ICAP: L’Analisi del nucleo familiare di Lorenzo Bianchini – Dirigente Industriale– caso n.7 – seconda parte

L’analisi dei bisogni assicurativi IDD compliant

  • Lorenzo Bianchini, dirigente di una multinazionale di 45 anni
  • Vive a Bergamo
  • Non è sposato
  • Non ha figli

L’obiettivo di questo tipo di analisi consulenziale è quello di facilitare il processo decisionale. L’intervento è focalizzato su alcune aree di rischio, analizzate nello specifico, al fine di quantificare la gravità e definire l’esposizione al rischio, attraverso una classifica dei bisogni assicurativi. Nello specifico Lorenzo vorrebbe analizzare la sua situazione in modo tale da tutelarsi in caso di invalidità e tutelare la sua abitazione. Quanto più il censimento riflette il reale stato delle risorse e le caratteristiche del nucleo famigliare, tanto più la classifica che il sistema di ICap elaborerà rifletterà le esigenze è possibilità del nucleo in analisi. I risultati elaborati presentano due ambiti distinti: i bisogni di oggi e i bisogni di domani di Lorenzo.

Bisogni di oggi (rischi attuali dei soggetti e dei beni)

La sezione dei bisogni di oggi riporta tutti i rischi attuali nei quali i portatori di reddito e i beni familiari potrebbero incorrere. Per ognuno è riportata la probabilità di rischio entro la quale l’evento potrebbe verificarsi; tali voci sono elencate in funzione della probabilità di rischio dal più alto al più basso incrociata con la perdita potenziale in caso di evento (se quindi si notano frequenze più basse in alto in classifica rispetto a quelle più alte è perché il criterio di classificazione è quello del rapporto perdita-frequenza – si veda il grafico convenienza assicurativa per maggiori dettagli).  Nella colonna Gap, viene quindi indicato per ogni voce, l’importo al quale il nucleo familiare dovrà far fronte nel caso l’evento si verifichi, ove presente e possibile la quantificazione.

Il quadro completo delle coperture in essere, di quelle che si è intenzionati ad acquisire, delle riduzioni e delle ritenzioni di rischio rappresentano il punto di partenza della pianificazione assicurativa. Per rappresentare le priorità in questo quadro complessivo solitamente si fa affidamento al raffronto delle distanze relative di ogni bisogno sul piano danno – probabilità, dal punto con danno massimo e frequenza minima (il punto in basso a destra del grafico che risulta essere il più conveniente da trasferire alle assicurazioni). Sulla base della condivisione delle singole analisi e del quadro sintetico che ne risulta si procederà alla effettiva implementazione della pianificazione assicurativa.

Responsabilità civile

L’assicurazione della responsabilità civile è un esempio particolarmente efficace per dimostrare la convenienza dell’assicurazione in assoluto, perché la tipologia del rischio, l’entità del danno potenziale, la misura del premio assicurativo, sono direttamente percepibili da chiunque. Con una polizza di Responsabilità Civile della Famiglia quindi il patrimonio familiare è protetto per i danni fino all’importo scelto in polizza, tutelando anche rischi molto elevati senza esborsi economici significativi.  Impropriamente definita RC della Famiglia, questa tipologia di polizza è consigliabile a tutti i soggetti che hanno di fatto responsabilità civili, secondo codice civile, e che possono incorrere nei danni a impatto patrimoniale, anche soggetti single. Per tali ragioni la troveremo sempre in cima alla lista della nostra classifica e nel grafico nel punto con danno massimo e frequenza minima. Il rapporto tra frequenza di rischio e perdita potenziale è sempre il più alto in assoluto, ecco perché è conveniente assicurarsi.

Ma ora, come di consueto, approfondiamo alcune aree specifiche di indagine, in particolare quelle di particolare rilevanza per il nucleo familiare in oggetto.

Rischio di Invalidità permanente

Nella sezione relativa all’invalidità permanente si definisce e si quantifica l’importo economico necessario per mantenere il tenore di vita della famiglia in caso di invalidità permanente dovuta ad infortunio o a malattia. Questo è uno dei primi rischi da valutare in quanto le conseguenze economiche, in caso di invalidità del capofamiglia, sono decisamente gravi: al mancato reddito da lavoro, va ad aggiungersi l’onere delle cure e l’assistenza all’invalido. Si deve anche dire che l’invalidità può compromettere parzialmente (o totalmente) la capacità lavorativa. La stima della perdita in caso di invalidità permanente è limitata ai componenti adulti del nucleo familiare, che sono fonti di reddito. Da tenere in considerazione il concetto di “capitale di tutela” per garantire le rendite integrative da affiancare alle pensioni.

Sulla base dei dati censiti, i redditi e la stima delle prestazioni garantite il rischio di rimanere invalido per Lorenzo merita uno studio approfondito oltre a essere il motivo principale per cui ha voluto analizzare la sua situazione.

