Ifrs17, rivoluzione per le polizze

PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE EUROPEA IL PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE

di Anna Messia
Dopo un’odissea durata 15 anni, il nuovo principio contabile internazionale sui contratti assicurativi, l’Ifrs 17, è stato definitivamente recepito nell’ordinamento comunitario con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Una sigla che promettere di rivoluzionare il settore assicurativo. Solo se si guarda ai costi implementativi che saranno richiesti alle imprese per allinearsi all’Ifrs17 le stime parlano di 20 miliardi di dollari a livello globale e di una cifra compresa tra i 600 e i 700 milioni di euro solo per l’Italia, con un esborso medio di 155 milioni per un gruppo assicurativo medio grande. Con quali benefici? La promessa è di aumentare la trasparenza e la comparabilità delle imprese assicurative, con più capitali che dovrebbero affluire sul comparto, a tutto vantaggio delle imprese assicurative.

Si tratta di una rivoluzione copernicana. Con l’attuale sistema (Ifrs4) i premi assicurativi sono considerati ricavi per le imprese. Con il nuovo, che partirà nel 2023, si trasformeranno in debiti e la lettura del conto economico sarà completamente diversa, più simile alle banche, contabilizzando solo il margine che deriva dai contratti. La rappresentazione contabile delle imprese assicurative diverrà market consistent, cioè coerente con l’andamento dei mercati finanziari. Il nuovo principio ha portato a uno scontro mai visto prima tra i membri dell’Efrag (l’organismo di consultazione dell’Unione incaricato di avviare le pratiche di recepimento dei principi contabili internazionali). Il motivo del contendere sono state le coorti annuali previste dall’Ifrs17. Si tratta del raggruppamento dei contratti assicurativi al cui interno compensare profitti e perdite: ma mentre le perdite di un’annualità dovrebbero essere immediatamente recepite nel conto economico, i profitti sarebbero ripartiti per la durata dei contratti. Un sistema penalizzante soprattutto per le imprese che operano nel ramo vita tradizionale (le gestioni separate) come le compagnie italiane. Alla fine l’Ue ha deciso di recepire solo come facoltativa l’adozione del principio delle coorti annuali (cosiddetto carve out), almeno fino al 2027 quando è prevista uno nuova verifica. L’endorsement dell’Ifrs17 è «stato un esito soddisfacente di un lungo e contrastato iter di recepimento. Dopo l’endorsement nel 2018 dell’Ifrs9 sugli strumenti finanziari, con l’Ifrs 17 si completa il quadro delle regole contabili per le imprese finanziarie», ha commentato Angelo Casò, presidente del Consiglio di gestione dell’Organismo italiano di Contabilità (Oic) e membro del board Efrag. Per arrivare a questo risultato è stato fondamentale il lavoro svolto dall’Efrag con il supporto dei suoi stakeholder, incluso l’Oic italiano, con la decisione, in sede di endorsement, di rendere facoltative le coorti annuali». (riproduzione riservata)
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