Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

Nei primi nove mesi dell’anno le reti di consulenza hanno realizzato una raccolta netta complessiva pari a 51,7 miliardi di euro, +24,4% sullo stesso periodo 2025. Dai dati mensili di Assoreti emerge che il 94,4% delle risorse nette affidate alla consulenza delle banche-reti associate è stato oggetto di investimento tra prodotti del risparmio gestito, 25,3 miliardi, e strumenti finanziari amministrati, 23,5 miliardi. Solo il 5,6% della raccolta netta, pari a 2,9 miliardi per lo più realizzati nell’ultimo mese, è posizionato su conti correnti e depositi. Nel solo settembre, i volumi di raccolta superano i 6 miliardi, +64,1% sullo stesso mese del 2025 e +28,4% su agosto. Nell’amministrato, da rilevare il dato sui titoli di Stato: nei nove mesi la raccolta netta ha raggiunto 11,2 miliardi (+59,3% annuo), tra collocamento sul mercato primario (5,1 miliardi) e attività sul secondario (6,1 miliardi). Si conferma il crescente interesse nei confronti degli exchange traded product con 6,3 miliardi (+53% annuo); quadruplicati i volumi netti riscontrati sui certificate, pari a 2,9 miliardi, così come sono in decisa crescita quelli associati ai titoli azionari che con 2 miliardi surclassano il dato dell’anno precedente.
Dal 2027 i pensionati più ricchi vedranno il loro assegno ridursi fino a un massimo di 1.000 euro, mentre lo Stato risparmierà 1,4 miliardi di spesa pensionistica all’anno. Lo prevede il testo bollinato della manovra 2027, intervenendo sul meccanismo delle rivalutazioni, ossia il meccanismo che permette di adeguare gli assegni all’aumento dei prezzi, con l’obiettivo di proteggere il potere d’acquisto dei pensionati. Lo scatto per le pensioni è automatico ma molto costoso per le casse pubbliche. Ecco che, con l’esigenza primaria del governo Meloni di mantenere in equilibrio i conti pubblici, la manovra prevede di fare cassa rivedendo questo meccanismo, a favore dei meno abbienti: si passa dal sistema per scaglioni a quello per fasce e sono coinvolti un milione e mezzo di italiani.
Da una parte un sacrificio, dall’altra un’opportunità con la caccia aperta a 3 milioni di veicoli sprovvisti di polizza Rc Auto obbligatoria che potrebbe generare 1 miliardo di premi e avvantaggiare i clienti onesti e pure lo Stato. Le assicurazioni sono i principali soggetti, insieme alle banche, che sono stati chiamati a dare un contributo determinante alla manovra 2027 da 26 miliardi. Per le compagnie è stata prevista un’addizionale di 3 punti percentuali di Ires (dal 24 al 27%), oltre alla sterilizzazione delle Dta, con un impatto stimato l’anno prossimo di poco meno di 230 milioni (e 231,4 milioni nel 2028). Non solo. È stato anche introdotto un aggravio delle tassazioni delle riserve matematiche del ramo Vita, che al settore assicurativo potrebbe costare altri 258 milioni l’anno prossimo. E a questi due interventi si è aggiunta la minore deducibilità delle spese amministrative ai fini Irap, che è stata ridotta al 30%, con un conto per il 2027 stimato in 164,6 milioni destinato a salire a 191,4 milioni l’anno successivo. Nella stessa manovra c’è però un altro intervento che, se ben attuato, potrebbe far crescere i premi delle compagnie fino a 1 miliardo di euro. È la norma che punta all’emersione dei veicoli privi dell’Rc Auto obbligatoria. Per scovarli la legge prevede l’incrocio di diverse banche dati. Le informazioni saranno poi messe a servizio della polizia stradale per i controlli e gli interventi. In ballo, secondo gli ultimi dati, ci sarebbero circa 2,9 milioni di veicoli per un totale, appunto, di 1 miliardi di euro di premi non incassati e 280 milioni di mancate tasse.
I premi assicurativi del settore cauzioni stanno continuando a crescere e le previsioni di raccolta per la fine dell’anno restano positive, con un’ottima redditività (la somma tra loss ratio ed expence ratio è stata nel 2025 inferiore al 50%). Il trend rischia però di rallentare con l’esaurimento della spinta di Pnrr ed ecobonus e le pressioni inflazionistiche che mettono pressione il settore delle costruzioni, bacino di riferimento del ramo cauzioni, avverte Simone Mirani, managing director di Crif Ratings. Tra le principali compagnie del settore, che nel 2025 ha generato in Italia 900 milioni di premi, ci sono Revo, Generali, Sace Bt, Unipol e Axa.
