Rassegna Stampa assicurativa 20 novembre 2021

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

In una delle scorse edizioni di questa Rubrica, abbiamo scritto di come il rischio e i costi  da catastrofi naturali possano essere, in tutto o in parte, traslati dal Bilancio al sistema assicurativo. Avviene in vari Paesi europei e non; da noi se ne discute da tempo nelle sedi politiche e istituzionali. Il mercato, tuttavia, già da tempo ha realizzato un’ulteriore traslazione del rischio catastrofi, da quello assicurativo a quello dei capitali attraverso forme diverse di «insurance securitization» di cui, forse, la più interessante sono i cosiddetti «cat-bonds» (obbligazioni catastrofali). Si tratta di titoli emessi da una compagnia legata a un assicuratore o un riassicuratore, il cui rendimento è legato alla realizzazione di una catastrofe naturale.
I family office sono un termometro dell’economia. Le scelte di gestione di questi investitori che curano i patrimoni delle grandi famiglie tendono a anticipare le dinamiche più importanti a livello globale. Nel suo primo report globale sui family office, pubblicato questa estate, Goldman Sachs riferiva che molti di loro a livello mondiale prevedevano di incrementare il rischio alla ricerca di rendimenti più elevati, temendo un aumento dell’inflazione: «Oltre la metà degli intervistati a livello globale sta aumentando l’allocazione in azioni», spiegava lo studio. E l’Italia non fa eccezione.
Le assicurazioni sono un’antica passione dei banchieri. Lo sapeva bene il fondatore di Mediobanca Enrico Cuccia che, pur di non perdere la presa sulle sue Generali, ne aveva parcheggiato il 5% nello scrigno di Euralux che Lazard seppe custodire per oltre 20 anni. «Il vero proprietario della partecipazione è in via Filodrammatici», avrebbe sentenziato l’ex presidente del Leone, Cesare Merzagora, verso metà anni ‘80, svelando quello che per la finanza italiana era da tempo un segreto di Pulcinella.
È stato il pioniere della bancassicurazione in Italia, Cesare Brugola. Classe 1942, il manager negli anni 90′ decise di replicare nella penisola un modello distributivo che negli Stati Uniti era già un successo e in Europa stava muovendo i primi passi in Francia. Dopo aver lavorato per Aig, il colosso assicurativo Usa che gli aveva permesso di conoscere la realtà americana, Brugola fu chiamato dagli inglesi di Commercial Union (poi Aviva) e con loro siglò in Italia sette accordi bancassicurativi, sia danni sia vita.
Le voci riportate da MF-Milano Finanza del 18 novembre, finora prive di conferme ufficiali, segnalerebbero l’intento di Delfin di spingersi oltre il 20% di Mediobanca. Di ciò si sarebbe iniziato a parlare con la Vigilanza della Bce che dovrebbe autorizzare l’eventuale rafforzamento. La prima domanda che sorge spontanea è se, con l’eventuale incremento del peso azionario in Mediobanca Delfin intenda confermare la sua posizione d’azionista puramente finanziario o no.
Siamo in attesa che Consob si pronunci sul quesito proposto dal gruppo Caltagirone in merito alla disciplina della «Lista del Consiglio» e all’operazione con cui Mediobanca, alla fine dello scorso settembre, ha preso a prestito il 4,42% del capitale delle Generali, operazione che ha permesso all’istituto milanese di aumentare al 17,2% i diritti di voto nella compagine triestina in vista dell’assemblea che la prossima primavera sarà chiamata a rinnovare il board.
Una delle tendenze di maggiore interesse del sistema di previdenziale complementare italiano è rappresentata da un suo consolidamento progressivo. La Covip nella sua ultima relazione annuale sottolinea come oltre 20 anni fa, nel 1999, le forme pensionistiche erano 739, quasi il doppio rispetto a fine 2020. Attore protagonista in questa prospettiva è stato nel corso del tempo Fon.Te, realtà con profili di innovazione progressiva anche per quel che riguarda un aggiornamento evolutivo della platea di riferimento in sintonia con le evoluzioni del mercato del lavoro. MF-Milano Finanza ne ha parlato con il direttore generale, Annamaria Selvaggio.
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La polizza di Bpm Vita è molto semplice e non prevede opzionalità, puntando tutto sulla flessibilità del fondo interno

Le imprese attive nel settore pesca e acquacoltura che hanno subito danni ingenti alla loro attività economica per effetto di eventi atmosferici di eccezionale intensità, tali da compromettere la funzionalità delle strutture produttive e determinare una riduzione della produzione, possono accedere ai contributi previsti dal fondo di solidarietà nazionale settoriale. Lo prevede il decreto Mipaaf n. 278180 del 16 giugno 2021 pubblicato ieri sul sito ministeriale, dopo il via libera da parte della Corte dei conti. Il regime di aiuto utilizza uno stanziamento complessivo di 14 mln di euro, di cui 6 mln per il 2021 e 4 mln per annualità nel 2022 e 2023.

corsera

  • Quanto guadagnano i ceo delle quotate in Italia? Sfiorano i due milioni
Quanto guadagnano i manager in Italia? Ad offrire una risposta al quesito è il primo Rapporto Fin-Gov sulla corporate governance realizzato dal neonato Centro di ricerche finanziarie sulla Corporate Governance dell’Università Cattolica: il pacchetto retributivo medio per i ceo delle società quotate si aggira intorno ai 2 milioni di euro; per l’esattezza ammonta a 1 milione e 946mila euro. Dal Rapporto emerge che il totale di si compone di un compenso fisso pari a 785 mila euro cui si aggiungono una componente variabile di breve e una di lungo periodo che valgono rispettivamente 538 e 624 mila euro. La composizione del pacchetto a target (per obiettivi) è quindi data da un 49% fisso e un 51% variabile.

  • Bankitalia: buona stabilità finanziaria, ma più rischi
Un quadro positivo per la stabilità finanziaria in Italia: moderati rischi a breve termine ma ci sono delle vulnerabilità a medio termine per la crescita dell’economia, tra cui un potenziale impatto della quarta ondata Covid, che sta dilagando in Europa. La Banca d’Italia nel secondo rapporto 2021 sulla stabilità finanziaria per le famiglie e imprese evidenzia un tono di fondo positivo, e questo vale anche per le banche – migliora la loro redditività – le quali tuttavia devono mantenere alta la guardia sui crediti deteriorati che dovrebbero salire dopo la fine delle moratorie sebbene non ai livelli delle precedenti crisi, oltre sugli attacchi cyber (nel 2020 sono aumentati gli incidenti, saliti a 15)

  • L’osservatorio Pir A ottobre i gestori hanno raccolto quasi 97 milioni