Avere successo sui social media nel settore dell’assicurazione: 2° lezione

Impariamo a sfruttare tutte le potenzialità dei paid media per raggiungere gli obiettivi aziendali

A cura di Sara Tortelli

Dopo la prima puntata sul valore del brand, continua la serie di consigli per gestire al meglio i propri social network: se ti sei perso il primo consiglio clicca qui.

L’indagine di Assinform condotta sulle prime 40 compagnie assicurative in Italia per premi totali (danni e vita), https://www.assinews.it/10/2019/assicurazioni-social-media-unindagine-assinform/660068244/ ha elaborato la classifica delle compagnie italiane per Social Media Influence, ovvero la valutazione qualitativa e quantitativa dell’appeal esercitato dal marchio attraverso tutte le piattaforme social. Si considera quindi quanto ed in che modo l’utente medio è esposto al marchio analizzandone i touchpoint digitali.

I “big” della comunicazione social nell’ambito assicurativo

Quali sono le compagnie assicurative che salgono sul podio per Social Media Influence? La medaglia d’oro va a Generali Italia, che è sempre nella Top 5 in tutti i canali: una presenza non solo oculatamente spalmata sui vari canali ma anche ben curata, e che quindi riscuote successo in termini di riconoscibilità del marchio.

Al secondo posto Aviva, prima sia per Facebook che per LinkedIN, attenta anche a seguire il profilo Instagram con qualche trascuratezza rilevata invece nel profilo Twitter.

Terza classificata Axa, che è l’unica compagnia, a parte Generali, ad essere sempre presente nella Top 10. Axa ha un buon riscontro di utenti su Instagram e LinkedIN ma emerge certamente grazie profilo Twitter, costantemente aggiornato e vivace.

Visibilità spontanea nei social? Solo un’ingannevole speranza

Abbiamo compreso quanto i social siano delle vere armi strategiche anche nel settore assicurativo, ma vanno sapientemente maneggiate per sfruttarne appieno il potenziale di successo.

Anche in ottica paid media i numeri sono esplicativi: un singolo contenuto, non sponsorizzato, viene visto in media dal 5,8% della fan base su Facebook, mentre in LinkedIn le pagine che postano almeno 20 contenuti al mese possono raggiungere fino al 60% dei propri follower, ovvero una reach media del 3% per contenuto.

Ogni scelta di promozione nei social, quindi, deve essere sostenuta da un budget pubblicitario che ne dia adeguata risonanza, privilegiando un sistema di sponsorizzazione sempre attivo e coerente con gli obiettivi iniziali e diffidando dei ritorni conseguibili mediante promozioni a spot.

CONSIGLIO 2: Definire realisticamente il traguardo da raggiungere tramite i profili social è il primo passo da compiere per arrivare al successo ma altrettanto importante è delineare un’attività di promozione costante che massimizzi la visibilità di ciò che siamo e che vogliamo dire.

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