Poste Italiane ha lanciato un buono fruttifero per under 18 con rendimento annuo lordo del 5% fino alla maggiore età. I buoni, emessi da Cdp, prevedono tagli a partire da 50 euro e possono essere intestati a bambini e ragazzi fino a 16 anni e mezzo. Non hanno costi di sottoscrizione, la ritenuta sugli interessi è del 12,5% (al posto di quella standard del 26%) e sono esenti da imposta di successione. Si possono sottoscrivere in forma cartacea dal genitore, familiare o conoscente, purché maggiorenne, o dematerializzata solo da genitori o tutore. Sono oltre 6,8 milioni i buoni per minori in circolazione, per oltre 10,5 miliardi.
Oggi sarà presentato alla Camera il disegno di legge di bilancio. Si potrà compiere l’analisi di un testo sicuro. Ma, per quel che riguarda la tassazione delle banche e delle assicurazioni, su cui è doveroso chiedere il parere obbligatorio della Bce, si conosce già abbastanza, soprattutto dopo quel che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha detto in occasione della Giornata del Risparmio. Possiamo dedurne che in un quadriennio, come viene ricordato anche nelle cronache, gli istituti verseranno allo Stato in varie forme oltre 26 miliardi di euro. Giorgetti ha fatto osservare che quando le banche hanno avuto bisogno dello Stato, questo è stato pronto a sostenerle; ora è lo Stato ad avere bisogno delle banche perché siamo tutti nella stessa barca. Il ragionamento fila, ma con queste precisazioni: l’intervento pubblico con le garanzie o le ricapitalizzazioni era ineludibile se si volevano e dovevano prevenire dissesti bancari con effetti domino, che avrebbero destabilizzato l’economia e la società e distrutto il risparmio, in violazione dell’art. 47 della Costituzione. Comunque, il costo di quegli interventi è stato rimborsato così come, in altri casi, il rendimento delle ricapitalizzazioni è stato acquisito dalla mano pubblica che era intervenuta. All’opposto, l’onere delle banche per evitare la crisi e la liquidazione di Tercas-Popolare di Bari è stato sostenuto dalla categoria senza rimborsi, per di più a seguito di una vicenda che aveva visto un originario diniego dell’ammissibilità dell’operazione da parte della Commissione Ue, poi seccamente annullato dalla Corte di giustizia europea. È giusto sottolineare, come ha fatto il ministro, la prudenza nella manovra di bilancio. Ma questa non si può fondare sulla violazione dei precedenti patti riguardanti il contributo «volontario» delle banche e delle assicurazioni: diversamente, la manovra, per il fondarsi su incertezze annuali poi superate con forzature, perde proprio la qualifica di prudenza.

Una nuova misura per contrastare la circolazione dei veicoli senza copertura assicurativa: il MIT dovrà effettuare controlli incrociati, almeno ogni tre mesi, sulle banche dati dei veicoli per individuare quelli privi dell’assicurazione obbligatoria, mettendo i dati a disposizione degli organi di polizia stradale. I relativi elenchi così creati saranno consultabili dagli organi di polizia stradale, secondo le modalità stabilite da un decreto interministeriale. Il Ministero dovrà procedere al raffronto periodico delle informazioni contenute in cinque archivi: la banca dati delle coperture assicurative, l’archivio nazionale dei veicoli, i dati delle revisioni periodiche il PRA e il registro unico telematico dei veicoli fuori uso. Le posizioni irregolari individuate saranno messe a disposizione degli organi di polizia stradale per i controlli e l’accertamento delle violazioni
