di Andrea Di Biase

 

Salvatore Ligresti torna libero. La quarta sezione del Tribunale di Torino ha revocato la misura di custodia cautelare degli arresti domiciliari, decisa cinque mesi fa, per l’ex patron della compagnia assicurativa Fondiaria-Sai.

Anche se dovrà rispettare ancora l’obbligo di firma. Ligresti è accusato di falso in bilancio aggravato e aggiotaggio nel processo, che si sta svolgendo con il rito abbreviato, e che il 13 dicembre vedrà svolgersi la seconda udienza. «Siamo soddisfatti», ha commentato l’avvocato difensore Gianluigi Tizzoni, «anche se l’obbligo di firma rappresenta ancora una limitazione della libertà del mio assistito. Salvatore Ligresti», ha spiegato Tizzoni, «non si è mai sottratto alla giustizia, motivo per cui confidiamo che presto venga revocato anche l’obbligo di firma». Ligresti era stato arrestato, e subito messo ai domiciliari, lo scorso 17 luglio nell’ambito dell’inchiesta della procura di Torino sulla presunta sottovalutazione della riserva sinistri di FonSai e Milano Assicurazioni. Secondo l’accusa, questo artifizio avrebbe consentito a Ligresti e alla sua famiglia di lucrare un vantaggio economico stimato in circa 200 milioni di euro e, allo stesso tempo, avrebbe danneggiato «un numero di risparmiatori non inferiore a 11.910». Alla prima udienza oltre mille azionisti di Fondiaria-Sai, Milano Assicurazioni e Premafin, hanno chiesto di costituirsi parte civile. Così come hanno fatto Unicredit,Mediobanca e la Consob. Con l’ex patron di FonSai sono imputati gli ex manager Emanuele Erbetta, Antonio Talarico e Fausto Marchionni, che il 2 dicembre sono tornati in libertà, dagli arresti domiciliari. Anche loro devono rispettare l’obbligo di firma. Dal processo, che si è aperto il 4 dicembre, sono invece uscite, dopo le richieste di patteggiamento, le due figlie di Salvatore Ligresti, Giulia e Jonella. La prima ha patteggiato una condanna a due anni e otto mesi. La richiesta di Jonella Ligresti (tre anni e quattro mesi), sulla quale c’è il parere favorevole dei pm Vittorio Nessi e Marco Gianoglio, verrà discussa il 19 dicembre. Si profila un processo anche per il figlio di Ligresti, Paolo. A fine novembre la Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio suo e di altre otto persone. Questo troncone del procedimento si terrà con il rito ordinario e in parallelo con il processo che riguarda l’ex patron e i tre ex manager. Il Gup Paola Boemio ha fissato per il 27 gennaio 2014 l’udienza preliminare di questo secondo troncone del processo FonSai. Il decreto di fissazione dell’udienza preliminare, unitamente alla richiesta di rinvio a giudizio è stato pubblicato, su richiesta del Tribunale di Torino, sul sito internet di Movimento consumatori, Federconsumatori e Adoc, oltre che su quello dello stesso Tribunale. Fino alla chiusura dell’udienza preliminare, che si potrebbe protrarre fino al 21 febbraio 2014, tutti gli azionisti danneggiati potranno costituirsi parte civile per richiedere il risarcimento dei danni derivati dall’acquisto o dalla mancata vendita dei titoli FonSai e Milano Assicurazioni conseguenti alla diffusione di informazioni economiche non veritiere. «Anche questo secondo filone del processo», ha commentato Paolo Fiorio, coordinatore dell’osservatorio credito & risparmio del Movimento consumatori, «è un’occasione che gli azionisti non possono perdere per cercare di ottenere il risarcimento dei danni. Gli azionisti», ha spiegato, «potranno infatti chiamare quali responsabili civili sia la compagnia che risponde dell’operato dei propri amministratori, sia la società di revisione Ernst Young».

 

Domani, invece, si terrà presso l’Atahotel Executive di Milano l’assemblea speciale dei portatori di azioni di risparmio di categoria A di Fondiaria-Sai, nel corso della quale il rappresentante comune, l’avvocato Dario Trevisan illustrerà agli azionisti lo stato di avanzamento del contenzioso aperto con la società guidata da Carlo Cimbri. Il rappresentante comune intende inoltre ottenere mandato per agire in giudizio contro la delibera con cui l’assemblea ordinaria ha conferito al cda la delega per emettere il prestito convertendo in azioni della nuova Unipol-Sai. (riproduzione riservata)