AXA chiude i primi nove mesi del 2026 con premi lordi e altri ricavi per 93 miliardi di euro, in aumento del 5% a cambi, perimetro e metodologia costanti e del 4% sui dati pubblicati. Il gruppo conferma per l’intero esercizio la previsione di circa 8,6 miliardi di euro di underlying earnings, nonostante l’elevata sinistrosità da catastrofi naturali registrata in Europa nel terzo trimestre. La crescita dell’utile sottostante per azione è attesa nella parte alta dell’intervallo-obiettivo del 6-8%.
L’andamento commerciale presenta differenze tra i comparti: vita e salute crescono entrambi del 7%, mentre i danni avanzano del 3%. All’interno di questi ultimi, lo sviluppo delle coperture per la clientela privata si accompagna a una crescita più contenuta delle linee commerciali e a una contrazione della riassicurazione. Salvo diversa indicazione, le variazioni sono espresse su base comparabile.
Danni: il retail cresce del 7%, riassicurazione in calo
Nei danni, premi e altri ricavi raggiungono 48,1 miliardi di euro. Le personal lines salgono del 7% a 17,2 miliardi, sostenute sia dagli aumenti tariffari sia dai volumi. A trainare è soprattutto l’auto, che cresce del 10% a 11,4 miliardi, mentre il non auto retail aumenta del 3% a 5,8 miliardi.
Le linee commerciali, escluse le attività riassicurative di AXA XL, registrano un incremento dell’1% a 28,7 miliardi. Il dato combina la crescita del 4% delle attività commerciali al di fuori di AXA XL con il calo dell’1% di AXA XL Insurance. Per quest’ultima il gruppo segnala un mercato caratterizzato da prezzi in diminuzione, volumi in aumento nel property e in contrazione nel casualty.
Più marcata la flessione di AXA XL Reinsurance: premi in calo del 9% a 2,2 miliardi, con un effetto prezzo negativo del 4,7%. AXA riconduce la riduzione dei volumi alla scelta di preservare la redditività in una fase di ammorbidimento delle condizioni di mercato.
Prima, di cui AXA ha acquisito la maggioranza nel novembre 2025, contribuisce ai premi e agli altri ricavi consolidati per circa un miliardo di euro. L’importo comprende circa 500 milioni di commissioni per l’attività di managing general agent su contratti sottoscritti da assicuratori terzi e circa 500 milioni di premi relativi al business trasferito ad AXA.
Vita e salute: raccolta in aumento, margine di nuova produzione in flessione
Nel vita e salute, premi e altri ricavi raggiungono 44,8 miliardi di euro, in aumento del 7%. Il vita sale a 29,3 miliardi, sostenuto dai prodotti di risparmio general account e dalle unit-linked, entrambi in crescita del 9%, e dalla protezione, che avanza del 5%. La salute raggiunge 15,5 miliardi, con un incremento del 7% riconducibile principalmente agli effetti tariffari sulle coperture individuali e collettive.
La raccolta netta vita e salute è positiva per 6 miliardi, contro i 5,6 miliardi dei primi nove mesi del 2025. Contribuiscono la protezione, con 4,5 miliardi, la salute, con 2,6 miliardi, e le unit-linked, con 1,4 miliardi. Rimane negativo il saldo dei prodotti di risparmio general account, a −2,4 miliardi: gli afflussi di 1,6 miliardi nei prodotti capital-light non compensano i deflussi di 4 miliardi dai prodotti tradizionali.
Alla crescita dei volumi non corrisponde un analogo incremento del valore della nuova produzione. Il New Business Value resta stabile su base comparabile a circa 1,7 miliardi di euro, mentre il relativo margine scende di 0,3 punti percentuali al 4,2%. Il margine sui servizi contrattuali della nuova produzione, o NB CSM, aumenta dell’1% a 1,6 miliardi: alla crescita del vita si contrappone la flessione della salute, soprattutto per i minori volumi in Giappone.
Solvibilità in calo di cinque punti, pesa la volatilità finanziaria
Al 30 settembre il rapporto di solvibilità Solvency II si attesta al 213%, cinque punti percentuali in meno rispetto al 218% di fine giugno. Il contributo operativo positivo di sette punti è in larga parte assorbito dagli accantonamenti teorici per dividendi e riacquisti di azioni proprie, pari a sei punti. Sull’indicatore pesano inoltre i movimenti sfavorevoli dei mercati finanziari e gli effetti incrociati, tra maggiore volatilità dei tassi, aumento delle aspettative d’inflazione nell’Eurozona e ampliamento degli spread sovrani.
Sul fronte tecnico, gli oneri da catastrofi naturali nei nove mesi superano il livello normalizzato annuo riproporzionato al periodo. Il gruppo attribuisce lo scostamento soprattutto all’elevata attività dei cosiddetti secondary perils in Francia, Svizzera e Italia, senza quantificare nel comunicato l’ammontare delle perdite.
AXA mantiene le previsioni per il 2026, indicando anche un rendimento sottostante del patrimonio netto nella parte alta dell’intervallo-obiettivo del 14-16%.
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