Il patrimonio di Inarcassa supera gli 11 miliardi

Simona D’Alessio
Le sciabolate della pandemia da Covid sui mercati non hanno scalfito il patrimonio di Inarcassa (la Cassa previdenziale cui son iscritti quasi 170 mila liberi professionisti tra ingegneri e architetti): alla fine dello scorso ottobre, infatti, le riserve si erano mantenute «oltre gli 11 miliardi di euro», e ciò è riconducibile al «puntuale monitoraggio degli eventi finanziari e alle azioni messe in atto per contenere i rischi sul portafoglio». È quel che fa sapere lo stesso Ente pensionistico, a seguito dell’approvazione, da parte del Comitato nazionale dei delegati, del bilancio di previsione per il 2021, nel quale si stimano per il prossimo anno «un flusso di entrate contributive al di sopra del miliardo», nonché «un avanzo economico di circa 352 milioni».

Per arginare le pesanti conseguenze del Coronavirus sull’attività lavorativa e sulle entrate degli associati, Inarcassa ha anticipato 224 milioni per consentire la tempestiva corresponsione agli aventi diritto dei «bonus» governativi (da 600 euro per due mensilità, da 1.000 per la terza) di marzo, aprile e maggio, «anche se in gran parte rimborsati» dal ministero dell’Economia (la restituzione delle somme che, avendo nel complesso raggiunto poco più di 502.000 professionisti appartenenti a diverse categorie, ammonta ad oltre 1,1 miliardi, è arrivata allo snodo finale, si veda anche ItaliaOggi del 19 novembre 2020); dal canto suo, l’organismo cui sono assicurati architetti e ingegneri ha adottato, nel pieno dell’emergenza, «misure straordinarie per prestazioni assistenziali per un ammontare di 100 milioni, che si sono aggiunti agli 8 milioni stanziati nel corso della prima fase» pandemica, in Italia.

Gli elenchi dell’Ente non dovrebbero subire variazioni significative, giacché «iscrizioni e cancellazioni sono ipotizzate in linea con l’andamento dell’anno precedente, con la previsione di circa 169 mila soggetti e 42 mila pensioni in erogazione a fine 2021», viene indicato.

Secondo il presidente Giuseppe Santoro, «le nostre categorie devono tornare a occupare il giusto ruolo all’interno del tessuto produttivo, anche e soprattutto nell’economia e nella politica del Paese», ecco perché Inarcassa «intensifica le tutele nei confronti degli iscritti con aiuti a sostegno dei loro redditi».

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