Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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I consumatori, grazie anche all’uso sempre più diffuso delle nuove tecnologie, organizzano la propria vita finanziaria guardando contemporaneamente a più settori: una stessa persona può utilizzare servizi bancari, di investimento, assicurativi o legati alle cripto-attività attraverso un unico dispositivo o piattaforma. Per questo motivo è quanto mai importante la cooperazione tra le autorità di vigilanza europee (Esa). A sottolinearlo è stato Carlo Comporti, nel suo primo intervento pubblico da presidente dell’Esma, incarico assunto l’1 novembre. L’occasione è stata la 13esima Giornata delle Esa «Consumer protection day», giornata della «Tutela dei consumatori» organizzata a Roma da Banca d’Italia, Eba (l’autorità bancaria europea), Eiopa (l’authority assicurativa) e Esma, l’autorità europea dei mercati finanziari. «Una solida tutela degli investitori crea la fiducia necessaria per sviluppare mercati dei capitali europei più profondi e favorire una più ampia partecipazione degli investitori», ha sottolineato Comporti. Si tratta di un elemento centrale dell’Unione dei risparmi e degli investimenti, che mira a incoraggiare i cittadini a destinare una quota maggiore dei risparmi per investire nell’economia europea. Ma il passaggio dai depositi agli investimenti comporta anche rischi differenti e i cittadini devono possedere le conoscenze necessarie per valutarli.
Sul Fondo Valore nuovi nati, previsto dal Governo nella manovra 2027 con un contributo pubblico di 100 euro l’anno per ogni bambino, interviene Assogestioni. L’associazione, sulla base di uno studio dell’Arel, propone allo Stato di versare 10 euro al mese (120 l’anno) dalla nascita ai 18 anni, destinando le risorse fin dall’origine ai fondi pensione, senza attendere il raggiungimento della maggiore età come prevede la manovra. I Conti di investimento previdenziale (Cip), così li definisce Assogestioni, sarebbero gestiti con gli attuali strumenti della previdenza complementare, ovvero attraverso fondi pensione aperti, negoziali o piani individuali pensionistici (pip), con costi contenuti e investimenti di lungo periodo.
Anima chiude i primi nove mesi dell’anno con un utile netto consolidato pari a 208,2 milioni (+4%) e un utile netto consolidato normalizzato di 237,3 milioni (+13%). La raccolta netta nei nove mesi (escluse le polizze Ramo I) è stata negativa per 4,1 miliardi (+1,6 miliardi al netto della fuoriuscita dei fondi precedentemente gestiti su mandato di Etica sgr). I patrimoni gestiti e amministrati a fine settembre 2026 ammontano a 206 miliardi rispetto a 209,4 miliardi a settembre 2025 (-2%).
Un altro cyberattacco scuote l’Europa, questa volta colpendo direttamente il sistema bancario. Dopo le incursioni informatiche contro i frigoriferi dei supermercati e le infrastrutture della catena del freddo, nel mirino degli hacker è finito Crédit Mutuel Arkéa, uno dei principali gruppi bancari cooperativi francesi. L’istituto ha confermato di aver subito un attacco che ha consentito l’esecuzione di operazioni finanziarie fraudolente. Secondo le prime ricostruzioni, il denaro sottratto potrebbe arrivare a 133 milioni di dollari, anche se la banca ha precisato che le perdite sono inferiori e che sono ancora in corso le verifiche per quantificarle.

