Rassegna Stampa assicurativa 12 novembre 2022

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

La strada per la guida autonoma è lunga, piena di ostacoli e costosa. Ne sanno qualcosa Ford e Volkswagen che hanno appena deciso di liquidare Argo Ai. Fondata nel 2016, la joint-venture aveva la missione di mettere software e sensori al volante delle auto. Sei anni e 3,6 miliardi di investimenti più tardi, la startup si è scontrata con la nuova agenda dei costruttori. Secondo AlixPartners, la guida autonoma ha perso posizioni nella scala delle priorità durante il biennio pandemico. Alle prese con elettrificazione, nuovi standard di emissione e revisione delle catene produttive, le case hanno dovuto scegliere dove allocare i capitali disponibili: hanno deciso che la guida autonoma può aspettare.
Il rapporto fra ipo e delisting a Piazza Affari nel 2022 è perdente. E fa riflettere. Da gennaio a inizio novembre si è contata una ventina di quotazioni per un valore complessivo, calcolato il primo giorno di approdo in borsa, di 4,77 miliardi. Per contro le uscite sono state pari come numero, ma per un valore di oltre 20 miliardi di euro considerando anche Cattolica e Carige che sono state inglobate, rispettivamente, in Assicurazioni Generali e in Bper.
Quali sono i costi che il consumatore ha diritto di vedersi rimborsati se decide di estinguere un finanziamento prima della scadenza? Intorno a questa semplice domanda si è innescata una complicatissima vicenda fatta di ricorsi e contro-ricorsi, che è arrivata dritta fino alla Corte di Giustizia europea e, nei giorni scorsi, ha chiamato in causa pure la Corte Costituzionale italiana. Quest’ultima potrebbe sconfessare l’intervento in materia fatto dal governo di Mario Draghi a luglio 2021 mettendo però a rischio, tra il settore del credito al consumo e quello cessione del quinto, un giro d’affari di circa 5 miliardi di euro, che potrebbe far saltare i conti di più di qualche impresa del settore.
C’è chi, come la francese Axa, ha dovuto mettere in conto i danni provocati negli Stati Uniti dal passaggio dell’uragano Ian che, al lordo delle tasse e al netto della riassicurazione, ha generato sinistri complessivi per 400 milioni di euro. E chi, è il caso dei tedeschi di Allianz, ha risentito ancora degli accantonamenti fatti nel primo semestre per il procedimento dei fondi strutturati Apha negli Usa, registrando nei primi nove mesi dell’anno un calo dell’utile netto 4,7 miliardi, contro i 6,9 dello stesso periodo dell’anno scorso.
Ma chi paga il conto delle truffe del Superbonus? La grande misura di incentivo introdotta dal governo Conte nel 2020 non è solo al centro dell’agenda dell’esecutivo di Giorgia Meloni ma anche sotto la lente di banchieri, esperti contabili e investitori che hanno iniziato a interrogarsi sugli effetti del controverso incentivo fiscale che ha visto le banche come perno per favorire la diffusione del provvedimento. La misura ha fatto ripartire il settore immobiliare dopo la gelata della pandemia, ma si è trasformata in «un buco da 38 miliardi», come ha dichiarato venerdì 11 la premier.
Il fallimento clamoroso delle politiche del lavoro collegate al reddito di cittadinanza ha un risvolto ancora più doloroso per i giovani e le generazioni future. Di cui nessuno, nel Palazzo, ha voluto prendere coscienza. È la tenuta del nostro sistema pensionistico, che già non se la passa troppo bene, se perfino la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe detto ai sindacati che si rischiano “pensioni future inesistenti”.
  • UnipolSai fa più utili
Nel terzo trimestre UnipolSai registra un utile netto di 180 milioni, oltre le attese degli analisti di Equita sim a 151 milioni. Nei primi nove mesi del 2022 il risultato netto consolidato è di 616 milioni, in calo rispetto ai 704 milioni dello stesso periodo 2021.
Ingegneria finanziaria la parola d’ordine per la polizza di Poste Vita che adotta tecnicismi per gestire i saliscendi dei mercati

