Rassegna Stampa assicurativa 26 novembre 2021

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Dopo un’odissea durata 15 anni, il nuovo principio contabile internazionale sui contratti assicurativi, l’Ifrs 17, è stato definitivamente recepito nell’ordinamento comunitario con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Una sigla che promettere di rivoluzionare il settore assicurativo. Solo se si guarda ai costi implementativi che saranno richiesti alle imprese per allinearsi all’Ifrs17 le stime parlano di 20 miliardi di dollari a livello globale e di una cifra compresa tra i 600 e i 700 milioni di euro solo per l’Italia, con un esborso medio di 155 milioni per un gruppo assicurativo medio grande. Con quali benefici? La promessa è di aumentare la trasparenza e la comparabilità delle imprese assicurative, con più capitali che dovrebbero affluire sul comparto, a tutto vantaggio delle imprese assicurative.
Prosegue il rafforzamento di Francesco Gaetano Caltagirone nel capitale delle Generali. Secondo quanto è emerso ieri da due distinti filing model di internal dealing, il vice presidente vicario della compagnia triestina ha acquistato sul mercato altri 1,55 milioni di titoli del Leone.
Si fa presto a parlare di lotta al climate change, ma metterla in partica è tutta un’altra storia. A rivelare il gap tra buone intenzioni e realizzazione dei piani green delle imprese di Piazza Affari è stato l’ultimo rapporto di Deloitte sull’informativa climate change nei bilanci 2020 delle quotate. La premessa di base è incoraggiante: sulle 220 società dell’Mta (oggi Euronext Milan) prese in esame sono state 116 (il 53%) quelle che hanno fatto esplicito riferimento al cambiamento climatico nelle relazioni finanziarie annuali.
A conferma del fatto che il 2021 sia un anno record per il risparmio gestito sono arrivati ieri i risultati di Assoreti relativi ai nove mesi conclusi a settembre. Su un totale di raccolta netta pari a 40,9 miliardi di euro (rispetto ai 30,9 del 2020), 30,5 sono ascrivibili alla voce dell’asset management, più che raddoppiati su base annua (+115,8%).
Dopo l’assemblea la partita più calda per la Popolare di Sondrio sarà senza dubbio quella relativa al m&a. Il dossier, come detto, circola da tempo in diverse banche d’affari e boutique finanziarie, anche se il pretendente favorito per un’aggregazione resta Unipol-Bper. Con gli acquisti dell’estate scorso la compagnia guidata da Carlo Cimbri si è portata al 9,5% dell’istituto valtellinese nell’ambito di un’operazione non ostile. Quale sarà il prossimo passo? Al momento le indicazioni che arrivano sono chiare: Bologna preferisce restare alla finestra e seguire gli sviluppi. Già dall’inizio del prossimo anno però gli scenari potrebbero cambiare.

Estendere il superbonus a tutte le unità immobiliari fino al 2022 senza più le condizionalità (Isee inferiore a 25 mila euro e natura di abitazione principale dell’immobile oggetto di intervento) previste dalla Manovra. E riportare il bonus facciate al 90% nel 2022. Interventi che ridarebbero «certezza e semplicità» ai bonus edilizi che negli ultimi anni hanno spinto la crescita del comparto e dell’economia del Paese. Dopo il giro di vite contenuto nel ddl di bilancio la sopravvivenza di 30 mila imprese del settore è a rischio ma per scongiurare questo scenario basterebbe poco.
Premi e rendite dell’Inail più pesanti. Nel settore industria, ad esempio, minimale e massimale annui di rendita salgono a 17.449 e 32.405 euro. Di conseguenza, il minimale e il massimale mensile dei lavoratori parasubordinati (su cui versare i premi assicurativi) salgono a 1.454,08 (anziché 1.386,35) e 2.700,43 (anziché 2.561,98) euro. Lo spiega lo stesso Inail nella circolare n. 32/2021, illustrando la rivalutazione extra del 4,9% scattata quest’anno, con decorrenza 1° gennaio, (non avveniva da dieci anni, si veda anche ItaliaOggi del 4 novembre scorso).

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