Ritocchini al sistema

di Carlo Giuro
Si apre finalmente il sipario sulla legge di Bilancio 2021. Con particolare riferimento alle misure previdenziali, e in attesa di una riforma più ampia del sistema, nel testo che approda alla Camere per l’iter parlamentare, trovano sede, come era stato anticipato nel confronto in corso tra Governo e sindacati, i rinnovi per un anno di opzione donna e dell’Ape sociale con un ampliamento della platea. Last but not least sono state recepite le osservazioni della Corte Costituzionale in materia di contributo di solidarietà sulle pensioni di importo più elevato. Partendo da opzione donna è prevista la possibilità di utilizzare tale canale di pensionamento alle lavoratrici che maturano i requisiti anagrafici e contributivi (58 anni per le dipendenti e 59 per le autonome con 35 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2020 (l’attuale sperimentazione scade al 31 dicembre 2019 alla luce della precedente proroga disposta dalla scorsa manovra finanziaria).

Va ricordato come in caso di accesso a opzione donna si attiva il meccanismo della finestra mobile con un differimento del pensionamento pari a 12 (18 per le autonome) mesi dalla maturazione del requisito. Con opzione donna il calcolo della pensione verrà determinato con il metodo contributivo con un effetto riduttivo sul quantum da percepire. Si introduce anche la proroga di un anno ulteriore dell’Ape sociale, prestazione che accompagna al pensionamento di vecchiaia alcune categorie ritenute meritevoli di tutela che non hanno ancora i requisiti per accedere alla quiescenza, ma non possono proseguire l’attività. Si prevede cioè un’indennità erogata dall’Inps a lavoratori in determinate condizioni previste dalla legge (disoccupati, invalidi civili, caregiver e lavoratori addetti a mansioni gravose) che abbiano compiuto almeno 63 anni di età. È corrisposta fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia ed è riconosciuta ai lavoratori che abbiano maturato insieme al requisito anagrafico anche un requisito contributivo minimo di 30 anni (36 per i lavoratori impiegati in mansioni gravose).

Le lavoratrici madri possono beneficiare di un anno di sconto dei requisiti contributivi per ogni figlio fino a due anni. La manovra punta anche un ampliamento dei disoccupati. In particolare potranno beneficiare dell’indennità anche coloro che non hanno beneficiato della prestazione di disoccupazione per carenza del requisito assicurativo e contributivo. Per quel che riguarda poi l’adeguamento alla sentenza della Corte costituzionale 234 del 2020, si riduce da cinque anni a tre anni l’ambito di applicazione delle riduzioni delle pensioni i cui importi sono superiori a 130 mila euro (cosiddette pensioni d’oro). (riproduzione riservata)