De Agostini esce dalle Generali

IL GRUPPO DI NOVARA AVVIA LA VENDITA DEL SUO 1,44% DEL LEONE. GIÀ CEDUTO LO 0,44%

di Anna Messia
Si parte dello 0,14% del capitale, che è già stato venduto, ma l’intenzione di De Agostini, come nell’aria da giorni, è di cedere l’intera quota dell’1,44% detenuta in Generali Assicurazioni. Ieri l’annuncio ufficiale dal gruppo di Novara che ha subito chiarito che, in ogni caso, non mollerà del tutto la quota. Almeno fino alla prossima assemblea di Generali che a primavera sarà chiamata a rinnovare l’intero consiglio di amministrazione. De Agostini ha fatto sapere infatti che manterrà i diritti di voto sui titoli fino ad aprile. Del resto, mai come ora quel pacchetto di azioni ha un peso significativo nella contesa che si è aperta a Trieste. Da una parte ci sono le Generali stesse, con il board uscente al lavoro per stilare la lista per il board che guiderà la compagnia nel prossimo triennio sotto la guida dell’attuale ceo, Philippe Donnet, appoggiato dal primo socio Mediobanca. Dall’altra Leonardo Del Vecchio e Francesco Gaetano Caltagirone, che con Crt hanno sottoscritto un patto di consultazione, desiderosi di dare un nuovo corso al Leone, a partire dalla figura del ceo. I due imprenditori continuano a rastrellare azioni giorno dopo giorno, in vista dell’assemblea. L’ultima mossa è stata di Delfin, che il 17 e 18 novembre ha rilevato altri 1,4 milioni di titoli, portandosi al 5,71%, e facendo salire l’intero patto al 14,13%.

Mediobanca, tra azioni dirette (poco meno del 13%) e prestito titoli (4,4%) è già oltre il 17,4% e di certo potrà fare affidamento anche sulla quota De Agostini visto le dichiarazioni del gruppo che ieri ha espresso «apprezzamento per l’operato del management della compagnia assicurativa, del quale ha condiviso obiettivi e valori, nonché stima e sintonia nei confronti del ceo Philippe Donnet, che nel corso degli ultimi due mandati ha saputo distinguersi per visione strategica, competenza tecnica e completezza manageriale. Qualità che si sono tradotte in eccellenti risultati industriali e finanziari». Tornando alla vendita delle azioni, la cessione dello 0,14% (2,25 milioni di azioni) è avvenuta tramite uno strumento derivato che potrebbe forse essere riutilizzato anche per le altre tranche. Molto dipenderà dalle quotazioni del titolo di Trieste, con Novara pronta ad approfittare di ulteriori crescite delle azioni e dell’effetto sul mercato della presentazione del nuovo piano industriale annunciato da Donnet per il prossimo 15 dicembre. Da parte di De Agostini non sembra esserci fretta per liquidare la quota. La vendita delle azioni di Generali – da sempre stata considerata un investimento finanziario – è il preludio di un nuovo corso per il gruppo guidato da Lorenzo Pellicioli. In questa direzione va la vendita a Mondadori del 50% di Dea Planeta Libri (si veda box in pagina). Ai valori attuali, la vendita dell’1,46% di Generali porterebbe in cassa oltre 430 milioni che potrebbero essere reimpiegati, con ulteriori disponibilità del gruppo, per un’altra mossa importante. Il tutto mentre si prepara il passaggio di testimone al vertice: Pellicioli, storico manager di De Agostini che dal 2000 ha guidato la diversificazione del gruppo editoriale, sarebbe pronto a fare un passo indietro dalla guida operativa a favore di Marco Sala. Anche lui un manager molto apprezzato nel gruppo: dopo aver lavorato in Buffetti e Seat nel 2003 è salito al timone di Lottomatica guidando l’espansione internazionale con GTech prima e le slot machine di Igt poi, creando un colosso dei giochi che oggi negli Usa capitalizza oltre 6 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)
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