O indossi la cintura di sicurezza o scendi dalla vettura: tertium non datur

Spesso i conducenti ignorano la responsabilità e le pesanti conseguenze che gravano in capo a loro nel caso in cui i passeggeri non indossino la cintura di sicurezza

di Bianca Pascotto

L’indulgenza del conducente verso i passeggeri che non indossano la cintura di sicurezza a volte costa cara, anzi carissima, se dalla conduzione del veicolo consegue un sinistro che provoca lesioni personali.

L’atto di indossare le cinture di sicurezza quando ci si siede sul sedile, è divenuto, nella stragrande maggioranza dei casi, automatico ed istintivo, ma esistono ancora alcune resistenze, soprattutto da parte dei passeggeri ed in particolar modo per i passeggeri che occupano i sedili posteriori, nonostante il codice della strada imponga a tutti l’utilizzo del sistema di ritenzione come previsto dall’art. 172.

Ma forse quello che molti conducenti ignorano è la responsabilità e le pesanti conseguenze che gravano in capo a loro nel caso in cui i passeggeri (anteriori o posteriori nulla cambia) non indossino la cintura.

Infatti a prescindere dalla sanzione amministrativa, in caso di un incidente stradale con lesioni ai trasportati, il conducente risponde del reato di lesioni personali colpose o, ancor peggio nelle ipotesi più gravi, di omicidio colposo.

Recente conferma dell’orientamento ormai consolidato in merito alla cooperazione colposa tra il conducente e passeggero privo di cintura, è giunta dalla sezione penale della Corte di Cassazione[1].

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