Rassegna Stampa assicurativa 11 novembre 2022

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Il beneficio patrimoniale del Danish Compromise sulle quote assicurative, in scadenza a fine 2024, diventerà a tempo indeterminato, secondo il testo Ecofin di Basilea. Ora serve l’ok del Parlamento Ue
Nel testo di Basilea 3 approvato martedì dall’Ecofin c’è una norma che riguarda anche la partecipazione di Mediobanca in Generali.
Nonostante le incertezze legate all’inflazione e al rallentamento dell’economia, Poste Italiane va dritta per la sua strada e, per la terza volta, rivede al rialzo gli obiettivi del risultato operativo. Ieri, presentando i risultati dei nove mesi, chiusi con un utile a 1,4 miliardi in crescita del 21,4% rispetto allo stesso periodo 2021, il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha annunciato di aver rivisto al rialzo il traguardo di ebit fissato per quest’anno a 2,3 miliardi, più del doppio rispetto al livello che era stato raggiunto nel 2017.
Previndai, il fondo pensione dei dirigenti industriali, compie trent’anni. E in tutto questo tempo è stato fatto tanto nella previdenza complementare dal punto di vista normativo, organizzativo e culturale. Eppure il margine di miglioramento è ancora ampio, basti pensare che, stando all’ultimo rapporto Covip, solo il 35% dei lavoratori italiani ricorre alla previdenza complementare. La sfida è quindi «attrarre il restante 65% e sbloccare così potenzialità altissime per tutto il sistema Paese italiano»
Generali Assicurazioni chiude i primi nove mesi dell’anno con un utile stabile a 2,233 miliardi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-0,8%), ma va oltre il consenso degli analisti e in borsa guadagna il 2,05% a 16,66 euro. Nonostante il momento incerto, tra inflazione e frenata dell’economia, il gruppo guidato da Philippe Donnet è pronto a confermare gli obiettivi del piano industriale che, nel periodo 2022-2024, prevede flussi di cassa superiori a 8,5

Da gennaio 2020 ad ottobre 2022 sono pervenute al Fondo sospensione mutui per la prima casa 208.373 domande. Nella maggior parte dei casi a causa della sospensione o della perdita del lavoro o al calo medio di fatturato nel caso dei lavoratori autonomi. Lo evidenziano i dati Consap, che ItaliaOggi è in grado di anticipare. Tra gennaio e ottobre 2022 le istanze presentate sono state 3.396. Nello stesso periodo del 2021, le domande pervenute erano state 16.582 su un totale complessivo di 17.702 richieste poi raggiunto nell’anno. Se consideriamo, poi, anche gli stessi dieci mesi del 2020 le domande ad ottobre erano arrivate a 175.576, per arrivare al loro apice a dicembre 2020 con 187.272 richieste.
È ancora crollo per le partite Iva nel terzo trimestre, malgrado la lieve ripresa nel settore commerciale, delle professioni e delle costruzioni, specie al Nord. I nuovi avviamenti realizzati nel corso dell’estate sono arrivati a quota 94.080, con un calo di quasi il 25% rispetto al secondo trimestre 2022. Eppure, le partite Iva aperte tra il settimo, l’ottavo e il nono mese dell’anno hanno avuto una contrazione minore, pari al -12,4%, rispetto alla flessione registrata tra il secondo trimestre 2021 e 2022, con un rialzo di circa tre punti percentuali rispetto al -15,1% dello scorso aprile, maggio e giugno
Credem ha realizzato a fine settembre un utile netto consolidato di 222,6 milioni di euro dopo avere spesato quasi 58 mln di contributi ai fondi per la gestione delle banche in difficoltà: il dato è in crescita del 23,5% su base annua. Il Cet 1 a livello di gruppo bancario era al 15,19%.
Allianz è fiduciosa per il 2022, dopo che i profitti del terzo trimestre sono cresciuti, e sta pianificando un riacquisto di azioni che inizierà questo mese. La compagnia tedesca ha realizzato un utile netto di 2,46 miliardi di euro, in aumento del 17% rispetto allo stesso periodo del 2021. Ora Allianz prevede di raggiungere l’estremità superiore della fascia obiettivo per l’utile operativo annuale da 12,4 a 14,4 miliardi. Nel trimestre questa voce è cresciuta del 7,4% a 3,48 miliardi, supportata da una forte performance nel segmento di attività sinistri immobiliari. I ricavi sono aumentati dell’1,3% a 34,8 miliardi. I risultati si confrontano con le aspettative di utile netto a 2,3 miliardi e di utile operativo a 3,39 miliardi, secondo il consenso degli analisti. Il gruppo assicurativo bavarese prevede di avviare un buyback fino a un miliardo di euro, che inizierà a metà novembre e si concluderà entro la fine del 2023. Le azioni riacquistate saranno cancellate.
Generali ha archiviato i nove mesi con un utile netto di 2,23 miliardi di euro, in leggero calo (-0,9%) su base annua ma superando le stime degli analisti. Senza l’impatto degli investimenti russi per 141 milioni il profitto sarebbe salito del 5,5% a 2,37 miliardi. Il risultato operativo è cresciuto del 7,8% a 4,77 miliardi, anche in questo caso oltre il consenso, grazie allo sviluppo positivo dei segmenti Vita e Danni. L’utile operativo Vita (+23,9%) e il new business margin (+0,68 punti percentuali) continuano a migliorare grazie al rialzo dei tassi di interesse, così come il segmento Danni (+2,9%). La compagnia ha spiegato che le iniziative strategiche e le azioni di business implementate negli ultimi anni assicurano il buon posizionamento del gruppo nel raggiungimento dei propri obiettivi. Il combined ratio si attesta al 93,3% (+2%) riflettendo una maggiore sinistralità, impattata anche dall’accelerazione dell’iper inflazione in Argentina. Il risultato operativo del segmento Asset & wealth management è stato pari a 714 milioni (-7,5%) a causa della contrazione delle commissioni di performance di Banca Generali. I premi lordi sono in aumento a 59,83 miliardi (+1,3%) e la raccolta netta Vita si è attestata a 7,67 miliardi (-25,3%). Gli asset under management sono ammontati a 621,8 miliardi (-12,4% rispetto a fine 2021) per l’aumento dei tassi di interesse sui titoli a reddito fisso. Il Solvency ratio era al 223% dal 227% di fine 2021.

