Nei primi nove mesi del 2026 l’Inail registra 325.525 denunce in occasione di lavoro e 75.966 in itinere, esclusi gli studenti. I casi mortali denunciati nelle due categorie raggiungono complessivamente quota 810. L’aumento degli infortuni supera quello dell’occupazione, mentre le denunce di patologie professionali salgono a 83.335

 Nel periodo gennaio-settembre 2026 aumentano le denunce di infortunio in occasione di lavoro, quelle relative ai tragitti e i casi con esito mortale. Cresce anche l’incidenza degli eventi denunciati rispetto agli occupati, mentre le malattie professionali registrano un incremento a doppia cifra. È il quadro delineato dal Bollettino trimestrale Inail, che distingue gli eventi occorsi ai lavoratori da quelli riguardanti gli studenti e richiama la natura ancora provvisoria dei dati.

Infortuni in occasione di lavoro

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro, esclusi gli studenti, passano da 310.726 nei primi nove mesi del 2025 a 325.525 nello stesso periodo del 2026: 14.799 in più, con una crescita del 4,76%.

Il confronto con l’occupazione offre un’indicazione ulteriore. Rapportando le denunce agli occupati rilevati dall’Istat, l’Inail registra 1.338 casi ogni 100.000 occupati, contro i 1.288 dell’anno precedente: l’incidenza aumenta del 3,9%. La crescita delle segnalazioni non risulta dunque assorbita dall’ampliamento della platea occupata. L’indicatore resta comunque un rapporto aggregato, non una misura del rischio corretta per settore, mansione o ore lavorate.

L’incremento interessa entrambi i generi, ma è più sostenuto tra le donne: le denunce femminili salgono da 99.202 a 105.637, il 6,49% in più; quelle maschili passano da 211.524 a 219.888, con un aumento del 3,95%.

TipologiaGennaio-settembre 2025Gennaio-settembre 2026Variazione
Infortuni in occasione di lavoro*310.726325.525+4,76%
Di cui con esito mortale*570589+3,33%
Infortuni in itinere*71.59475.966+6,11%
Di cui con esito mortale*207221+6,76%
Malattie professionali71.68283.335+16,26%

Studenti esclusi. Fonte: Bollettino trimestrale Inail, gennaio-settembre 2026. 

L’aumento delle denunce in occasione di lavoro è pressoché generalizzato. L’unica flessione riguarda la provincia autonoma di Bolzano, con tre casi in meno. La Lombardia registra il maggiore incremento assoluto: 3.645 denunce aggiuntive, per un totale di 56.817. Seguono Emilia-Romagna, con 1.967 casi in più, e Lazio, con 1.892.

Tra gli incrementi percentuali più elevati figurano Lazio (+8,59%), Sicilia (+7,95%), Molise (+7,60%) e Sardegna (+7,03%). Veneto e Toscana mostrano aumenti più contenuti, rispettivamente dell’1,97% e del 2,85%.

Casi mortali: 589 in occasione di lavoro e 221 in itinere

Le denunce con esito mortale in occasione di lavoro salgono da 570 a 589, il 3,33% in più. Anche in questo caso aumenta l’incidenza rispetto agli occupati: da 2,36 a 2,42 casi ogni 100.000, con una crescita del 2,5%.

La componente maschile resta largamente prevalente, con 548 denunce contro le 539 del 2025. Tra le donne i casi passano da 31 a 41: un incremento del 32,26%, da leggere tenendo conto della base numerica più contenuta.

Sul territorio, gli aumenti assoluti maggiori si registrano in Lombardia, da 72 a 84 casi, e in Sicilia, da 45 a 55. Piemonte e Lazio segnano entrambi sei denunce aggiuntive. Diminuiscono invece i casi in Umbria e Abruzzo, da 14 a otto in ciascuna regione, e in Puglia, da 43 a 39.

Ai 589 eventi mortali in occasione di lavoro si aggiungono 221 denunce per infortuni mortali in itinere, contro le 207 del 2025 (+6,76%). Sommando le due categorie, il totale raggiunge 810 casi, rispetto ai 777 dell’anno precedente, sempre al netto degli studenti.

Il tragitto pesa per oltre un quarto delle denunce mortali

Gli infortuni in itinere crescono più rapidamente di quelli in occasione di lavoro: le denunce passano da 71.594 a 75.966, con un incremento del 6,11%. Il loro peso sul totale degli infortuni dei lavoratori sale dal 18,73% al 18,92%. Per i casi mortali, la quota è sensibilmente superiore e raggiunge il 27,28%, contro il 26,64% del 2025.

La componente maschile registra l’aumento più marcato sia nelle denunce complessive in itinere (+7,76%) sia in quelle mortali, passate da 173 a 190. Tra le donne le denunce complessive aumentano del 4,31%, mentre quelle mortali diminuiscono da 34 a 31.

Il dato richiama l’importanza della mobilità nel quadro complessivo degli eventi denunciati. La categoria “in itinere”, tuttavia, non coincide semplicemente con gli incidenti automobilistici: comprende le modalità di accadimento durante i percorsi individuati dalla disciplina assicurativa, anche senza il coinvolgimento di un mezzo di trasporto.

Malattie professionali: oltre 11.600 denunce in più

La crescita più intensa riguarda le malattie professionali. Le denunce protocollate nei primi nove mesi raggiungono quota 83.335, contro le 71.682 del 2025: 11.653 casi aggiuntivi, pari al 16,26%. L’incremento è del 17,04% per le donne, con 21.588 denunce, e del 15,99% per gli uomini, con 61.747.La Toscana registra il volume più elevato, 14.555 denunce, e il maggiore aumento assoluto, 2.754 casi. Seguono, per incremento numerico, Puglia (+1.321), Marche (+1.146) ed Emilia-Romagna (+1.119). Le crescite percentuali sono particolarmente consistenti in Campania (+40,89%), Sicilia (+39,09%) e Piemonte (+30,96%). L’unica diminuzione riguarda il Friuli-Venezia Giulia, con 187 denunce in meno e una flessione del 10,71%.

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nei primi nove mesi 2026, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.

Studenti: crescono soprattutto le segnalazioni in itinere

Il quadro scolastico, analizzato separatamente, registra 54.812 denunce durante le attività, in aumento del 4,90% rispetto alle 52.252 del 2025. Le denunce in itinere passano invece da 1.311 a 1.576, con una crescita del 20,21%.

Il perimetro della tutela è essenziale per interpretare questi numeri. Come precisa il glossario, gli ordinari tragitti tra abitazione e scuola non sono per la maggior parte tutelati; sono invece ricomprese specifiche fattispecie collegate ai percorsi di formazione scuola-lavoro. Il dato non rappresenta pertanto la totalità degli incidenti negli spostamenti degli studenti.

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