Da Bahamas nuovi guai per Ligresti

Il gestore del fondo fiduciario è un professionista che opera da Montecarlo e considerato vicino all’ingegnere di Paternò. Sulla vicenda indaga da tempo anche la Procura di Milano. Possibili contraccolpi su tutto il gruppo 

di Andrea Di Biase

 

Arriva da Nassau, la capitale delle Bahamas, un nuovo colpo di scena nella già intricata vicenda della ristrutturazione del gruppo Ligresti, che rischia di mettere in forte difficoltà l’ingegnere di Paternò. Nella mattina di ieri The Heritage Trust, la cui sede legale si trova appunto nella capitale dell’arcipelago caraibico, ha infatti reso noto, attraverso Giancarlo De Filippo, un professionista con base a Montecarlo che svolge il ruolo di trustee, di detenere il 12,15% di Premafin, la holding controllata dalla famiglia Ligresti cui fa capo il 35,76% di Fondiaria-Sai.

Una comunicazione solo apparentemente di routine, ma che è invece carica di insidie per le sorti dello stesso gruppo Ligresti, alle prese con la ristrutturazione del debito di Sinergia e Imco, le holding a monte di Premafin, e con il difficile rilancio del gruppo assicurativo. Da oltre un anno, a partire dall’ingresso inPremafin di Vincent Bolloré con il 5%, la Consob ha avviato un’indagine per fare luce sui reali assetti proprietari della holding.

Un’indagine volta a verificare, in particolare, chi fossero i reali beneficiari del pacchetto del 9% diPremafin che fino al novembre dello scorso anno, almeno stando alle comunicazioni ufficiali, era detenuto in conto terzi dal Credit Agricole. Proprio nell’ambito di questa indagine della Consob, da cui è nata un’inchiesta parallela condotta dalla Procura di Milano e che vede indagato lo stesso Salvatore Ligresti per ostacolo all’autorità di vigilanza, è emersa la partecipazione detenuta dal trust delle Bahamas in Premafin. Il nome di De Filippo, che siede nel cda di alcune società della famiglia Ligresti, era già apparso lo scorso anno come uno dei possibili intestatari di parte della quota detenuta dal Credit Agricole. Ora il professionista 73enne figura quale gestore del trust che possiede il 12,15% di Premafin. Chi siano i beneficiari del trust, almeno per il momento, non è dato saperlo. Nessuna indicazione è arrivata dalla Consob e De Filippo, pur cercato più volte al telefono, non è stato rintracciabile. Il sospetto, raccolto in ambienti finanziari, proprio in virtù dei rapporti tra il professionista e il gruppo Ligresti (De Filippo è tra l’altro presidente di Minoritaria, la holding spagnola cui fa capo il 5% di Sinergia), è che quel pacchetto del 10,5% di Premafin possa essere riconducibile a vario titolo alla famiglia stessa. Forse qualche indicazione in più arriverà nei prossimi giorni quando De Filippo dovrebbe procedere alla comunicazione ufficiale alla Consob in base all’articolo 120 del Tuf. Ieri The Heritage Trust, su richiesta dell’authority guidata da Giuseppe Vegas, si è infatti limitato a indicare di essere nella disponibilità del pacco di azioni Premafin attraverso alcune società controllate. De Filippo ha inoltre fatto sapere che la partecipazione è rimasta invariata dal 31 dicembre 2010 a oggi, ragion per cui il trust sarebbe già passibile di sanzione da parte della Consob. Ufficialmente la famiglia Ligresti è rappresentata tra i soci di Premafin dai tre fratelli Jonella, Giulia e Paolo con il 10,005% ciascuno e da Starlife che attraverso Imco e Sinergia detiene un altro 20,005%. Inoltre Premafin può contare su azioni proprie, in portafoglio però alle controllate FonSai e Milano, per il 6,717%. Altri soci sono Bolloré che un anno fa ha rilevato il 5,015% e ancora il Credit Agricole Suisse che ha un residuo 2,59% in intestazione conto terzi. Questi soci detengono quindi complessivamente il 64,3% di Premafin e con il nuovo 12,15% dichiarato dal trust di Bahamas i grandi soci della finanziaria arrivano a rappresentare il 76,45% del capitale. (riproduzione riservata)