Il ceo Donnet: per Generali ci sono nuove opportunità

Il group ceo delle Generali, Philippe Donnet, non chiude la porta a possibili operazioni di m&a. «Abbiamo ancora 2,5 miliardi da dedicare alle acquisizioni, lo faremo nel rispetto del quadro strategico e finanziario che abbiamo definito due anni fa. Sicuramente ora ci sono nuove opportunità», ha spiegato nel corso di un’intervista a Class-Cnbc.

Domanda. A nove mesi dall’inizio della pandemia, l’impressione è che il Covid abbia cambiato tutto. Eppure, Generali ha confermato strategia e target del Piano…

Risposta. Abbiamo potuto confermare i target finanziari al 2021 perché la strategia funziona grazie a scelte operative e finanziarie che si sono rivelate corrette. La crisi ha accelerato anche l’adozione di strumenti digitali da parte dei nostri agenti per far sì che l’interazione con compagnia da una parte e clienti dall’altra proseguisse anche durante il lockdown. Siamo entrati in questa crisi con una posizione di capitale molto solida e una liquidità importante: in questi casi si ha spesso la possibilità di uscirne bene e forse anche meglio degli altri.

D. A proposito di posizione di capitale, Generali è stata sempre interessante per gli investitori grazie a dividendo e payout. Ora i regolatori hanno congelato la possibilità di staccare cedole. Cosa farete quando sarà possibile tornare a distribuirle?

R. Abbiamo confermato l’obiettivo di pagare dividendi cash entro fine 2021. Il nostro target, molto ambizioso, è pagare tra 4,5 e 5 miliardi di dividendi e sarà rispettato, fermo restando che le tempistiche di pagamento sono legate all’ok del regolatore. Siamo stati autorizzati a erogare la prima tranche di dividendo a maggio, un po’ più della metà di quanto deciso dall’assemblea dei soci. Dovevamo pagare la seconda tranche entro fine 2020 ma l’authority ci ha chiesto di sospendere il pagamento e aspettare. Questa decisione non è legata alla nostra posizione, che è molto forte sia dal punto di vista del capitale che da quello della liquidità, ma dipende da considerazioni macroeconomiche. Ovviamente mi auguro che nel 2021 ci sarà una situazione diversa dal punto di vista regolamentare.

D. Avete ritoccato al rialzo gli obiettivi di crescita dell’utile per azione del piano. Nei primi 9 mesi l’impatto sul business però c’è stato: cosa vi farà recuperare la profittabilità che in questi mesi è finita sotto pressione?

R. Il nostro risultato operativo a fine settembre è cresciuto del 2,3% rispetto a quello dell’anno scorso, che era già a livelli record, più di 5 miliardi. Il risultato netto è stato di certo impattato in termini finanziari nel secondo trimestre, ma incide più dal punto di vista contabile che economico. Vediamo come si comporteranno i mercati nei prossimi mesi ma quello che è importante è la solidità del business operativo. Siamo fiduciosi che nell’arco del triennio saremo in grado di raggiungere il nostro target di crescita dell’utile per azione tra 6 e 8%.

D. Da che cosa si aspetta i risultati migliori? Dal business Vita? Dall’asset management?

R. In questa crisi sono emerse nuove aspettative, nuove richieste di maggiore protezione da parte di famiglie e piccole e medie imprese. Le linee di business che abbiamo considerato come prioritarie, come l’assicurazione in caso di malattia, sulla vita, sul denaro, sono tutte opportunità di crescita perchè i nostri clienti hanno bisogno di maggiore protezione. Sicuramente il business del risparmio gestito e dell’assicurazione vita sta crescendo, a fine settembre abbiamo realizzato una raccolta netta di più di 9 miliardi, che in questo contesto di crisi fa capire come la gente avverta il bisogno di investire ma in un modo diverso: l’assicurazione vita – mi riferisco alle gestioni separate – rappresenta un modello che non sta più in piedi con questi tassi d’interesse al lumicino. Già anni fa abbiamo puntato sulla crescita dell’asset management perché è legato alla trasformazione del business vita e del business del risparmio gestito.

D. Il mercato si chiede che cosa ne farete del capitale a disposizione, anche in ottica m&a. In che settori volete crescere?

R. Abbiamo ancora 2,5 miliardi da dedicare alle acquisizioni, lo faremo nel rispetto del quadro strategico e finanziario che abbiamo definito 2 anni fa. Sicuramente ci sono nuove opportunità rispetto a due anni fa.

D. I tassi sono destinati a rimanere bassi ancora per lungo tempo. Un assicuratore come riesce a fare il suo business in questo contesto, anche guardano al futuro?

R. Mi aspettavo questo scenario già da tempo e a Generali abbiamo già trasformato il nostro business mix alla luce del contesto.

D. Come vede l’economia italiana in questo momento? E che ruolo può giocare Generali nella ripresa?

R. Gestiamo un portafoglio di oltre 600 miliardi nel mondo. Giocheremo un ruolo come investitore di lungo termine, contribuiremo al rilancio dell’economia, lo faremo in Italia ma non solo. E lo faremo sempre con la voglia di favorire un’economia sostenibile, dobbiamo pensare al futuro. Aggiungo che un altro modo per contribuire al rilancio dei consumi e dell’economia è poter pagare il dividendo ai nostri azionisti. (riproduzione riservata)

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