Meglio lavorare, i nuovi pensionati diminuiscono del 30%

di Teresa Campo

Crollo delle nuove pensioni liquidate nel periodo gennaio-novembre 2011: quasi 100 mila in meno rispetto all’anno passato, corrispondenti a una diminuzione vicina al 30%, per un totale di 224.856 pensioni tra quelle di vecchiaia e quelle di anzianità. Questo l’effetto delle finestre mobili per i trattamenti pensionistici erogati dall’Inps, introdotti già prima del decreto salva Italia e che nel corso di quest’anno hanno permesso di uscire solo a quanti avevano già raggiunto i requisiti nel 2010, mentre per chi li ha raggiunti quest’anno l’uscita è rinviata di 12 mesi (18 mesi per gli autonomi). Un effetto atteso solo in parte: «Ci aspettavamo una riduzione, ma non di questa consistenza», ha spiegato il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, secondo il quale il calo «darà sollievo alle casse dell’istituto, assicurando più solidità e tranquillità a chi vede nelle pensioni la serenità del futuro». Tornando ai numeri, secondo gli ultimi dati Inps, la riduzione più consistente si è verificata per le nuove pensioni di vecchiaia, ovvero quelle percepibili una volta raggiunti i 65 anni di età anagrafica per gli uomini e i 60 per le donne secondo le regole vigenti fino a tutto il 2011, età che dal 2012 salirà rispettivamente 66 e 61 anni con l’introduzione della finestra mobile. Nei primi 11 mesi del 2011, le nuove pensioni di vecchiaia sono scese a 94.216 con una diminuzione del 39,4% rispetto alle 155.438 dell’analogo periodo del 2010 e alle 156.823 dell’intero anno. Per quelle d’anzianità, invece, si è registrato un calo del 20,1%, con gli assegni liquidati nei primi 11 mesi scesi dai 163.507 del 2010 ai 130.640 del 2011 (di cui 46.435 con le quote e 84.205 con 40 anni di contributi). Anche in questo caso, sulla diminuzione hanno inciso le nuove regole scattate nel 2011 sulla finestra mobile e l’inasprimento dei requisiti per l’accesso alla pensione di anzianità (almeno 60 anni di età con quota 96 tra età anagrafica e contributi, a fronte dei 59 e quota 95 del 2010, mentre sono rimasti stabili i 40 anni di contributi a qualsiasi età). L’effetto dell’introduzione delle finestre è molto evidente, come dimostrano i diagrammi dell’Inps: causa il blocco quasi totale delle pensioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti da maggio 2011, su 46.778 pensioni totali oltre 39 mila sono state erogate tra gennaio e aprile, quando era ancora possibile uscire con le vecchie finestre. Per i dipendenti il crollo delle pensioni di vecchiaia rispetto alle 90.108 accertate nei primi 11 mesi del 2010 è stato addirittura del 48%. Dal prossimo anno scatteranno le regole previste dalla manovra correttiva (addio alle quote per l’anzianità, aumento per l’età di vecchiaia delle donne, cancellazione della finestra mobile) ma usciranno ancora con le vecchie regole quanti hanno maturato i requisiti nel 2011 e sono stati bloccati dalla finestra mobile. Quindi il lavoratore dipendente che ha maturato i requisiti per la pensione a giugno 2011 uscirà a giugno 2012, ancora con la finestra mobile. Il calo complessivo delle pensioni ha riguardato sia i lavoratori dipendenti (da 191.666 a 134.243, con un -29,6%) sia gli autonomi (da 27.501 a 20.137 per i coltivatori diretti, da 53.416 a 38.107 per gli artigiani, da 46.362 a 32.369 per i commercianti). «Le riforme della previdenza messe in campo prima del decreto salva-Italia hanno funzionato, ma abbiamo verificato che prima la transizione era troppo lenta», ha concluso Mastrapasqua. «La maggiore stabilità arriverà poi per effetto combinato con l’entrata in vigore della riforma Fornero, i cui effetti si faranno sentire nel 2013». (riproduzione riservata)