Italia calamita per i ricchi

REPORT DELL’OSSERVATORIO SULLE FORME DI CONCORRENZA NELL’UNIONE EUROPEA
di Matteo Rizzi
L’Italia è una spugna fiscale attira ricchi. È il paese fiscalmente più aggressivo in Europa per attirare stranieri ad alto reddito grazie all’imposta forfettaria da 100.000 euro in vigore dal 2017. Fenomeno in costante aumento, dato che nel 2020 ha attirato 592 Paperoni, rispetto ai 99 del primo anno di introduzione della misura. È quanto afferma il nuovo report pubblicato dall’osservatorio fiscale dell’Ue «Nuove forme di concorrenza fiscale nell’Unione europea: una ricerca empirica».

Il report mira a fare il punto sulla concorrenza fiscale affrontata dai singoli contribuenti all’interno dell’Ue, con particolare attenzione alle aliquote e ai regimi speciali offerti ai nuovi residenti nei paesi dell’Ue. L’influenza di questi regimi è sempre più importante e il loro numero è in costante aumento. Tra il 1995 e il 2020, il numero di regimi per gli individui stranieri ad alto reddito è passato da 5 a 26, con un costo fiscale di almeno 4,5 miliardi di euro/anno e più di 200.000 beneficiari, stima l’osservatorio.

Di tutti gli sconti fiscali offerti nell’Ue alle persone ulta-ricche, il più aggressivo è proprio il regime offerto agli High-net-worth individual (Hnwi), approvato nel 2016 dal governo Renzi, e che nella ricerca ottiene un punteggio di 16, a pari merito con il nuovo regime fiscale attira super-ricchi della Grecia, che curiosamente, come spiegano i ricercatori, il governo di Atene ha copiato dall’Italia. Ma è un pattern comune. «È interessante notare che alcuni regimi mostrano una tendenza all’imitazione non trascurabile», si legge nel report. «Il regime italiano Hnwi del 2017 è stato imitato dalla Grecia nel 2019». Così come i regimi di favore per i pensionati stranieri «sono stati implementati per la prima volta in Portogallo nel 2009 e a Malta nel 2011, seguiti da Cipro nel 2015, dall’Italia nel 2019 e dalla Grecia nel 2020». Ed anche in questo caso «il regime è strettamente modellato su quello italiano».

Dei regimi più aggressivi in Ue seguono quelli di Cipro sugli individui ad altro reddito (con un punteggio di 13) e delle pensioni (13). Seguono ancora i regimi per i pensionati di Grecia (13), Portogallo (13). E si continua con i regimi offerti dall’Italia per i lavoratori impatriati (11,5) e per i pensionati non-residenti (11).

I regimi più aggressivi introdotti in Italia e Grecia sul reddito di origine estera consentono agli individui di beneficiare di uno sconto fiscale per un periodo superiore agli 8 anni. Inoltre, non è richiesta alcuna attività economica reale per beneficiarne. Questi regimi facilitano «una riduzione dell’aliquota fiscale di oltre il 50% per redditi imponibili di almeno 500.000 euro», il che li colloca «in cima alla classifica in termini di ampiezza del beneficio fiscale ricevuto». Diversi altri regimi raggiungono un punteggio relativamente alto sulla ampiezza del beneficio fiscale, con il risultato di applicare «aliquote fiscali effettive particolarmente basse rispetto agli individui che non beneficiano del regime». Tra questi figurano il regime dei redditi elevati di Cipro e il regime dei lavoratori impatriati dell’Italia, ciascuno dei quali offre una riduzione di oltre il 60% dell’imposta sul reddito per un reddito imponibile di 150.000 euro all’anno.

Diversi regimi pensionistici, ad esempio a Cipro, in Grecia, Portogallo e Italia, utilizzano una modalità simile, concedendo ai pensionati stranieri un onere fiscale pari solo al 15%-25% dell’onere fiscale applicabile ai “pensionati nazionali” su un reddito pensionistico imponibile di 150.000 euro all’anno.
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