La Suprema corte rilancia l’importanza dello straining. L’azienda risarcisce infatti il dipendente che viene scientemente stressato dal suo diretto capo.
A questa importante conclusione è giunta la Corte di cassazione che, con l’ordinanza 33428 dell’11 novembre 2022, ha accolto il ricorso di un impiegato.
Uscita di scena anticipata per il superbonus 110%. L’agevolazione fiscale, introdotta dal decreto Rilancio del 2020, è ormai ai titoli di coda. È questo l’effetto principale delle novità in arrivo contenute nel cosiddetto decreto legge “Aiuti quater”, approvato giovedì scorso dal Consiglio dei ministri.
Unipol ha archiviato i nove mesi con un utile netto di 854 milioni di euro, in crescita del 5% su base annua. La raccolta diretta assicurativa è migliorata del 4% a 9,83 miliardi. Quella del comparto Danni è ammontata a 5,85 miliardi (+5,6%). Il combined ratio al netto della riassicurazione era al 93,2% rispetto al 92,8% di settembre 2021. L’indice di solvibilità si è attestato al 197% (214%). Il gruppo prevede «un andamento reddituale della gestione consolidata per l’anno in corso in linea con gli obiettivi fissati nel piano strategico 2022-2024».

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  • Utili in rialzo per Unipol Polizze più care
Unipol chiude i primi nove mesi con un utile in rialzo del 5% a 854 milioni di euro, sulla spinta del consolidamento della quota in Bper e degli effetti dell’acquisizione Carige sul patrimonio della banca di Modena. La raccolta cresce del 4% a 9,8 miliardi, grazie al danni (+5,6%) e al vita (+1,7%). Flette invece del 12,6% l’utile di UnipolSai, a 616 milioni. Positiva la gestione tecnica nel ramo danni, con un “combined ratio” sceso nel trimestre dal 94,1% al 93,2%. Nella bancassicurazione la compagnia sta intanto sta finalizzando il rinnovo degli accordi con Bper e Popolare di Sondrio, banche di cui Unipol è primo socio. Questo canale ha assicurato 1,46 miliardi di premi vita e 180 milioni nel danni. «Siamo in fase conclusiva nelle discussioni per il rinnovo», ha detto il dg, Matteo Laterza. E, come il giorno prima Generali, anche Unipol conferma il rialzo delle polizze auto per fronteggiare un’inflazione che ha contribuito a «un incremento del 2% del costo medio» dell’Rc auto. Il gruppo bolognese ha «intrapreso modifiche tariffarie tra cui l’ultima partita l’1 novembre e piuttosto significativa» ha detto Enrico San Pietro, dg di Unipolsai.

  • I nuovi standard di polizza per immobili da costruire
  • Unipol, con Bper e Sondrio vicino il rinnovo dell’intesa
  • Mediobanca brinda, zero vincoli su Generali
Il testo di Basilea 3, come segnalato da indiscrezioni di stampa, approvato dall’Ecofin e ancora in attesa del sigillo del Parlamento Ue, mette al riparo la quota che Mediobanca ha in Generali. Non a caso ieri il titolo di Piazzetta Cuccia ha archiviato le contrattazioni in rialzo dell’1,43% a 9,95 euro. La ragione? Il beneficio patrimoniale introdotto nel 2012 dal Danish Compromise sulle partecipazioni assicurative e previsto in scadenza a fine 2024, diventerà a tempo indeterminato. In questo modo viene di fatto allineata la disciplina sulle partecipazioni assicurative sotto il 15% a quella dei conglomerati finanziari. Ciò significa che Mediobanca ora è libera di decidere cosa fare del 12,77% detenuto nel Leone senza alcun vincolo temporale o patrimoniale. Più volte, in passato, l’istituto ha detto che quel pacchetto rappresenta una riserva di valore.

 

  • Fondi pensione, adesioni in crescita (+278 mila)