,3 al 3,7%. Mentre si sono verificati significativi incrementi di valore, risultati quasi il 50% superiori ai livelli pre-crisi, il risparmio pro capite negli ultimi cinque anni è diminuito di oltre il 40% a un livello medio di 1.060 euro all’anno.

Soltanto in Germania le famiglie hanno effettivamente aumentato di un terzo i propri risparmi, mentre le flessioni più marcate sono avvenute in Italia, Spagna e Portogallo: l’accumulo pro capite di asset finanziari in questi paesi è stato inferiore tra l’80 e il 90%. In Italia la capacità di risparmio delle famiglie è diminuita da un valore medio pro capite di 1.890 euro negli anni pre-crisi a soli 180 euro nel periodo 2012-2016. Un trend controbilanciato da un incremento medio nel valore degli asset finanziari, quasi raddoppiato da circa 700 a 1.360 euro pro capite.

Gli sforzi di accantonamento dei redditi da lavoro possono compensare i più bassi tassi di rendimento, colmando l’assenza di redditi da investimenti e variazioni nel loro valore. Negli anni di politica monetaria non convenzionale, Germania e Austria avevano registrato i rendimenti più bassi sugli asset finanziari, rispettivamente al 3,4 e al 2.6%.

Le famiglie finlandesi hanno ottenuto il rendimento medio più elevato (7,9% negli ultimi cinque anni) investendo in gran parte in azioni. In Italia i rendimenti sono stati pari al 4,7%, collocandosi verso la metà della classifica, con un’incidenza degli investimenti azionari vicina al 13% dei portafogli: un valore quasi doppio rispetto alla Germania.

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