Ivass pretende i revisori esteri per Solvency II

di Anna Messia
L’Ivass è stata una delle poche autorità di controllo europee del settore assicurativo ad aver chiesto alle imprese di nominare un revisore esterno per mettere a punto l’informativa pubblica sul Solvency II (ovvero il solvency and financial condition report). Una scelta che non ha mancato di sollevare qualche critica da parte delle assicurazioni italiane, che hanno sottolineato il fatto di essere costrette a pagare costi più alti rispetto a competitor europei ai quali non viene richiesta alcuna certificazione esterna, come avviene per esempio per le assicurazioni francesi o tedesche. L’autorità guidata da Salvatore Rossi è però evidentemente convinta della bontà della sua posizione, tanto da avere recentemente diffuso in pubblica consultazione un documento che aumenta il ruolo dei revisori esteri nella definizione dell’informativa su Solvency II. Le nuove disposizioni, in particolare, ampliano gli ambiti di applicazione della revisione esterna, includendo anche i requisiti patrimoniali di solvibilità (ovvero il calcolo del solvency capitale requirment, l’Scr e del minimun capitale requirment, l’Mcr). Una richiesta che vale sia per chi sceglie di utilizzare la formula standard prevista da Solvency II sia per chi invece opta per il modello interno. Ma le nuove regole varranno solo per i bilanci 2018 mentre per quelli 2017 restano confermate le indicazioni della lettera al mercato del 7 dicembre 2016, nella quale l’intervento del revisore è richiesto solo per il calcolo dello stato patrimoniale e dei fondi propri. «L’intenzione», hanno chiarito da Ivass, «è di migliorare la qualità e l’affidabilità delle informazioni fornite al pubblico». (riproduzione riservata)
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