La crescente diffusione di dichiarazioni ambientali nella comunicazione commerciale ha reso più difficile per i consumatori distinguere gli impegni credibili dai messaggi generici o ingannevoli. Contrastare il greenwashing è un target della direttiva Ue 2024/825, nota come Empowering Consumers for the Green Transition (o EmpCo), recepita col dlgs n. 30/2026 che ha modificato il Codice del Consumo ed è in vigore dal 27/9/2026. Tra le novità figura il ricorso a un terzo indipendente, chiamato a intervenire in due ambiti. Il primo riguarda le etichette di sostenibilità: salvo quelle stabilite da autorità pubbliche, il loro utilizzo deve fondarsi su un sistema di certificazione che preveda il monitoraggio della conformità dell’operatore ai requisiti del sistema. Il controllo è affidato a un soggetto dotato di specifiche competenze, indipendente sia dal titolare del sistema sia dall’operatore economico. La tutela riguarda quindi non solo il messaggio veicolato dall’etichetta, ma anche l’affidabilità del procedimento che ne consente l’utilizzo. Il secondo ambito concerne le asserzioni ambientali relative a prestazioni future: dichiarazioni con cui un’impresa comunica, ad esempio, l’impegno a ridurre le proprie emissioni o a raggiungere determinati obiettivi di neutralità climatica entro una data prestabilita. Tali dichiarazioni richiedono impegni verificabili e un piano di attuazione realistico, con obiettivi misurabili, scadenze precise e risorse adeguate. Il terzo è chiamato a verificare periodicamente il piano e a formulare ai consumatori le proprie conclusioni. Non basta, dunque, annunciare un obiettivo: occorre dimostrare la credibilità del percorso previsto per raggiungerlo
Nell’ambito della valutazione dei rischi in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, il datore di lavoro è tenuto non solo a valutare, ma anche a presidiare efficacemente i rischi parasociali connessi alle violenze e molestie sui luoghi di lavoro. È quanto si può leggere nel report in materia di «violenza e molestie sul posto di lavoro», pubblicato dall’Inail. Dal documento si desumono, per prima cosa, le ricadute che possono derivare da una mancata o inadeguata prevenzione di tali rischi. Le violenze e minacce, infatti, pur non rientrando tra i rischi c.d. «normati», devono essere valutate ai sensi dell’art. 28 del decreto legislativo n. 81/2008, nell’ambito della gestione dei rischi psicosociali e, di conseguenza, adeguatamente gestite. Tale mappatura concorre all’attuazione dell’art. 15, comma 1, lett. z-bis), che include, tra le misure generali di tutela, la programmazione di interventi preventivi contro le condotte violente o moleste nei confronti dei lavoratori.
Niente doppia tassazione sulle pensioni tedesche per gli italiani rientrati dalla Germania. La quota di pensione di sicurezza sociale che il fisco tedesco certifica come esente non può essere tassata in Italia, ed è in fase avanzata un negoziato con Berlino per rivedere le regole della convenzione del 1989. Lo ha chiarito la sottosegretaria all’Economia, Lucia Albano, rispondendo nel question time del 4 novembre in commissione Finanze della Camera all’interrogazione di Giulio Sottanelli (Azione). Secondo il deputato, gli uffici territoriali dell’Agenzia delle entrate continuerebbero a tassare l’intero importo delle pensioni tedesche percepite da residenti in Italia, anche se il protocollo della convenzione tra Italia e Germania (punto 14, lettera e) prevede che l’imposta italiana sia prelevata soltanto sulla parte che sarebbe imponibile secondo il diritto tedesco. Da qui la richiesta di istruzioni operative precise per evitare le doppie imposizioni.