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  • Generali, profitti a quota 2,2 miliardi
Generali traguarda una fase di crescita, malgrado l’incertezza sui mercati, con un risultato operativo in aumento del 7,8% a 4,77 miliardi – contro la stima del mercato che ne indicava 4,6 — grazie alla crescita nel settore danni e i nuovi prodotti frutto dell’innovazione del gruppo. L’utile netto è stabile a 2,23 miliardi e, senza le nuove svalutazioni in Russia, arriverebbe a 2,37 miliardi, anch’esso sopra le previsioni. E’ la fotografia della redditività del Leone che ha pubblicato i conti dei nove mesi. Un’occasione per fare il punto anche sulla capacità del gruppo guidato dal ceo Philippe Donnet di generare cassa al ritmo di un miliardo l’anno, «risorse disponibili, al netto dei dividendi pagati, per l’attività di m&a.  Il mercato ha apprezzato e il titolo ha chiuso a +2,05%. I premi lordi sono aumentati a 59,8 miliardi (+1,3%), battendo il consenso di 59,3 miliardi, grazie in particolare allo sviluppo del ramo Danni (+10,3%) trainato dagli aumenti «in linea se non superiori a quello inflattivo», mentre i premi Vita sono in calo del 2,9%. L’utile netto risente della Russia.
  • «Poste, da inizio 2023 i contratti su luce e gas. Avanti con il digitale»
Integrare i servizi di pagamento di Lis e di PostePay, crescere nel mercato dei servizi assicurativi e ampliare l’offerta alla clientela con, per esempio, contratti di fornitura di luce e gas e il recapito di farmaci a domicilio. Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, traccia il percorso del gruppo, archivia i primi nove mesi del 2022 con un risultato operativo record a quota 2,1 miliardi e constata:«Siamo di gran lunga i più grandi investitori in titoli di Stato italiani che oggi hanno un rendimento più alto. Sicuramente il fatto che viviamo in un mondo di tassi di interesse più alti ci ha dato una mano».

