La polizza al crash test

di Anna Messia
La rivoluzione nel settore assicurativo è avviata e si parte da subito. Le novità sono tutte nella Idd, la nuova direttiva europea sulla distribuzione dei prodotti assicurativi, e sono molte. Le norme puntano a migliorare la tutela del risparmiatore alzando il velo su prezzi e i costi dei prodotti, ma anche prevedendo informazioni più trasparenti e norme di comportamento più stringenti, in particolare in tema di consulenza. Ad essere coinvolti dal cambiamento saranno tutti i tipi di prodotti assicurativi, sia Vita sia Danni, e le nuove regole varranno per ogni canale distributivo: un cliente dovrà essere tutelato allo stesso modo se decide di comprare una polizza in banca, dall’agente, alle Poste o dal tabaccaio, ma anche da un autonoleggio o in un’agenzia di viaggio. Insomma un intervento a tappeto. La normativa introduce poi un sistema generalizzato di governo e di controllo del prodotto (cosiddetto Pog), allineando il settore assicurativo a quanto previsto da Mifid 2 per fondi comuni e gestioni patrimoniali. In altre parole le assicurazioni dovranno iniziare a tutelare il consumatore già al momento del design e del lancio delle polizze. Non solo. I produttori dovranno anche effettuare dei test sulla tenuta dei prodotti prima di metterli sul mercato, come avviene quando si commercializza un farmaco o con i crash test delle automobili.
«I soggetti che realizzano i prodotti assicurativi testano i propri prodotti in modo appropriato, svolgendo anche le analisi degli scenari, se del caso, prima di immetterli sul mercato o adattarli in maniera significativa», si legge negli atti delegati approvati dalla Commissione europea lo scorso 21 settembre. Un test che in pratica dovrà valutare se il prodotto assicurativo soddisfa le esigenze, gli obiettivi e le caratteristiche individuate per il mercato di riferimento nell’arco di tutta la durata della polizza. «I soggetti che realizzano i prodotti assicurativi testano i loro prodotti in termini qualitativi e in termini quantitativi, a seconda del tipo, della natura del prodotto e dei relativi rischi di pregiudizio per i clienti», si legge ancora negli atti delegati. Non solo. La nuova disciplina sul controllo dei prodotti porta con se inevitabilmente anche una stretta sulle reti di vendita visto che le norme prevedono che i soggetti che realizzano i prodotti assicurativi dovranno selezionare attentamente ci anali di distribuzione adeguati per il mercato di riferimento «tenendo conto delle caratteristiche particolari dei prodotti assicurativi pertinenti» e dovranno verificare la correttezza del loro operato, adottando «misure appropriate per monitorare che i distributori di prodotti assicurativi agiscano in conformità agli obiettivi del processo di approvazione del prodotto».

Quando partirà il nuovo regime? La normativa, in verità, non è di immediata esecuzione. Il termine ultimo per il recepimento è stato fissato al prossimo 23 febbraio ma in Europa si sta discutendo di un rinvio dell’entrata in vigore e non è escluso che tutto slitti al primo ottobre 2018. Le cose, però, stanno già iniziando a muoversi visto che l’Ivass, l’istituto di controllo del settore assicurativo guidato da Salvatore Rossi, aderendo alle richieste di Eiopa (l’Ivass europeo), già a settembre ha deciso di inviare una lettera al mercato per spingere le imprese a iniziare a lavorare in vista dell’arrivo delle nuove regole. «È importante che, sin da ora, in attesa dell’attuazione della direttiva Idd e dei relativi atti delegati attualmente in corso di emanazione, imprese e intermediari avviino un percorso di avvicinamento alla nuova disciplina, in modo da giungervi preparati entro la data di applicazione nell’ordinamento nazionale», hanno scritto dall’autorità presieduta da Rossi.

Nel suo documento l’Ivass è entrata nel dettaglio degli interventi chiesti al settore. Nella lettera indirizzata al mercato ha chiarito per esempio che i produttori di polizze dovranno subito affettuare una «gap analysis» dei processi attuali, relativi alla fase di design dei prodotti assicurativi, sia al collocamento «per valutare la distanza rispetto alla totale compliance con le disposizioni europee di riferimento e pianificare le conseguenti azioni». Non solo. L’Istituto ha anche chiamato le imprese a verificare che la propria struttura organizzativa sia adeguata, in termini di risorse umane e competenze e sia idonea a «consentire adeguati scambi informativi con la rete distributiva, privilegiando il canale informatico». Ma ha chiesto loro anche di definire le procedure per individuare «con un sufficiente livello di gradualità, le diverse tipologie di clienti cui i prodotti saranno destinati e quelle per cui i prodotti risultano generalmente non compatibili», oltre che a fissare, già da subito, anche «le procedure per effettuare il monitoraggio dei prodotti». Insomma gli operatori devono iniziare a lavorare ora, e le novità richiederanno un lavoro importante alle imprese e ai distributori di polizze, agenti e broker in particolare che dovranno operare in maniera più sinergica. Trasformazioni e cambiamenti importanti che gli operatori, in verità, non vorrebbero affatto anticipare, come emerge dalle osservazioni arrivare alla pubblica consultazione avviata da Ivass sulla lettera che anticipa la Idd. L’Abi, l’associazione che rappresenta le banche, ha sottolineato per esempio che, alla luce del fatto che la normativa appare ancora in divenire, e si incrocia con altre regolamentazioni come i Priips e i Kid (i documenti sintetici sui prodotti), appare complicato dar corso da subito alle procedure richieste da Ivass», come per esempio quella che richiede la gap analysis o la definizione dei clienti target.
Una posizione, quella dell’Abi, che è condivisa anche dall’Aiba (i broker) e dall’Ania che ha chiesto a Ivass di aspettare la pubblicazione degli atti delegati da parte della Commissione Europea o quanto meno di rendere esplicito che la lettera ha una valenza di mera raccomandazione. L’Ivass ha però risposto che la lettera «non impone adempimenti di obblighi non ancora definiti a livello comunitario». Insomma, le anticipazioni, come chiesto da Eiopa, riguardano solo norme su cui c’è già certezza. Ma, in ogni caso, le numerose osservazioni arrivate all’Ivass da una ventina di associazioni, studi legali e consulenti, lasciano intendere quanto il cambiamento per il mondo assicurativo sia radicale. «Per il settore la sfida sarà quella di conciliare le norme sulla Idd, che richiedono di offrire al cliente il prodotto a lui più adatto, con Solvency II che spinge le compagnie a distribuire al cliente prodotti a minor assorbimento di capitale», osserva Claudio Cacciamani, professore ordinario di Economia degli Intermediari presso l’Università di Parma. Mentre, da parte loro, gli agenti dovranno «dimostrare di essere resilienti davanti a oneri amministrativi destinati a salire con commissioni che, nei prodotti assicurativi standard, sono inesorabilmente destinate a ridursi», conclude. (riproduzione riservata)
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