Ligresti prova a evitare l’aumento

La banca Usa affiancata da un comitato di cinque indipendenti. Carbonetti advisor legale. Anche Premafin bussa a Braggiotti 

di Andrea Di Biase

 

La famiglia Ligresti non ci sta a farsi sfilare il controllo di Fondiaria-Sai accettando l’invito di Mediobanca a procedere a un aumento di capitale da 600 milioni della compagnia assicurativa che avrebbe l’effetto di diluire attorno al 15% la partecipazione di Premafin, attualmente pari al 35%.

E così, dopo il vertice del fine settimana, cui hanno preso parte Salvatore, i suoi figli Jonella, Giulia e Paolo, l’ad diFonSai Emanuele Erbetta e i legali dello studio Carbonetti, per mettere a punto una strategia capace di rafforzare il gruppo assicurativo mantenendo inalterati gli equilibri nell’azionariato, ieri il cda della compagnia ha dato mandato a Goldman Sachs di approfondire, di concerto con il management, «le possibili iniziative da proporre al consiglio in ordine a interventi di patrimonializzazione, anche strutturali, nel breve periodo». Una formula generica, che almeno formalmente include anche l’aumento di capitale tra le ipotesi oggetto di studio, anche se nei fatti la banca d’affari Usa dovrebbe studiare possibili alternative a una ricapitalizzazione di mercato comunque in grado di riportare stabilmente il Solvency ratio sopra la soglia del 120% (era sceso al 111% a fine novembre).
Un obiettivo che, al di là della diversa soluzione proposta, continua a essere condiviso dalla stessa Mediobanca, che è esposta nei confronti di FonSai in virtù di un prestito subordinato da 1,1 miliardi, e dall’Isvap, che sta seguendo da vicino la vicenda e ha più volte auspicato una soluzione strutturale in grado di colmare stabilmente il deficit patrimoniale che attualmente pesa sul gruppo assicurativo. Proprio per questo nei giorni scorsi l’autorità presieduta da Giancarlo Giannini ha fatto presente al vertice di Fondiaria-Sai che il progetto di conferire le partecipazioni strategiche (Mediobanca,Generali, Pirelli, Gemina, Rcs e Unicredit) in una newco, cedendo il 40% al Credit Suisse, non sarebbe sufficiente a ripristinare stabilmente il margine di solvibilità e dovrebbe essere accompagnata da altre misure. Almeno sulla carta, dunque, il progetto della newco, magari abbinato ad altre misure strutturali, potrebbe non essere tramontato definitivamente. Molto dipenderà ovviamente dalle varie soluzioni che Goldman Sachs metterà sul tavolo. Spetterà poi al consiglio di amministrazione diFonSai, la cui maggioranza è stata nominata dall’azionista Premafin, decidere quale strada imboccare per il rafforzamento patrimoniale. Anche per questo motivo ieri il board ha nominato un comitato consultivo, composto da cinque amministratori indipendenti, che avrà il compito di interfacciarsi con l’advisor finanziario sulle varie ipotesi allo studio, in vista della riunione decisiva del 21 dicembre. Il comitato è formato dai consiglieri Enzo Mei, Maurizio Comoli, Valentina Marocco e Salvatore Militello e Roberto Cappelli. Questi ultimi due amministratori sono entrati nel cda diFonSai lo scorso agosto, assieme a Ranieri De Marchis, su designazione di Unicredit, al termine dell’aumento di capitale che ha visto l’ingresso della banca di Piazza Cordusio nel capitale della compagnia assicurativa con una quota del 6,6%.Goldman sarà inoltre affiancata per gli aspetti legali dallo studio Carbonetti, che dovrebbe avere un ruolo anche nella preparazione della risposta alla lettera con cui Mediobanca aveva chiesto l’aumento.

Ma i Ligresti sono in movimento anche ai piani alti della catena FonSai. Premafin si prepara infatti a conferire un mandato di advisor finanziario a Banca Leonardo per farsi assistere in relazione alle operazioni straordinarie che Fondiaria-Sai potrebbe varare entro la fine dell’anno. La holding riunirà il cda già nel corso della settimana per fare il punto della situazione e formalizzare l’incarico all’istituto guidato da Gerardo Braggiotti, che già assiste i Ligresti nella ristrutturazione del debito di Sinergia e Im.Co. La situazione di incertezza sul futuro della compagnia si è fatta sentire anche a Piazza Affari, dove il titolo FonSai ha perso l’8,96% toccando il nuovo minimo storico a 0,85 euro. (riproduzione riservata)