S&P, ricche cedole in compagnia

Per l’agenzia la performance del settore assicurativo sarà solida anche nel 2023
di Anna Messia

I dividendi continueranno a crescere e le imprese italiane sembrano favorite Rischi invece per i riassicuratori
Il mercato assicurativo europeo continuerà a crescere e le compagnie a pagare buoni dividendi agli azionisti. Come le compagnie italiane, che da più di qualche punto di vista sembrano meglio posizionate per superare questa complicata fase di mercato rispetto ai competitor di altri Paesi del Vecchio Continente.

Lo dice l’agenzia di rating S&P, che vede rosa sul comparto, pronta ad affermare che «la performance operativa delle assicurazioni europee si manterrà solida e i rischi di inflazione e recessione non metteranno in discussione le posizioni economiche nel 2023», spiega a MF-Milano Finanza Taos Fudji, director e senior Insurance Analyst di S&P, responsabile del settore assicurativo per Francia, Belgio, Italia, Spagna e Portogallo. «L’aumento dei tassi d’interesse è un fattore positivo per le assicurazioni, che sono caratterizzate da un modello in cui prima vengono incassati i premi e successivamente vengono pagati i sinistri, con un lasso temporale in cui le somme possono essere investite», spiega. Certo, una crescita repentina dei tassi ha anche l’effetto di creare minusvalenze, tanto che in questi mesi il patrimonio netto delle assicurazioni europee è sceso in media del 25% con Generali che, più esposta al ramo Vita, secondo i dati dei primi nove mesi del 2022 pubblicati nei giorni scorsi, lo ha visto scendere addirittura del 43,4% e Unipol del 23%.

«Ma non è un dato preoccupante se non arriveranno riscatti tali da chiedere una vendita prima delle tempistiche degli investimenti e quindi la realizzazione delle minusvalenze», aggiunge Fudji, il quale sottolinea che nei primi sei mesi dell’anno l’aumento dei tassi ha anche provocato una crescita media degli indici di solvibilità del settore di 10 punti percentuali. In pratica oggi le compagnie hanno un Solvency II più alto e questo rassicura sul fatto che le assicurazioni potranno continuare nella ricca politica dei dividendi che ha caratterizzato il settore negli ultimi anni, «con un obiettivo medio di aumento del dividendo che è stato del 5% l’anno», spiega Fudji, aggiungendo che sembrano invece meno probabili le operazioni di buyback.

Comunque sfide e rischi non mancano; da una escalation del conflitto in Ucraina a una frenata dell’economia più severa del previsto (secondo le previsioni di S&P il pil italiano l’anno prossimo rimarrà di fatto stabile a -0,1%) passando per un’accresciuta volatilità dei mercati. Ma anche un ulteriore nuovo marcato aumento dei tassi da parte della Bce potrebbe far crescere l’appeal competitivo di altre forme di investimento alternative alle polizze vita, come i conti deposito. Rischi che per ora appaiono limitati e le compagnie sembrano in grado di contenere gli effetti dell’aumento dell’inflazione visto che stanno provando ad aumentare i premi dei rami danni. E le assicurazioni italiane, secondo S&P, appaiono ben posizionate rispetto ad altri concorrenti europei. Per esempio per quanto riguarda l’esposizione ad asset illiquidi, che appaiono oggi a rischio più alto. «Si tratta di investimenti alternativi, per esempio in real estate o infrastrutture, che le compagnie hanno effettuato negli ultimi anni in cerca di rendimenti interessanti in un contesto di tassi negativi», spiega Fudji, «ma che oggi, in una fase completamente diversa, potrebbero rappresentare un rischio». Pericolo a cui le compagnie assicurative italiane sembrano però poco esposte considerando che meno del 10% del loro portafoglio investimenti è in strumenti illiquidi, a differenza per esempio delle assicurazioni dei Paesi Bassi che hanno addirittura il 25% investito in mutui residenziali di lunga durata. Ma anche per queste ultime, in verità, la situazione è oggi sotto controllo. Per S&P l’outlook sulle assicurazioni resta quindi stabile con un giudizio A, a differenza del settore riassicurativo, dove, anche a causa dell’aumento delle catastrofi, la redditività è sotto pressione e l’outlook negativo.(riproduzione riservata)
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