Euler Hermes anticipa Solvency II. Italia fusa col Belgio

di Anna Messia

 

L’entrata in vigore delle nuove regole patrimoniali di Solvency II è ancora piuttosto lontana (la data fissata resta per ora gennaio 2014) e le norme sono tra l’altro piuttosto incerte (proprio in questi giorni si sta cercando di fissare dei paletti per rendere la normativa anticiclica). Ma c’è chi, come Euler Hermes, società del gruppoAllianz, ha scelto di prendere fin subito le contromisure per farsi trovare pronta all’appuntamento che si preannuncia comunque di portata rivoluzionaria. Il leader mondiale dell’assicurazione del credito, quotato all’Euronext di Parigi, ha deciso di fondere le partecipate di diversi Paesi con l’obiettivo di aumentare la stabilità patrimoniale dell’intero gruppo. Una riorganizzazione che coinvolge in prima linea la controllata italiana, Euler Hermes Siac che da gennaio dell’anno prossimo confluirà nella compagnia del gruppo che opera in Belgio, ovvero Euler Hermes Credit Insurance Belgium che prenderà il nome di Euler Hermes Europe. E non è la sola. La riorganizzazione passa infatti complessivamente per 14 Paesi in cui opera il gruppo. Oltre all’Italia e al Belgio, il progetto coinvolge anche le attività di Gran Bretagna, Irlanda, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Ungheria, Olanda, Norvegia, Polonia, Romania, Slovacchia e Svezia. Tutte realtà destinata a confluire nella compagnia belga che già oggi risponde ai requisiti di patrimonializzazione previsti da Solvency II.
Per quanto riguarda più in particolare l’Italia, la compagnia ha chiuso il 2010 con un utile netto consolidato di circa 10 milioni e un patrimonio netto di 57,6 milioni. Mentre i premi sono circa 150 milioni, che portano a un fatturato di circa 200 milioni se si considerano anche gli altri servizi di monitoraggio sulla solidità delle imprese che la compagnia offre ai propri assicurati: un portafoglio destinato interamente a confluire nella consociata belga in conseguenza della fusione. Dopo la fusione il gruppo continuerà a lavorare in Italia con una rappresentanza generale e nulla cambierà per i clienti e i dipendenti, rassicurano dalla compagnia. «Questo piano ci consentirà di rafforzare ulteriormente la solidità patrimoniale di Euler Hermes Siac, senza trasferire alcun costo dell’operazione ai nostri clienti e mantenendo inalterate tutte la attività e l’organizzazione», spiega a MF-Milano Finanza, Michele Pignotti, amministratore delegato di Euler Hermes Siac, «Quindi per le nostre aziende assicurate non cambierà nulla dal punto di vista dei servizi, delle strutture e dei contatti con la compagnia». Non solo, tiene a precisare Pignotti, «tutti i rapporti assicurativi in essere tra Euler Hermes Siac e i clienti rimarranno in vigore ed efficaci e saranno trasferiti all’incorporante senza soluzioni di continuità e senza che interverranno variazioni nel rapporto contrattuale». L’unico obiettivo dell’operazione, insomma, è unire le forze delle diverse branch del gruppo, per creare un’unica compagnia europea dalle spalle più larghe che possa mantenere la stabilità anche con l’entrata in vigore delle nuove regole: oggi il gruppo ha un rating di Standard & Poor’s pari ad AA-, in linea con quello della controllante Allianz. (riproduzione riservata)