Moody’s: outlook globale rami danni stabile per 2017

L’outlook globale dell’assicurazione danni rimarrà stabile per il 2017, perché la raccolta premi dovrebbe crescere in linea con il Pil, anche se la forte concorrenza nel settore agirà da freno e permarranno le difficoltà tariffarie e negli investimenti.

E’ quanto afferma Moody’s in un report: “Ci aspettiamo che prosegua la crescita dei premi, sia pure a un tasso più lento, con il maggiore incremento nelle economie emergenti. I bassi tassi d’interesse frenano i redditi da investimento e inducono a un maggiore rischio degli asset, ma promuovono una maggiore disciplina nell’assunzione delle polizze”, commenta Dominic Simpson, Vice Presidente e Senior Credit Officer di Moody’s.

A trainare saranno dunque i mercati emergenti, in particolare gli asiatici, con un aumento dei tassi di penetrazione assicurativa. La Cina, il Brasile ed altri mercati emergenti hanno tassi di penetrazione dell’ordine dell’1,5%-2% del Pil, nettamente inferiori ai livelli del Nord America (oltre il 4%) e dell’Europa (quasi il 3%).

Secondo Moody’s sarà la crescente classe media dei Paesi emergenti a spingere la penetrazione assicurativa e a dare slancio alla crescita del mercato danni. A livello globale la patrimonializzazione delle compagnie resterà robusta, ma la redditività tecnica peggiorerà a causa della sempre maggiore concorrenza e della pressione sulle tariffe. In particolare gli assicuratori aziende Usa dovranno fare i conti con l’aumento della concorrenza. I trend tariffari in Europa sono previsti da stabili a in modesto aumento nella maggior parte dei mercati. I maggiori rincari sono appannaggio dei mercati Rc auto in Olanda, Spagna e Regno Unito. Tali incrementi saranno in parte controbilanciati da una maggiore frequenza dei sinistri e da un aumento delle perdite, con maggiori costi delle riparazioni per effetto delle nuove tecnologie dei veicoli. Moody’s si aspetta anche che il rilascio delle riserve continuerà a dare sostegno agli utili, sia pure in misura minore.

Per quanto riguarda l’Italia, le tariffe RC auto probabilmente saliranno nel 2017 per la prima volta dopo quattro anni di calo, visto che i bassi rendimenti dagli investimenti spingeranno le compagnie assicurative a puntare sugli utili dall’attività’ tecnica.

L’agenzia, inoltre, si attende che le compagnie diversifichino le loro fonti di redditività. In generale i rating e le prospettive del mercato assicurativo italiano sono stabili, in quanto riflettono l’aspettativa che la redditività e la patrimonializzazione delle compagnie sarà resiliente, nonostante la forte competizione sui prezzi RC auto, i bassi ritorni degli investimenti e le pressioni dal contesto normativo per aumentare la trasparenza e rafforzare la concorrenza. Si sta inoltre riducendo l’elevata concentrazione dei rischi nei portafogli di investimento degli assicuratori, anche se continua a frenare i rating. Nel vita, Fitch si attende una raccolta netta positiva nei tradizionali prodotti di risparmio, per effetto della continua domanda di protezione del capitale, ma anche uno spostamento del mix di business verso prodotti a base commissionale.

Le tariffe Rc auto in Italia sono ferme dal 2012, per effetto del crescente utilizzo di prodotti telematici quali la scatola nera, della forte concorrenza e della debolezza dell’economia, rileva Fitch.

L’utilizzo della telematica, tuttavia, probabilmente rallenterà, mentre sta aumentando la frequenza dei sinistri, il che dovrebbe contribuire a ribaltare la tendenza dei prezzi. Oltre a questo, i rendimenti degli investimenti, che sono stati un’importante fonte di utili per gli assicuratori italiani, resteranno bassi a causa dei bassi ritorni dal reddito fisso. Le compagnie danni stanno cercando di compensare questa situazione puntando a generare profitti dall’assicurazione auto e aumentando la penetrazione nel settore non-auto, che è’ inferiore rispetto agli altri Paesi europei. La proporzione di premi non-auto sul totale di premi danni è già salita al 44% a fine 2015 dal 39% di fine 2011. Un trend analogo tra gli assicuratori vita vede le compagnie riequilibrare il loro mix di business verso i prodotti a base commissionale, come gli ibridi e gli unit-linked, a scapito dai prodotti basati sul differenziale dei tassi dove i bassi ritorni dagli investimenti stanno restringendo i margini.

Le compagnie vita, inoltre, probabilmente cercheranno di promuovere la vendita di prodotti di protezione (che sono molto redditizi) e di prodotti pensionistici (che sono meno redditizi), considerando che lo Stato sta riducendo il suo coinvolgimento in questo segmento. Anche se i bassi tassi stanno pesando sui profitti, questo – indica Fitch – non costituisce una minaccia per i patrimoni e la solidità delle compagnie italiane, perché attività e passività sono ben equilibrate nella loro duration. Il rischio legato ai tassi d’interesse, inoltre, dovrebbe diminuire ulteriormente nel 2017 per effetto del calo dei minimi garantiti nella nuova produzione e della graduale riduzione dei portafogli con le garanzie più alte.

Nell’insieme – rileva Fitch – le compagnie assicurative italiane con un rating hanno una forte patrimonializzazione, sulla base dei conti di fine 2015 e la loro posizione di capitale resta forte anche sulla base di Solvency 2 che è’ entrata in vigore il primo gennaio 2016. Tuttavia, le compagnie che utilizzano il modello standard per calcolare la Sovency, potrebbero dover far fronte a un significativo aumento dei requisiti di capitale di sorveglianza se le autorità europee rimuoveranno il rischio zero dalla ponderazione dei titoli sovrani.

Le compagnie italiane, soprattutto nel vita, detengono importanti portafogli di titoli di Stato italiani. Questa esposizione rende improbabile un innalzamento del l’Outlook del settore, perché l’Outlook sovrano è negativo. Inoltre un peggioramento delle condizioni macroeconomiche o l’abbassamento del rating sovrano potrebbero innescare iniziative negative sul rating o gli outlook di alcuni assicuratori. Fitch, d’altro canto, prevede che i gruppi assicurativi continueranno a ridurre nel 2017 i loro portafoglio di titoli sovrani.