Case connesse per ridurre i costi

AUMENTA IL RICORSO AGLI STRUMENTI SMART IN DIVERSI SETTORI: DALLA SALUTE ALL’INTRATTENIMENTO
di Irene Greguoli Venini
L’utilizzo dei prodotti che rendono la casa più intelligente cresce. Complici il rincaro dei costi dell’energia e la situazione di incertezza economica che trainano, infatti, l’acquisto di dispositivi per il controllo dei consumi e l’efficientamento. Mentre lo smartworking ha portato più persone a comprare strumenti per l’intrattenimento e per la gestione della propria abitazione. Aumenta anche la diffusione dei dispositivi connessi personali come quelli per il monitoraggio della salute in tempo reale e per il fitness.

La smart home. Da un punto di vista tecnologico, la cosiddetta smart home, ossia una casa connessa e intelligente, rappresenta l’evoluzione della domotica, resa possibile dallo sviluppo dell’internet delle cose e degli oggetti connessi, dal momento che i dispositivi comunicano tra loro grazie a internet e sono gestibili anche da remoto, tramite smartphone o assistenti vocali.

Tra le soluzioni per la casa intelligente ci sono gli smart speaker, ovvero dispositivi comandabili tramite la voce che consentono di ricevere informazioni e di impartire comandi (per esempio accendere le luci o regolare la temperatura dei caloriferi), diverse applicazioni per l’assistenza alla persona (come avvisi in caso di cadute di anziani in casa), per la climatizzazione (come condizionatori, termostati o caldaie regolabili a distanza o tramite app), elettrodomestici (con accensione e spegnimento da remoto, tramite app o con la propria voce).

Ci sono anche sistemi per l’Illuminazione (con accensione e spegnimento, regolazione del colore o dell’intensità tramite app o con la propria voce), per il monitoraggio consumi energetici, per la salubrità degli ambienti domestici che monitorano e agiscono purificando l’aria nell’abitazione, con sensori per il controllo della temperatura e dell’umidità, oltre a quelli per la sicurezza grazie a impianti di videosorveglianza e videocitofonia con la possibilità di accedere alle immagini a distanza o dalla smart tv e a serrature intelligenti che inviano allarmi in caso di intrusione.

Lo scenario in Italia. Secondo la ricerca “Smart home e dispositivi personali smart: il punto di vista dei consumatori italiani” realizzata da UL Solutions, specializzata nella sicurezza applicata, in collaborazione con BVA Doxa, cresce l’adozione di prodotti con funzionalità intelligenti connessi a internet.

Otto italiani su dieci (il 77%) sono propensi all’acquisto di un dispositivo per la smart home entro i prossimi due anni. Mentre 2 su 3 (il 67%) dichiarano di essere interessati a comprare almeno un oggetto smart personale nello stesso arco temporale.

L’indagine, condotta nel secondo semestre del 2022 su un campione di soggetti composto da 1.000 persone (50% uomini e 50% donne) tra i 18-64 anni, considera quattro categorie di prodotti per la smart home (ovvero gestione della casa e intrattenimento, elettrodomestici, sicurezza ed efficienza energetica) e quattro nell’ambito dei dispositivi personali (oggetti indossabili per il fitness, prodotti per il monitoraggio della salute in tempo reale, sistemi di monitoraggio dei bambini e device per l’assistenza e il controllo delle persone fragili).

Tra i criteri di scelta di questo tipo di prodotti, gli intervistati hanno indicato ai primi posti come molto importante una comunicazione chiara e trasparente sui possibili rischi per la privacy o la salute (per il 48%), una app di gestione dell’oggetto con ottime recensioni (45%), la certificazione da parte di un ente indipendente (43%).

Il sondaggio mette anche in luce i principali fattori che frenano l’adozione, tra i quali emergono i timori legati alla sicurezza e ai rischi per la salute. Tra coloro che si dichiarano molto preoccupati, uno su 3 teme fortemente possibili attacchi informatici e conseguenti rischi per la privacy; uno su 4 è spaventato dalla possibilità che il proprio dispositivo possa essere hackerato e quindi controllato da terzi; uno su 5 teme in modo particolare i possibili effetti nocivi sulla salute dovuti alle emissioni di onde radio derivanti dall’utilizzo quotidiano di questi oggetti.

