Gli investimenti sostenibili delle compagnie di assicurazione

Il 31 dicembre 2021 gli investimenti in green e social bond nel settore assicurativo era pari a 12 miliardi per gli investimenti indiretta e superavano i 100 miliardi per quelli in delega

Alla fine del 2021 il patrimonio delle compagnie di assicurazione in Italia sfiorava i 1.045 miliardi, di cui 740 gestiti direttamente e oltre 300 investiti in OICR. Mentre la quota degli investimenti diretti (che incidono per circa 70%) si riduceva rispetto al 2020, quella in delega (OICR) era in crescita da diversi anni.

Lo riporta l’ANIA nell’ultimo numero della newsletter ANIA Trends.

Con riferimento alla totalità degli investimenti, circa l’80% degli asset derivava da prodotti danni e da prodotti vita diversi da unit-linked e gestiti prevalentemente tramite investimenti diretti obbligazionari, mentre poco più del 20% derivava da prodotti unit-linked investiti quasi totalmente in OICR.

Nell’ambito del portafoglio diretto (740 miliardi), quasi l’85% era investito in titoli obbligazionari, mentre la quota degli investimenti alternativi rappresentava il 18% degli investimenti in fondi e oltre il 5% degli investimenti totali, in lieve crescita rispetto al 2020 (4%).

Investimenti sostenibili diretti

Secondo Moody’s, le emissioni di bond sostenibili (Green, Social, Sustainability, Sustainability-linked bonds – GSSS) a livello globale sono state pari a 225 miliardi di dollari nel secondo trimestre del 2022 ($136 miliardi in Green Bonds, $34 miliardi in social bonds, $35 miliardi in sustainability bonds e $20 miliardi in sustainability-linked bonds) il 19% in meno dello stesso trimestre del 2021 ma il 2% in più rispetto al primo trimestre di quest’anno. In un arco temporale piuttosto ravvicinato, lo sviluppo dei green bond diventerà esponenziale e già per il 2025 il Climate Bonds Market Intelligence stima nuove emissioni per circa 5 trilioni di dollari. La stessa Commissione europea ha annunciato a inizio settembre 2021 che emetterà circa 250 miliardi di green bond entro il 2026, ossia il 30% del fabbisogno finanziario del Next Generation EU.

A fine 2021, tra gli investimenti diretti, quelli derivanti da bond in green e social delle compagnie di assicurazione in Italia ammontavano a 12 miliardi, ossia il 2,1% del totale delle obbligazioni governative e corporate, quasi il doppio rispetto al 2020 (6,6 miliardi). La maggior parte delle emissioni di green e social bonds nei portafogli assicurativi sono europee, anche se era in aumento la quota detenuta in emissioni italiane.

Dall’analisi dello use-of-proceeds, che ha l’obiettivo di individuare le aree della tassonomia in cui sono principalmente destinati i proventi degli investimenti ESG delle compagnie italiane, risulta che la quasi totalità delle emissioni di green bond è destinata all’obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici anche se, rispetto al 2020, aumentano le emissioni destinate agli altri cinque obiettivi (adattamento ai cambiamenti climatici, prevenzione e riduzione dell’inquinamento, transizione verso un’economia circolare, protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi, uso sostenibile delle acque e delle risorse marine).

Investimenti sostenibili in delega

L’analisi dei fondi ESG per gli investimenti in delega è stata condotta analizzando le informazioni sulla sostenibilità presenti nei database degli infoprovider; nello specifico, a fine 2021 sono stati mappati quasi il 70% dei fondi detenuti dalle compagnie, pari a circa 215 miliardi. Di questi, 100 miliardi erano investiti in fondi ESG (il 47% dei fondi presenti nei database degli infoproviders), in crescita rispetto a quelli riscontrati nel 2020, quando la quota era del 21% (quasi 41 miliardi).

L’aumento della quota investita in fondi ESG è in parte ascrivibile a un aumento di nuovi investimenti sostenibili da parte delle imprese e in parte alla disponibilità di maggiori informazioni nei database degli infoprovider. È importante evidenziare che, mentre la quota degli investimenti ESG (46,8%) è principalmente riferita a fondi art. 8 (circa 90%), la quota dei fondi art. 9 è comunque aumentata nell’ultimo anno (era 7,9% nel 2020 ed è 10,5% nel 2021).

I valori riscontrati per le imprese di assicurazione non si discostano molto da quelli osservati nel rapporto di Morningstar sui fondi ESG dove, nonostante lo scenario economico sfavorevole, l’investimento in fondi art. 8 e art. 9 (della Direttiva SFDR) in Europa è aumentato dell’8,5% nel primo trimestre del 2022, raggiungendo i 4.180 miliardi nel mercato europeo. L’investimento nelle due tipologie di fondi sostenibili (art. 8 e art. 9) raggiunge così il 45,6% del totale investimento in fondi, una quota vicina al 47% osservata per le compagnie di assicurazione.