AXA, impatto traumatico del Covid sulle malattie mentali

Una ricerca effettuata su un campione di 5.800 persone tra Regno Unito, Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna e Svizzera ha rivelato che il 64% dei lavoratori di questi Paesi hanno visto crescere il proprio livello di stress da lavoro durante la pandemia.

Lo studio, “A Report on Mental Health & Wellbeing in Europe”, commissionato da Axa mostra che l’81% delle persone intervistate (8 su 10) soffre di un forte stress che provoca problemi alla salute mentale, con conseguenze che si fanno sentire nella gestione della quotidianità.

I lavoratori coinvolti nello studio di Axa hanno praticamente dovuto interrompere le relazioni personali esterne al nucleo familiare. Spagna (85%) e Gran Bretagna (82%) fanno segnare la percentuale più elevata di persone che durante la pandemia hanno perso ogni tipo di contatto fisico esterno alla famiglia. Seguono Francia (78%), Italia (78%), Belgio (75%), Svizzera (73%) e Germania (65%).

Chris Tomkins, responsabile dell’area benessere di Axa Health, ha commentato i dati osservando che “mentre la pandemia continua durante il periodo invernale, è imperativo non solo che i lavoratori rimangano al sicuro, ma che si prendano anche cura della loro salute a tutto tondo. Per coloro che sono passati in modalità smart working è importante fissare dei limiti fisici e psicologici da non oltrepassare in modo da non scivolare nel mood “del sempre attivo” che comporta evidenti negatività fisiche e psicologiche”.

Importante quindi essere disciplinati nella quotidianità, pianificando e rispettando pause regolari durante la giornata, in modo da favorire il recupero delle energie e della concentrazione.

Sia datori di lavoro sia i dipendenti devono ricordarsi di non considerare la salute mentale in maniera isolata. “Per una vita sana – suggerisce lo studio – abbiamo tutti bisogno di un buon equilibrio tra il benessere fisico, mentale e sociale. Tra le altre cose, il Covid-19 rappresenta anche una sfida per la salute mentale di tutti, oltre a mettere a nudo la vulnerabilità della salute fisica”.

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