In primo piano i dispositivi di controllo dei consumi energetici. Negli ultimi due anni gli acquisti di prodotti per la smart home hanno riguardato principalmente la gestione della casa e l’intrattenimento (60%). Elettrodomestici e dispositivi per la sicurezza rappresentano ciascuno una quota del 39% degli acquisti dichiarati dagli intervistati, cui seguono con il 34% i prodotti per l’efficientamento energetico.

Le principali ragioni citate riguardano la comodità, la capacità di gestire apparecchi ed elettrodomestici a distanza tramite app e la possibilità di rendere più sicura la propria dimora. Ma la propensione agli acquisti futuri vede in cima alla classifica dei device per la casa intelligente quelli per il controllo dei consumi e per il risparmio energetico.

L’aumento dei costi dell’energia sta infatti diventando il principale driver di adozione. Non per nulla, al primo posto tra i prodotti per la smart home da comprare nei prossimi due anni ci sono termostati, climatizzatori, sistemi di controllo della temperatura e dei consumi elettrici, prese e lampadine.

L’installazione dei dispositivi intelligenti per la casa è stata gestita in autonomia da 2 intervistati su 3, ma il 40% di coloro che se ne sono occupati personalmente ha riscontrato notevoli complessità nella configurazione, soprattutto nel caso dei prodotti per l’efficientamento energetico. La maggior parte degli utenti (60%) si dichiara soddisfatta delle relative app, ma il restante 40% ritiene che vi siano spazi di miglioramento in termini di qualità e funzionalità.

L’impatto dello smartworking. I lavoratori in smartworking, in particolare quelli che hanno iniziato tra il 2020 e il 2021 sull’onda dell’emergenza pandemica, mostrano una propensione all’acquisto di prodotti smart maggiore rispetto al totale. Sono più frequentemente uomini (+8%), tendenzialmente più giovani, con una concentrazione (+7%) nella fascia di età media (35-54enni).

Analizzando le tendenze, risulta che questi soggetti hanno comprato più dispositivi per la casa rispetto al campione (+7%), in particolare più sistemi smart per l’efficientamento energetico (+9%), device per la domotica e l’intrattenimento (+8%) ed elettrodomestici (+8%).

La necessità principale è monitorare e gestire l’ambiente domestico da remoto, riducendo i consumi: l’acquisto di termostati e di climatizzatori smart da parte di questa categoria di consumatori registra infatti un +11% rispetto al resto degli intervistati.

La tendenza a comprare più prodotti smart da parte di chi lavora da remoto rispetto al totale dei partecipanti al sondaggio è ancora più evidente se si analizza il possesso di smart device personali (+12% nel complesso), in particolare i prodotti per il monitoraggio della salute (+9% negli ultimi due anni) e gli oggetti indossabili (+7%).

In crescita anche i device per fitness e salute. Tra le categorie di dispositivi smart personali, gli oggetti indossabili connessi per il fitness e il tempo libero, come per esempio smartwatch, braccialetti, anelli, collane, borse, occhiali, cappelli e indumenti, risultano essere i più acquistati negli ultimi 2-3 anni (31%). Seguono i device di monitoraggio della salute scelti nel 20% dei casi, probabilmente anche a seguito delle esigenze emerse durante la situazione sanitaria post Covid. Solo l’8% ha optato per i sistemi di monitoraggio dei bambini o per l’assistenza delle persone fragili.

Le preferenze rilevate dall’indagine si riflettono anche sulla propensione per il futuro: i device per il benessere e quelli per il controllo della salute attraggono entrambi il 35% degli intervistati, mentre le intenzioni d’acquisto di sistemi per l’assistenza alle persone fragili (19%) e dispositivi per il monitoraggio dei bambini (11%) risultano più marginali.

Per tutte e quattro le tipologie dei prodotti oggetto dell’indagine si evidenzia una richiesta di miglioramento delle funzionalità e una maggiore chiarezza nel comunicare i vantaggi offerti dall’utilizzo di questi sistemi rispetto a quelli più tradizionali. Risulta anche la necessità di una maggiore protezione della privacy espressa da coloro che hanno acquistato dispositivi per il fitness (35% del campione, la quota più elevata), indice di timori per la sicurezza e la riservatezza dei propri dati.

Il giudizio in merito alla facilità di installazione e configurazione varia a seconda della tipologia di prodotto: circa 8 utenti su 10 si sono occupati personalmente dell’installazione dei dispositivi acquistati; nel caso dei device per il fitness, 7 utenti su 10 considerano facile la configurazione.

Per quanto riguarda le app, si osserva un buon livello di soddisfazione soprattutto per i dispositivi di fitness.
Fonte:
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