Rassegna Stampa assicurativa 27 novembre 2021

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

Si sta definendo la mappa aggiornata dei canali di pensionamento. I due fattori dirimenti sono rappresentati dal disegno di legge di bilancio e dal decreto del ministero dell’Economia che sancisce, recependo la rilevazione dell’Istat sulla evoluzione della speranza di vita, che non si modificano anche per il biennio 2023-24 i requisiti di pensionamento previsti nel 2021-22. Il riferimento è all’adeguamento automatico dell’età pensionabile alla aspettativa di vita che rappresenta, unitamente alla revisione periodica dei coefficienti di trasformazione del metodo di calcolo contributivo, un fondamentale fattore di stabilizzazione della spesa pensionistica nei confronti dell’invecchiamento tendenziale del Paese e dell’intera Ue.
Non ci sarà nessun aumento dell’età pensionabile sino al 31 dicembre 2024. Conseguenza del mancato incremento della “speranza di vita” dal 1° gennaio 2023. Insomma, sia l’età richiesta per la pensione di vecchiaia che quella dell’assegno sociale restano ferme a 67 anni.
Il mercato dei bond Esg ha vissuto un aumento esponenziale delle emissioni negli ultimi anni. A livello globale l’ammontare in circolazione di titoli di questo tipo (i cui proventi sono vincolati al finanziamento di progetti che rispettano criteri ambientali, di governance e sociali) è passato da 193 a 1.850 miliardi di euro tra l’inizio del 2015 e il primo trimestre del 2021. Nello stesso periodo gli emittenti sono passati da 204 a più di 1.600 tra imprese, banche, governi e altre società finanziarie.
Dopo 15 anni di rinvii e discussioni il nuovo principio contabile internazionale sui contratti assicurativi, l’Ifrs 17, è diventato legge con la pubblicazione, nei giorni scorsi, nella Gazzetta Ufficiale Europea. Si parte quindi con il nuovo standard contabile che entrerà in vigore dal primo gennaio 2023 ma già dal prossimo il vecchio e il nuovo sistema inizieranno a correre paralleli. Da tempo le compagnie hanno quindi iniziato a lavorare per allinearsi al principio e a calcolarne gli effetti che promettono di essere dirompenti. Con l’attuale sistema (Ifrs4) i premi assicurativi sono considerati ricavi per le imprese. Con il nuovo si trasformeranno in debiti e la lettura del conto economico sarà completamente diversa, più simile a quello delle banche, contabilizzando solo il margine che deriva dai contratti.
Il ritorno del pericolo inflattivo pone tra i profili da considerare anche quello legato alla protezione dei trattamenti previdenziali. Quali sono i meccanismi previsti? Partendo dal pilastro di base, il tema della perequazione, ovvero la rivalutazione di 22,8 milioni di assegni previdenziali pubblici in base all’inflazione, è uno di quelli che dovrebbero essere esaminati nel nuovo tavolo di concertazione in materia di pensioni tra sindacati e Governo che è in fase di avvio. Si ricorda infatti che a fine 2021 termina il periodo transitorio introdotto nel 2014 e poi prorogato al fine di limitare l’apprezzamento del valore degli assegni in base al caro vita.
È sempre aperta la partita di Generali. In aggiunta alle mosse di Francesco Gaetano Caltagirone, Leonardo Del Vecchio ha acquistato 1,213 milioni di azioni del Leone triestino tra il 23 e il 24 novembre, circa lo 0,076% del capitale sociale del Leone di Trieste. È quanto emerge da un internal dealing di Borsa Italiana, il quale evidenzia che gli acquisti sono stati fatti tramite la società Delfin.
Il prodotto destinato alla clientela private può contare su una vasta gamma di fondi interni ed esterni

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha chiuso due istruttorie nei confronti di Google Ireland Ltd. e di Apple Distribution International Ltd., sanzionando entrambe per 10 milioni di euro. L’Antitrust ha accertato per ogni società due violazioni del Codice del consumo, una per carenze informative e un’altra per pratiche aggressive legate all’acquisizione e all’utilizzo dei dati dei consumatori a fini commerciali.
Allianz Real Estate, per conto di diverse società del Gruppo Allianz, ha completato l’acquisizione di un complesso di uffici situato nel cuore del Central business district di Milano. L’immobile di Corso di Porta Nuova, rilevato da un fondo immobiliare italiano sostenuto da fondi immobiliari Blackstone, sarà trasformato in un complesso di uffici con una superficie di circa 18.000 mq distribuiti su due edifici.

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  • Antitrust, 20 milioni di multa per Apple e Google “Sfruttano i dati degli utenti”
I servizi che Google ed Apple offrono agli utenti sono gratuiti soltanto in apparenza. Nella realtà, le due società chiedono in cambio una “moneta” particolare: i nostri dati. La pratica non è di per sé illegittima. Il problema è che Google ed Apple conducono le persone su un binario predefinito che le induce a cedere i dati in modo quasi automatico. Tanti utenti di Google, peraltro, neanche capiscono che il gigante del web fa i soldi grazie ai loro dati. Aver compresso libertà e consapevolezza delle persone procura a Google e ad Apple la multa dell’Antitrust italiana: 20 milioni di euro in tutto. Pungolata dall’Unione Difesa Consumatori, l’Antitrust ha accertato che Google non informa correttamente i navigatori sull’uso commerciale dei dati. Dati che riguardano ogni azione facciano in Rete, dagli acquisti ai siti visitati, fino alle relazioni sui social. Informazioni carenti e opache sono trasmesse sia a chi utilizzerà servizi che impongono la creazione di un account (come Gmail) sia per i servizi che non lo prevedono (il motore di ricerca, Google Maps, YouTube). Google, è vero, chiede alle persone il consenso. La procedura, però, è impostata già sul sì. Gli utenti, dunque, sono indotti a dare il via libera. Il rifiuto arriva da una minoranza di persone che, a fatica, trova la strada per sottrarsi alla cessione dei dati: non più del 20% (parliamo del 2020, in Italia).

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I servizi che Google ed Apple offrono agli utenti sono gratuiti soltanto in apparenza. Nella realtà, le due società chiedono in cambio una “moneta” particolare: i nostri dati. La pratica non è di per sé illegittima. Il problema è che Google ed Apple conducono le persone su un binario predefinito che le induce a cedere i dati in modo quasi automatico. Tanti utenti di Google, peraltro, neanche capiscono che il gigante del web fa i soldi grazie ai loro dati. Aver compresso libertà e consapevolezza delle persone procura a Google e ad Apple la multa dell’Antitrust italiana: 20 milioni di euro in tutto. Pungolata dall’Unione Difesa Consumatori, l’Antitrust ha accertato che Google non informa correttamente i navigatori sull’uso commerciale dei dati. Dati che riguardano ogni azione facciano in Rete, dagli acquisti ai siti visitati, fino alle relazioni sui social. Informazioni carenti e opache sono trasmesse sia a chi utilizzerà servizi che impongono la creazione di un account (come Gmail) sia per i servizi che non lo prevedono (il motore di ricerca, Google Maps, YouTube). Google, è vero, chiede alle persone il consenso. La procedura, però, è impostata già sul sì. Gli utenti, dunque, sono indotti a dare il via libera. Il rifiuto arriva da una minoranza di persone che, a fatica, trova la strada per sottrarsi alla cessione dei dati: non più del 20% (parliamo del 2020, in Italia).
  • Zurich campione di diversità
Zurich Italia si aggiudica il premio Champion of Diversity Employer 2021, creato dall’Ambasciata britannica.

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