Agro-polizze sperimentali

E un Testo unico per produrre piante officinali
di Luigi Chiarello

Il governo punta a riscrivere il sistema delle polizze in agricoltura, consentendo lo sviluppo di strumenti assicurativi innovativi, la previsione di polizze sperimentali e, soprattutto, di nuovi fondi di mutalizzazione, sperimentali anch’essi. In più estende l’ombrello assicurativo a tutela degli eventi di portata catastrofica, delle epizoozie, degli organismi nocivi ai vegetali e dei danni causati da fauna selvatica protetta. È questo il cuore di un decreto legislativo, licenziato ieri, in via preliminare, dal consiglio dei ministri, che tiene conto anche dell’impatto del cambiamento climatico sulle attività agricole. E integra le misure di gestione del rischio finanziate nel quadro della nuova programmazione Ue 2014/20. Un secondo dlgs, approvato dall’esecutivo sempre in prima lettura, costituisce il nuovo Testo unico per la coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali. Ma andiamo con ordine.

Assicurazioni agricole. La bozza di dlgs suddivide le nuove polizze sperimentali, che potranno sbarcare sul mercato in due categorie:

– quelle a ricavo, a copertura della perdita di ricavo della produzione assicurata, dove questa sia «intesa come combinazione» tra la variazione del prezzo di mercato e la variazione della resa a causa degli eventi eccezionali previsti dal decreto;

– le polizze parametriche a copertura della perdita di produzione assicurata per danni di quantità e qualità, a seguito di un andamento climatico avverso o di eventi catastrofici, anche in base a indici biologici o meteorologici;

Entrambe le tipologie di polizza sperimentale essere riassicurate dal fondo ex articolo 127, comma 3, della legge 388/2000.

Sul versante dei contributi, il dlgs dispone che venga definito un Piano di gestione rischi in agricoltura. E che con esso vengano dettati: termini, modalità, entità del contributo dello Stato, soglie minime di danno, procedure di erogazione e criteri di cumulo degli aiuti. In più, con lo stesso piano verranno fissati i parametri per il calcolo del contributo pubblico sui premi assicurativi e sulle quote di partecipazione ed adesione ai fondi di mutualizzazione. Questi, saranno distinti per:

a) tipologia di polizza assicurativa o mutualistica e schema contrattuale contenente gli standard minimi;

b) area territoriale, identificata sulla base delle proposte delle regioni;

c) eventi coperti e garanzia;

d) tipo di coltura, impianti produttivi, produzioni zootecniche, strutture.

Cumulo. Il decreto, inoltre, stabilisce che gli aiuti alla gestione del rischio non saranno cumulabili con i contributi per investimenti, finalizzati al ripristino del potenziale produttivo danneggiato da calamità. Mentre consente il cumulo con altri aiuti di stato, purché le misure di aiuto riguardino costi diversi.

Piante officinali. L’altro schema di decreto, licenziato ieri dal governo, detta un nuovo assetto al settore, per favorirne la crescita e lo sviluppo e per valorizzare le produzioni nazionali. Vengono istituiti i registri varietali delle specie; in essi saranno elencate le piante officinali ammesse alla commercializzazione e stabilite le modalità e le condizioni per la certificazione delle sementi. Viene, inoltre, disciplinata la raccolta spontanea delle stesse piante officinali, per evitare il depauperamento delle aree. In più, con un futuro decreto del ministro delle politiche agricole, varato d’intesa con la Conferenza stato-regioni, sarà stilato il primo piano di settore della filiera delle piante officinali. Che costituirà lo strumento per individuare gli interventi e incentivare la filiera dal punto di vista ambientale, Con lo stesso piano si definiranno forme di aggregazione professionale e interprofessionale, che avranno come mission incrementare la redditività delle imprese agricole di settore. Le regioni potranno, infine, istituire, nel rispetto della normativa Ue, marchi per certificare il rispetto di standard di qualità, nella filiera delle piante officinali.
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