Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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I rischi della custodia delle criptoattività a partire dal caso Binance (la maggiore piattaforma mondiale per volumi di scambio, ha subito prelievi non autorizzati per 6,3 miliardi di dollari. È il più grande furto di criptoattività mai registrato, oltre quattro volte quello subito da Bybit nel febbraio 2025. ma ancor più interessante è ciò che l’attacco rivela sui rischi della custodia digitale): affidarsi a un intermediario espone alle sue vulnerabilità, ma anche la gestione individuale comporta rischi tecnologici, operativi e fisici. Il congelamento dei fondi evidenzia il ruolo degli emittenti centralizzati nel contenimento dei danni, senza garantirne il recupero. Al centro restano resilienza dei sistemi, controlli e capacità di rimborso, nel quadro delle tutele europee previste da DORA e MiCAR.
Per Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza, «il salvadanaio previdenziale è un passo nella direzione giusta ma deve essere reso più flessibile». Corbello individua alcune auspicabili modifiche, tra cui la possibilità di trasferire le somme accumulate nel conto Inps prima dei 18 anni senza obbligare le famiglie ad attendere la maggiore età del beneficiario. Inoltre per Corbello la possibilità di alimentare con versamenti volontari il fondo nuovi nati va data a tutti e non limitata a genitori, parenti e affini.
Oltre 6.500 miliardi di euro di ricchezza finanziaria delle famiglie italiane, ma una filantropia ancora poco strutturata e spesso legata a iniziative occasionali. È il quadro emerso dalla quarta edizione dell’indagine annuale sulla filantropia in Italia realizzata da Fondo Filantropico Italiano e Finer Finance Explorer. Il tema è rilevante alla luce dei patrimoni senza eredi. Secondo lo studio, il 37% dei banker dichiara di seguire anche clienti che non hanno parenti a cui lasciare il patrimonio. Dopo dieci anni, le ricchezze non reclamate vanno allo Stato.
Un verdetto chiarissimo e senza precedenti. Così Carlo Messina ha sintetizzato l’esito dell’assemblea Montepaschi che il 29 ottobre ha bocciato il piano difensivo del ceo Luigi Lovaglio, spianando di fatto la strada all’opas di Intesa Sanpaolo. Sui possiblii rimedi Antitrust attesi entro la fine del mese il ceo di Intesa ha specificato: «Se altre filiali dovranno essere vendute questo non accadrà con Unipol. Ma credo che questo non accadrà». Nel frattempo Intesa Sanpaolo ha battuto le stime sui risultati dei nove mesi, con un utile netto di 8,2 miliardi, in aumento dell’8,1%, e un acconto dividendi di 3,8 miliardi, pari a 22 centesimi per azione, che sarà pagato il 25 novembre, con stacco il 23.  Quanto alle prospettive, Intesa ha alzato la guidance per l’intero esercizio a «ben oltre 10 miliardi» di profitti e prevede un payout del 95%, di cui il 75% dell’utile in dividendi e il 20% in buyback, subordinati alle autorizzazioni. Nei nove mesi sono maturate distribuzioni per 7,8 miliardi; a ottobre è stato completato un riacquisto di azioni da 2,3 miliardi. I risultati arrivano mentre l’opas su Mps entra nella fase decisiva.
La legge di bilancio ha introdotto una modifica di non poco conto nel campo della previdenza complementare: la portabilità del contributo datoriale nella previdenza complementare, vale a dire la possibilità per un lavoratore dipendente di passare dal suo fondo negoziale a un altro (fondo aperto o pip) trasferendo non solo il capitale accumulato, il tfr e la sua contribuzione, ma anche la futura contribuzione a carico del datore di lavoro come stabilita dagli accordi negoziali. Nonostante i rischi di una maggiore pressione commerciale sui lavoratori, tra gli argomenti a favore la consapevolezza degli aderenti, la solidità dei fondi negoziali e la loro competitività nei costi. Riccardo Cesari propone  una maggiore apertura dei fondi anche alle adesioni in entrata e il rafforzamento dell’educazione previdenziale, per rendere la libertà di scelta un vantaggio concreto per gli iscritti.

Niente più brutte sorprese al pensionato che cambia finanziaria per pagare meno interessi sul prestito. Infatti, per agevolare il cambio della finanziaria alla ricerca di condizioni economiche più convenienti (c.d. rinnovo), l’Inps ha azzerato i rischi per il pensionato di ritrovarsi con rate arretrate, doppi conteggi o trattenute da sistemare, facendo coincidere l’avvio del nuovo piano di rimborso con l’inizio effettivo delle trattenute. A precisarlo è lo stesso Inps nella circolare n. 109/2026, riepilogando le regole sui finanziamenti concessi ai pensionati, pubblici e privati, con cessione fino al quinto della pensione, alla luce del nuovo regolamento adottato con la deliberazione del consiglio d’amministrazione n. 55/2026. Il nuovo regolamento contiene anche il nuovo schema di convenzione al quale tutte le banche e le società finanziarie interessate a concedere prestiti con cessione del quinto della pensione devono aderire, per poter operare in accreditamento con l’Inps. L’adesione consente di avere accesso alle condizioni previste dalla convenzione, finalizzate a garantire ai pensionati tassi più favorevoli rispetto a quelli di mercato. Il nuovo schema di convenzione è valido nel triennio 2026/2029 e, tra le novità, rafforza la tutela dei pensionati in merito alla comunicazione della quota cedibile della pensione e all’accesso ai servizi online informativi.