Incremento di 3 punti percentuali per l’addizionale Ires degli intermediari finanziari e per l’aliquota Ires delle imprese assicurative per i periodi di imposta 2027 e 2028, riduzione dal 90 al 30% della quota di deducibilità ai fini Irap delle spese amministrative, rimodulazione temporale del reversal delle Dta e riduzione della misura di deducibilità degli interessi passivi (dal 97 al 96%) prevista per il 2027 dalla legge di bilancio 2026. Sono queste, in sintesi, le misure fiscali per intermediari finanziari e imprese di assicurazione previste dal ddl di bilancio 2027. L’art. 18 incrementa dal 3,5% al 6,5% l’aliquota dell’addizionale Ires applicabile agli intermediari finanziari (escluse le società di gestione dei fondi comuni d’investimento e le società di intermediazione mobiliare di cui al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nonché gli istituti di moneta elettronica) e alla Banca d’Italia per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2026 e per quello successivo. Inoltre, per tali periodi, è prevista un’addizionale di 3 punti percentuali all’aliquota Ires per le società e gli enti che svolgono attività assicurativa. Le attività per imposte anticipate derivanti da tale incremento di aliquote non possono essere oggetto di trasformazione in crediti di imposta secondo la disciplina ordinaria prevista dall’art. 278 del Tuir (dlgs n. 117/2026). Inoltre, le stesse non rilevano nemmeno ai fini della determinazione del canone annuo dovuto per la conversione delle Dta in crediti d’imposta
Pensioni con tagli super alla rivalutazione del prossimo anno. La Manovra 2027 rimodula le percentuali di rivalutazione automatica del tasso Istat (non è ancora noto, ma si ipotizza molto elevato, attorno al 5,4%) salvando dal taglio soltanto le pensioni di importo fino a 2.413,60 euro mensili, cioè fino a 4 volte il trattamento minimo dell’Inps. Vediamo le novità, mettendo a confronto la rivalutazione (c.d. perequazione) in base alle regole vigenti nel 2026 e quella in base ai nuovi criteri proposti dalla Manovra 2027
Pronti 380 milioni di euro per incrementare le indennità degli operatori del pronto soccorso. Di questi, 114 milioni saranno destinati alla dirigenza medica, mentre gli altri 266 milioni andranno al personale del comparto sanità. A questi interventi si affianca il voucher sanitario da 300 euro per gli over 75, finanziato con oltre 1,6 miliardi. Nel 2027 il Fondo sanitario nazionale raggiungerà 146,3 miliardi, circa 3,4 miliardi in più rispetto al 2026, di cui uno già previsto dalla precedente manovra. Considerando anche le risorse per il voucher, gli stanziamenti aggiuntivi per la sanità ammontano complessivamente a circa 5 miliardi. Sono queste le principali cifre del disegno di legge di bilancio 2027, che prevede anche fondi per liste d’attesa, Alzheimer e demenze, buoni pasto, payback, tariffe ospedaliere e nuove regole sui frontalieri. Sul fronte dell’assistenza, la manovra stanzia fino a 300 milioni nel 2027 per le prestazioni aggiuntive contro le liste d’attesa e 500 milioni annui per aggiornare le tariffe ospedaliere. Altri 100 milioni sono destinati ad Alzheimer e demenze, 136 milioni alla proroga della prestazione universale per anziani non autosufficienti, con soglia Isee raddoppiata da 6.000 a 12.000 euro, e 100 milioni ai contenziosi su mense e buoni pasto. Previsti inoltre l’innalzamento dei tetti di spesa per farmaci e dispositivi medici, modifiche al payback, misure per il privato accreditato e l’accesso precoce ai medicinali, fondi contro le dipendenze e, dal 2028, risorse per l’efficienza energetica degli ospedali.
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Colpire l’approvvigionamento e le riserve alimentari. La Commissione europea non ha dubbi sugli obiettivi dell’attacco hacker realizzato ieri in almeno otto Paesi dell’Ue e che ha preso di mira i sistemi di refrigerazione e congelamento di alcune delle più grandi catene di supermercati: da Carrefour a Delhaize, da Colruyt a Intermarché. Un’azione che ha messo soqquadro i punti vendita in Belgio, Irlanda, Lussemburgo, Francia, Olanda, Estonia, Svezia e Finlandia. I sospetti si concentrano sulla Russia che ormai mette a punto la sua guerra ibrida giorno per giorno. La scelta degli otto paesi, del resto, non sembra casuale. E punta a creare difficoltà in alcuni dei simboli dell’Unione europea e della Nato. Il Belgio come sede principale dell’Ue, l’Irlanda come presidente di turno dell’Unione, il Lussemburgo che ospita il Consiglio e la Francia il Parlamento europeo. E poi la Svezia e la Finlandia che hanno aderito da poco all’Alleanza Atlantica.
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