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  • Generali fa utili oltre le attese Rincari sulle polizze auto “Riparare costa di più”
Tra gennaio e fine settembre l’utile netto patisce solo un lieve calo rispetto a un anno prima (-0,8%) e va a 2,233 miliardi. Senza gli impatti degli investimenti in Russia – la quota in Ingosstrakh è stata svalutata a 165 milioni, dai 384 di inizio anno l’utile sarebbe di 2,374 miliardi, in miglioramento del 5,5% grazie a risultati operativi in crescita del 7,8% a 4,8 miliardi. I premi lordi nei nove mesi sono in lieve rialzo a 59,8 miliardi (+1,3%), grazie allo sviluppo nei Danni (+10,3%), perché all’incremento dei volumi raccolti sul ramo auto (+6,1%) fa da sponda il +12,8% realizzato sui danni diversi dall’auto. I premi Vita calano invece del 2,9%. Si è ridotto anche l’indicatore di solidità patrimoniale Solvency Ratio, al 223% contro un 227% di fine 2021: e qui sono le perdite sui titoli governativi detenuti dal gruppo a far sentire il loro effetto, anche se a fine ottobre l’indicatore si era riportato al 225% per effetto del rally sui mercati. L’indice di efficienza Combined ratio è cresciuto invece di 2 punti percentuali al 93,3%, specie per la maggior incidenza dei costi dei sinistri. Ma gli aumenti tariffari non sono finiti: «Dato il contesto di inflazione crescente e l’aumento dei costi di gestione dei sinistri, si prevedono ulteriori adeguamenti tariffari, in aggiunta a quelli già intrapresi – si legge nel comunicato della società – . Malgrado lo scenario macro in evoluzione, Generali conferma l’impegno a perseguire una crescita sostenibile, migliorare il profilo degli utili e realizzare gli obiettivi del piano al 2024».
  • Il rialzo dei tassi spinge Poste Già centrati gli obiettivi 2022
Anche Poste Italiane entra nel club delle grande aziende di Piazza Affari che ritoccano al rialzo le stime di utile nell’annata. Che sarà pure grama, bellica e con inflazione a due cifre: ma promette di essere da record per il gruppo leader nei settori logistica, risparmio e assicurazione, che nei primi nove mesi ha realizzato i risultati stimati per l’intero 2022. Come in altri casi, c’è lo zampino dei tassi dell’eurozona, saliti in modo ripido trainando le gestioni finanziarie.

  • Azimut, utili a 302 milioni nonostante i mercati
  • Generali conferma gli obiettivi Fino a 3 miliardi per l’M&A
  • Banche sempre più nel mirino: cyber attacchi in crescita del 76%
Il caso più recente è quello che riguarda Monte dei Paschi di Siena. Giugno di quest’anno: un non meglio precisato gruppo di hacker entra nei sistemi della banca e riesce a prelevare migliaia di indirizzi email. Nessuna intrusione nei conti correnti, perché la solidità dei sistemi che gestiscono l’operatività finanziaria è solitamente più robusta. Ma un data breach che conferma, ancora una volta, quanto gli attori del mondo finanziario siano un obiettivo per tutte le stagioni per i cybercriminali. In questo contesto, la memoria ci riporta con una certa facilità al 2019, quando a finire nelle grinfie degli hacker era stata Unicredit per quello che è, ancora oggi, uno degli attacchi più importanti: oltre tre milioni di utenti colpiti. Ma nel corso degli anni un po’ tutti gli istituti di credito hanno fatto i conti con cyber-intrusioni più o meno importanti. E non sono casuali alcuni accorgimenti normativi, come la strong customer authentication, la doppia verifica diventata obbligatoria per i movimenti sui conti correnti.

Handelsblatt

 

  • Allianz, trimestre forte: gli analisti lodano soprattutto il piano di riacquisto di azioni proprie
Per Allianz, il risultato operativo del terzo trimestre è stato superiore alle aspettative. Per l’intero anno, l’assicuratore con sede a Monaco di Baviera punta ora a raggiungere la parte superiore del margine di profitto previsto.
  • Generali ancora in attivo nonostante le svalutazioni in Russia
L’utile dell’assicuratore italiano rimane elevato rispetto all’anno precedente, nonostante il Gruppo abbia dovuto svalutare ulteriori investimenti in Russia nel trimestre precedente.