Il risparmio rimette il turbo

ASSOGESTIONI: A OTTOBRE AFFLUSSI PER 6,4 MILIARDI DOPO LA FRENATA DI SETTEMBRE
di Marco Capponi
Il risparmio gestito italiano torna a spingere sull’acceleratore dopo la parziale frenata di settembre, a riprova del fatto che le preoccupazioni di inizio autunno provocate da inflazione, interruzioni delle catene di fornitura e rallentamento della crescita sono state, almeno per il momento, archiviate. A fotografare la situazione di ottobre è stato ieri il consueto censimento di Assogestioni sulla raccolta del periodo, che ha mostrato come l’industria sia stata capace di terminare il decimo mese consecutivo con afflussi positivi. La raccolta è stata pari a 6,4 miliardi di euro, in forte crescita dopo gli appena 31 milioni di settembre. In questo modo la raccolta da inizio anno è arrivata a 76,2 miliardi, 60 dei quali attribuibili alle gestioni collettive. Il contributo dei fondi aperti nel decimo mese è stato di 2,7 miliardi, che hanno portato il totale da gennaio a quota 55,5.

Grazie ai risultati del mese il patrimonio gestito dalle società affiliate all’associazione di categoria è arrivato a quasi 2.561 miliardi, crescendo di circa 17 dai 2.544 di settembre. Nuovo massimo storico per il patrimonio gestito dai fondi aperti, che ha sfiorato i 1.249 miliardi (erano 1.235 alla fine del nono mese). Variazioni lievi per quanto riguarda l’apporto relativo delle voci: le gestioni collettive sono arrivate a pesare il 51,7% del portafoglio totale (dal 51,5%), mentre quelle di portafoglio sono scese al 48,3% (1.236 miliardi) dal 48,5%.

Per quanto riguarda i fondi aperti il principale contributo del mese è stato dato dagli azionari, che hanno beneficiato da un ritorno di fiducia sui mercati dopo le incertezze di settembre. Le strategie focalizzate sull’equity hanno raccolto 2,5 miliardi, per un totale di circa 28 da gennaio. Positivo anche l’apporto dei bilanciati (1,8 miliardi), mentre hanno registrato deflussi gli obbligazionari (-203) e i monetari (-2,2 miliardi). È continuato intanto il predominio dei fondi di diritto estero: a ottobre i prodotti di questo tipo hanno raccolto 2 miliardi (52 da inizio anno), contro i 695 milioni di quelli di diritto italiano.

Osservando le singole società di gestione al primo posto per patrimonio gestito si è confermato il gruppo Intesa Sanpaolo, comprensivo di Eurizon e Fideuram, con un portafoglio che a fine mese ammontava a quasi 543 miliardi (il 21,8% del totale). A ottobre le due divisioni di Ca’ De Sass hanno messo a segno afflussi per 2,7 miliardi, guadagnandosi anche il primo gradino del podio per raccolta mensile. Seconda piazza per il gruppo Generali, con un patrimonio di 521 miliardi (21% del totale) ma deflussi a ottobre per 1,2 miliardi. Il risultato, comunque, ha precisato l’assicuratore triestino, «è dovuto prevalentemente a flussi sui fondi monetari all’interno dei mandati assicurativi in gestione». Medaglia di bronzo ad Amundi, con 217 miliardi di patrimonio (8,7% delle masse totali) e una raccolta mensile di 461 milioni. Seguono Anima (quasi 200 miliardi), che nel decimo mese ha raccolto 512 milioni, e Poste Italiane (109 miliardi), che a ottobre è stata seconda solo a Intesa per afflussi, con 1,1 miliardi. Da segnalare poi la performance di Ubs Am, terza per raccolta mensile a quota 695 milioni. Tra le società prive di una rete di distribuzione in territorio italiano vanno ricordati, infine, Morgan Stanley, con un patrimonio da 54 miliardi ma deflussi mensili per 19 milioni, e JP Morgan Asset Management: quasi 50 miliardi di masse a fronte di una raccolta negativa per 80 milioni. (riproduzione riservata)
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