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Dal finto profilo con l’indirizzo internet del ministero dell’Istruzione egiziano a quello dei «militanti della provincia di Neviansk» (nella Russia siberiana). L’altroieri gli allarmi-bomba spediti via mail a 280 scuole italiane (dieci solo a Roma e provincia) e su un volo Ryanair da Riga, in Lettonia, dal «Corpo della Rivoluzione islamica»; e ieri, invece, sempre per posta elettronica, quelli inviati alla società Aeroporti di Roma (e ad alcuni dipendenti di Adr) annunciando «bombe a bordo» su due voli della stessa compagnia low cost irlandese in arrivo in mattinata al Leonardo da Vinci da Lisbona e Dublino. False segnalazioni che fanno pensare a una regia unica nello stesso giorno, visto che gli allarmi aerei (almeno altri sei) hanno riguardato anche altri Paesi europei, dalla Polonia alla Bulgaria (volo Wizz Air partito da Bergamo e diretto a Sofia), dall’Ungheria alla Spagna, con i caccia intercettori — compresi quelli italiani — in scramble per scortare quelli civili interessati dalle minacce. A preoccupare è la sequenza di eventi, con l’allarme dei giorni scorsi per gli attacchi hacker alle filiere commerciali della grande distribuzione alimentare, alle catene di supermercati ufficiali e a quelle in franchising, in Italia (casi in Sicilia, Toscana, Abruzzo, Sardegna, Veneto ed Emilia-Romagna) e in Europa, con danni per milioni di euro per lo sbrinamento ordinato a distanza delle celle frigorifere.
L’articolo propone un patto generazionale per rafforzare la previdenza dei giovani: conti individuali a capitalizzazione aperti alla nascita, con una dotazione pubblica iniziale di mille euro e versamenti volontari dei familiari fino alla maggiore età, quando le risorse confluirebbero in un fondo pensione. L’obiettivo è favorire il trasferimento di ricchezza tra generazioni e integrare le future pensioni pubbliche, sfruttando l’accumulo di lungo periodo e possibili agevolazioni fiscali, con benefici attesi anche per gli investimenti nell’economia italiana
Donne, giovani e lavoratori del Sud risultano meno coinvolti dalla previdenza integrativa. Proprio queste categorie possono essere più esposte a salari contenuti, carriere discontinue e minore capacità di risparmio. Rafforzare la previdenza complementare significa quindi affrontare anche un problema di equità sociale. Questa una delle riflessioni che scaturiscono dall’analisi del gruppo di lavoro Welfare del Futuro, nato dall’iniziativa di Maria Ida Germontani, ex senatrice, e Giovanni Maggi, presidente di Assofondipensione, a cui Deloitte e Mefop hanno contribuito come advisor tecnici. «In Italia — dichiara Andrea Poggi, senior partnerdi Deloitte — abbiamo una spesa pensionistica pubblica molto elevata, mentre la previdenza complementare resta relativamente poco sviluppata. Dobbiamo rafforzare il secondo pilastro previdenziale per garantire una maggiore adeguatezza dei redditi pensionistici futuri e rendere più sostenibile il sistema nel suo complesso». La spesa pensionistica italiana raggiunge circa 364 miliardi, il 16,5% del Pil, rispetto a una media europea del 12,3%. Sul fronte complementare, il patrimonio accumulato resta distante dai livelli di Paesi come Svizzera (143% del Pil), Danimarca (118,2%) e Regno Unito (63,8%)

Gli attacchi informatici di lunedì a decine di supermercati hanno spinto l’Unione europea a esprimere preoccupazione per un tentativo deliberato di interrompere la filiera alimentare. «Viviamo in una pericolosa “zona grigia”. E quel grigio può trasformarsi in rosso nel giro di un istante». Hadja Lahbib, commissaria europea per la preparazione e la gestione delle crisi, ha lanciato l’allarme sul rischio degli attacchi hacker. Attacchi che hanno colpito decine di supermarket in dieci Paesi dell’Unione europea. I negozi hanno segnalato problemi ai sistemi di refrigerazione, con un aumento delle temperature dei congelatori che ha costretto i rivenditori a buttare via il cibo. «Vi sono poi minacce che, fino a non molto tempo fa, sarebbero sembrate inimmaginabili. La guerra è tornata nel nostro continente. Quest’estate, all’aeroporto di Lipsia, è stato rinvenuto un drone che trasportava esplosivi», ha rimarcato la commissaria belga.
Con la firma dell’atto di fusione per incorporazione di Unicredit Vita Assicurazioni in UniCredit Life Insurance, si formalizza il processo di internalizzazione del comparto assicurativo vita nel gruppo Unicredit, iniziato a giugno 2025 con l’acquisto del 100% delle due joint venture operanti nel settore da Cnp Assurances e Allianz. «La fusione rappresenta il completamento di un importante percorso industriale e l’inizio di una nuova fase di sviluppo per il business assicurativo di Unicredit», ha sottolineato Alessandro Santoliquido, Global head of group insurance di Unicredit e amministratore delegato di Unicredit Life Insurance.
Il gruppo bancario francese ha annunciato ieri la firma di un protocollo d’intesa con i fondi di Apax Partners per rilevare il 100% di GamaLife.
L’operazione rappresenterebbe un ulteriore passo nello sviluppo di Bpce in Portogallo, facendo seguito alla precedente acquisizione di novobanco, con l’obiettivo di rafforzare il modello di bancassicurazione nel Paese e contribuire così all’attuazione del piano strategico “Vision 2030”. GamaLife è un operatore consolidato nel settore delle assicurazioni vita in Portogallo e Italia specializzato in polizze vita,
previdenza e protezione della persona.