Il reddito netto complessivo indica il valore del reddito attuale, rivalutato alla data di riferimento dell’ipotesi (al netto delle imposte) quale primo elemento determinante il tenore di vita. Il risultante Totale tenore di vita da mantenere (TV) rappresenta il totale di risorse nette disponibili con eventuale aggiunta di oneri aggiuntivi per assistenza. Tale valore è confrontato con la situazione dell’ipotesi di invalidità considerata per determinare il gap. Si ottiene in seguito la Totale disponibilità netta complessiva (DN) che rappresenta la differenza tra la somma dei redditi da lavoro e da pensione e le tasse e contributi. Ed infine viene rilevato il Gap rispetto al lavoro (=TV-DN), la base di calcolo su cui si determinare il seguente capitale di tutela equivalente. Quest’ultimo viene calcolato con il cosiddetto modello dello Human Life Value, cioè incrociando la tabella delle probabilità di esistenza in vita di anno in anno con l’integrazione calcolata rivalutata al potere d’acquisto e rapportata al livello di integrazione desiderato espresso dall’interessato (che pertanto tiene conto delle esigenze effettive del coniuge, dei figli in età scolare, delle spese effettive per assistenza, ecc.). La somma di tutti questi prodotti consente, eventualmente maggiorata di un tasso tecnico delle riserve, di disporre del valore necessario perché il nucleo sia tutelato adeguatamente negli anni. Chiaramente il capitale equivalente di un bisogno ricorrente varia al variare dell’età presunta alla manifestazione del danno, cosi a parità di condizioni restanti, sarà molto più elevato per un soggetto di 30 anni rispetto a quello necessario ad un soggetto di 50.

In caso di invalidità dovute per cause extra lavorative interviene l’Ente previdenziale di riferimento, in questo caso il Fondo pensione lavoratori dipendenti che erogherà prestazioni per un grado di invalidità superiore al 67% e distinguiamo tra “Assegno ordinario di invalidità” (67%) e “Pensione di inabilità” (100%). Tali prestazioni vengono erogate solo nel caso in cui il lavoratore soddisfi determinati requisiti contributivi oltre che medico legali: il soggetto deve vantare almeno 5 anni di anzianità assicurativa e contributiva, almeno 3 dei quali maturati nei 5 anni precedenti la domanda di pensione. La misura delle prestazioni viene calcolate sulla base dei contributi accreditati al momento della domanda di pensione.

Nel caso in cui invece l’infortunio o la malattia si verifichi sul lavoro sarà l’INAIL – Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) a erogare le prestazioni. A differenza delle precedenti prestazioni non sono tassate e generalmente più premianti.

Rischio Incendio

Sulla base dei dati inseriti nella sezione patrimonio relativamente agli immobili di proprietà, ICap individua l’indice di rischio Incendio e Furto e rispettivamente il valore da assicurare.

L’evento incendio è causa di danni a due categorie di beni individuati in modo separato: il fabbricato e il contenuto (mobili, arredi, elettrodomestici, ecc.). In particolare il danno al fabbricato rappresenta il costo necessario per ricostruire a nuova la casa e solitamente è di gran lunga inferiore al valore commerciale dell’immobile. La stima riportata del valore di costruzione considera i prezzi medi per provincia, la superficie commerciale, tipo e pregio dell’immobile, l’ubicazione, ecc. Anche il danno al contenuto è oggetto di perizia in caso di incendio e sarà risarcito in misura proporzionale all’effettiva perdita. In questa caso bisogna stimare attentamente il valore di tutti i beni contenuti nell’abitazione (escluso impianti, infissi e altre parti del fabbricato considerati parte integrante della costruzione stessa). Per un’indicazione di massima si può in prima istanza porre il valore del contenuto pari a ¼ – 1/3 del valore di costruzione. Un ulteriore elemento dell’analisi dei bisogni riguarda l’effettiva esposizione al rischio incendio. Ai fini della percezione del bisogno quello che interessa maggiormente è un indice relativo, piuttosto che la probabilità assoluta, espresso in rapporto al rischio medio della popolazione. In questo modo l’interessato può considerare da un lato l’urgenza di una copertura assicurativa, se l’indice di rischio risulta superiore alla media, oppure nel caso contrario può valutare la convenienza dell’assicurazione, visto che il principio assicurativo prevede dei costi proporzionali all’esposizione al rischio. Per giungere ad una stima sia semplice, sia autorevole, è preferibile adottare il censimento dei fattori di rischio proposta da ANIA in un apposito questionario. Le domande censiscono le caratteristiche di sicurezza degli edifici ai fini dei rischi incendio e similari, ove particolare importanza hanno le caratteristiche strutturali  (struttura in cemento, mattoni, legno, ecc.), gli impianti, l’accessibilità per i vigili del fuoco, la data di ultima ristrutturazione ed altre informazioni utili a segmentare il risultato di stima.

Il valore da assicurare, tenendo conto di quello di ricostruzione dell’immobile e il valore del contenuto a rischio incendio dell’abitazione, è di 365.830 euro.

Bisogni di domani (obiettivi di pianificazione a lungo termine)

Lorenzo vorrebbe assicurarsi una vecchiaia dignitosa che gli consenta di poter conservare lo stesso tenore di vita della fase lavorativa.

 

In questa sezione vengono elencati tutti gli obiettivi di lunga pianificazione emersi in fase d’intervista. Nel nostro esempio possiamo osservare la tutela previdenziale di Lorenzo. Nella colonna “Copertura reddito”, per ogni voce verrà indicata la percentuale che essa coprirà del reddito all’età di pensione indicata o calcolata dal sistema. Inoltre, nell’ultima colonna, verrà espresso il gap che dovrà esser colmato per raggiungere il tenore di vita atteso e intervenire attraverso misure di integrazione, quali la previdenza complementare.

Situazione previdenziale

La situazione previdenziale di Lorenzo è in linea con quanto previsto per i futuri pensionati. Di fatto all’età di 65 anni, Lorenzo potrà contare su una pensione che varrà poco più della metà dell’ultimo reddito. Quest’ultima è un’importante informazione che ci segnala la necessità di coprire tale gap attraverso ad esempio coperture previdenziali di secondo pilastro.


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