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Dai frigoriferi dei supermercati alle riserve di sangue destinate alle trasfusioni. Un nuovo attacco informatico colpisce in Francia i sistemi di raffreddamento delle celle frigorifere. Questa volta è successo in ambito sanitario, all’Établissement français du sang, l’ente pubblico che gestisce le donazioni e le scorte di prodotti sanguigni. Gli hacker sono riusciti a penetrare nei sistemi informatici di un fornitore esterno, modificando a distanza i parametri di tre impianti di refrigerazione e impostando fino a 110 gradi la temperatura normalmente mantenuta a meno 30 gradi. L’attacco è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, ma i sistemi di allarme hanno permesso ai tecnici di intervenire prima che le scorte di sangue venissero compromesse. La ministra della Salute e l’ente pubblico hanno assicurato che non ci sono state conseguenze sanitarie né perdite di prodotti destinati alle trasfusioni e che la raccolta e la distribuzione del sangue proseguono regolarmente. Altri sabotaggi si sono poi verificati in altri Paesi europei, tra cui Belgio, Svezia, Irlanda e Italia, dove l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale lancia l’allarme: «Attenzione alla protezione dei sistemi di gestione della catena del freddo e di tutte le infrastrutture industriali connesse. È necessario — scrive l’agenzia — verificare gli account abilitati all’accesso, la robustezza delle credenziali, lo stato di aggiornamento dei dispositivi e la presenza di eventuali vulnerabilità»
Continua l’opposizione di imprese e sindacati alla portabilità verso i fondi aperti, cioè di banche e assicurazioni, dei contributi previdenziali versati dai datori di lavoro. Ieri ne ha parlato anche il presidente di Confindustria Emanuele Orsini con la premier Giorgia Meloni, nel confronto su manovra ed energia. «Noi siamo totalmente contrari», ha ribadito. Ma l’elenco degli oppositori si allunga. E la protesta rischia di trasformarsi in una disapplicazione di fatto della legge. I fondi negoziali nascono dai contratti collettivi e sono governati insieme da imprese e sindacati, che ne designano gli amministratori. Non hanno scopo di lucro: contano oltre 5 milioni di iscritti e più di 86 miliardi di patrimonio. Le parti sociali difendono quindi sia il salario negoziato nei contratti, di cui il contributo aggiuntivo versato dalle aziende è parte integrante, sia un sistema che amministrano direttamente. E richiamano i costi: secondo i dati Covip, su 35 anni sono in media lo 0,36% nei negoziali, l’1,23% negli aperti e l’1,82% nei Pip. La Cgil ha fatto i conti: su 35 anni, con 30mila euro di stipendio, si perdono fino a 44mila euro per i maggiori costi dei Pip. E fino a 86mila senza contributo aziendale.

Il fatto che un dipendente si infortuni mentre svolge un’attività lavorativa diversa dalle mansioni affidate non comporta che la sua condotta possa essere considerata abnorme e non esclude la responsabilità del datore di lavoro. Anzi, quest’ultimo, nell’elaborazione del documento di valutazione dei rischi (Dvr), deve tener conto dell’attività effettivamente svolta dai lavoratori. Un autista ha subito la parziale amputazione di un piede a seguito di un trauma verificatosi mentre aiutava un collega nella movimentazione di un macchinario. Il datore di lavoro ha sostenuto di non essere responsabile dell’accaduto in quanto il dipendente ha svolto un’attività non prevista e non prevedibile, arbitraria e che non gli competeva. Secondo quanto accertato dalla Corte d’appello, la movimentazione del macchinario richiedeva la collaborazione di più persone e il datore era a conoscenza del fatto che, a volte, l’autista aiutava l’addetto al macchinario. La Cassazione, nella sentenza 38498/2026, afferma che, in base al Testo unico salute e sicurezza sul lavoro, «l’area degli obblighi prevenzionistici è determinata dai rischi concretamente presenti nell’organizzazione produttiva e dalle attività effettivamente svolte, non dalla sola denominazione contrattuale delle mansioni». In tal senso, gli articoli 28 e 29 del decreto legislativo 81/2008 impongono che il documento di valutazione dei rischi individui i pericoli connessi alle lavorazioni concretamente praticate e, secondo gli articoli 36 e 37, la formazione deve essere adeguata di conseguenza.
Il settore dei finanziamenti per auto e leasing del mercato italiano si mantiene in crescita anche nei primi sei mesi dell’anno, sostenuto sia dal trend positivo delle immatricolazioni (iniziando a coinvolgere anche le case cinesi) sia dal mercato dell’usato. Emerge dal Market Outlook Mobility, lo studio realizzato da Crif che fornisce periodicamente una fotografia dei principali indicatori relativi all’andamento del credito auto a privati, ditte individuali e società italiane, elaborati sulla base del patrimonio informativo del Sistema di informazioni creditizie Eurisc

L’assicuratore costituisce il suo primo sindacato autonomo sul mercato assicurativo londinese Lloyd’s. Questa mossa rientra nella strategia volta a espandere l’attività in settori quali il trasporto aereo e marittimo.