A GIORNI LE INDICAZIONI DELLA COMMISSIONE SULLA LEGITTIMITÀ DELL’AZIONE DEL BOARD
di Anna Messia
La Consob si prepara a dire la sua nella spinosa vicenda della procedura di rinnovo del consiglio di amministrazione Generali, ma la situazione dal punto di vista legale è piuttosto intricata. Con ogni probabilità sarà questa la settimana in cui la Commissione esaminerà le carte sulla legittimità della presentazione di una lista che sarà espressione dell’attuale consiglio di Trieste. Una questione complessa, visto che l’indicazione di liste del board, benché sia una pratica sempre più diffusa a Piazza Affari (oggi sono 10 società, il doppio di quattro anni fa), non è disciplinata dalla legge e nel caso della prima compagnia di assicurazione italiana l’avvio della procedura ha generato un duro scontro. Da una parte ci sono gli azionisti privati, Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio, che insieme alla Fondazione Crt hanno costituito un patto contrapposto a Piazzetta Cuccia (arrivato al 13,61%) intenzionati a chiedere una nuova governance per Generali e un nuovo ceo in occasione del rinnovo della primavera dell’anno prossimo. Dall’altra Mediobanca (azionista con poco meno del 13%) con l’attuale consiglio di amministrazione (ad eccezione dei rappresentati dei pattisti) che ha già votato la riconferma del group ceo, Philippe Donnet per un nuovo mandato e avviato le procedure per la lista del board. La chiamata in campo di Consob è arrivata nei giorni scorsi dai legali di Caltagirone (che prima avrebbe chiesto di farlo a Generali) che hanno inviato alla commissione esplicite richieste di chiarimento sulla legittimità di una lista del board e ora la Commissione dovrà pronunciarsi, in un quadro regolamentare che non è affatto chiaro.

Alcuni fanno notare l’esistenza di una sovrapposizione tra la prassi precedentemente accettata dalla Consob e la regolamentazione vigente in materia. Come pure il fatto che il nodo non riguarda solo la lista, ma tocca altri aspetti della vicenda, a partire dallo strumento del prestito titoli sul 4,42% delle azioni che Mediobanca ha utilizzato per far salire il suo peso fino al 17,2% di Generali. In attesa del responso di Consob, a Trieste si va avanti. In questi giorni il cda, con la consulenza di Egon Zehnder, sta completando la procedura di autovalutazione necessaria per arrivare al parere di orientamento, che dovrà definire la composizione ottimale del prossimo board dal punto di vista qualitativo e quantitativo. In pratica, dovrà fissare i criteri in base ai quali verranno selezionati i futuri consiglieri. Anche il legislatore si è mosso. Come anticipato da MF-Milano Finanza, si lavora a un disegno di legge Pd-M5S, che mira a colmare il vuoto normativo proprio per evitare liste bloccate e collegamenti occulti tra soci. Regole che sicuramente servirebbero già ora, visto lo scontro sul Leone, e che forse possono anche indirizzare la decisione della Commissione. (riproduzione riservata)

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