Più assicurazioni parametriche per aiutare i paesi africani ad affrontare il climate change

L’impatto del cambiamento climatico è decisamente pesante per l’Africa che perde ogni anno fino al 15% del Pil pro capite. Una situazione insostenibile che non fa altro che accelerare il fenomeno dell’emigrazione verso aree del mondo più vivibili.

Per questo motivo, secondo l’African Risk Capacity (ARC) è urgente espandere l’uso di soluzioni di rischio alternative, come le assicurazioni parametriche per aiutare più Paesi ad affrontare efficacemente il cambiamento climatico.

ARC è un provider assicurativo specializzato, fondato dall’Unione Africana, per aiutare i governi a rispondere nel modo migliore a eventi meteorologici estremi e adattarsi ai cambiamenti climatici.

I danni socio-economici e ambientali causati da siccità, inondazioni e cicloni aggiungono ulteriore devastazione a una popolazione in gravi difficoltà, dove quasi il 50% vive già in condizioni di estrema povertà.

La frequenza e la gravità degli eventi meteorologici estremi continuano ad aumentare in tutto il mondo e, in Africa, i finanziamenti per il contrasto al cambiamento climatico sono solo l’11% di quanto richiesto.

Inoltre, secondo i calcoli della African Development Bank, sarebbero necessari circa 16 trilioni di dollari affinché l’Africa possa intraprendere le attività necessarie, a livello nazionale, per rispettare quanto stabilito nel Piano d’azione per il clima dell’accordo di Parigi.

A quasi 12 mesi di distanza, spiega ARC, tardano a concretizzarsi gli impegni presi dalla COP26 in termini di un finanziamento da 100 miliardi di dollari da destinare al clima.

Ciò rende ancora più evidente la necessità per il continente africano di rafforzare la propria resilienza agli shock climatici, dove le assicurazioni parametriche rappresentano una soluzione utile per fornire una protezione conveniente ad alcune delle aree più vulnerabili del mondo.

Attualmente, ARC fornisce un’assicurazione parametrica a 35 Stati membri sovrani in tutta l’Africa, ma il continente conta 55 Stati, il che significa che 20 Paesi non stanno beneficiando dei servizi di ARC.

Lesley Ndlovu, Ceo di ARC ha spiegato a Reinsurance News che per combattere efficacemente il cambiamento climatico è necessario che tutti i paesi del continente africano utilizzino questa soluzione. “Una delle nostre maggiori sfide – ha detto Ndlovu – è quella di far comprendere come l’assicurazione parametrica si inserisca nella gestione dei rischi catastrofali, affrontando anche il tema del costo delle coperture assicurative. I nostri pool di rischio sovrano offrono una soluzione, in quanto i paesi partecipanti condividono il rischio e il costo. Una volta che i nostri Stati membri hanno completato un programma di rafforzamento delle capacità, diventano idonei a entrare a far parte di un risk pool”.

Finora, ARC ha pagato un totale di 125 milioni di dollari di sinistri, il 50% dei quali a un unico pool nel 2021, il che, conclude ARC, “rende innegabile il valore della partecipazione dell’Africa all’assicurazione parametrica, che può rappresentare l’ancora di salvezza in un momento così critico per l’intero continente”.