A settembre le reti di consulenza hanno raccolto 1,6 miliardi

di Paola Valentini

Si mantiene positiva, anche se in calo, la raccolta netta delle reti di consulenti finanziari a settembre. I flussi sono stati pari a 1,58 miliardi di euro dai 2,7 miliardi di agosto (per un totale di 24,48 miliardi nei nove mesi del 2019). In particolare nel mese gli investitori hanno ceduto le obbligazioni in portafoglio perché il netto calo dello spread ha spinto i risparmiatori a realizzare plusvalenze sui titoli in portafoglio, a partire dai Btp. Assoreti spiega che i volumi netti di raccolta realizzati sui prodotti del risparmio gestito sono stati pari a 1,36 miliardi, mantenendosi sui livelli del mese precedente (+1,9%), mentre il saldo netto delle movimentazioni realizzate sulla componente amministrata del risparmio è stata di 215 milioni con una flessione significativa rispetto agli 1,35 miliardi di agosto, determinata dalle vendite realizzate sulle obbligazioni. Il maggiore apporto al risparmio gestito è arrivato dal comparto assicurativo: i volumi di raccolta sono stati pari a 871 milioni, +75,7% rispetto al mese precedente. La crescita ha coinvolto tutte le tipologie di polizze: i premi netti versati sulle unit linked sono stati di 380 milioni, con un incremento congiunturale dell’82,4%, quelli sulle polizze vita tradizionali hanno raggiunto i 304 milioni, in crescita del 44,1%, mentre i volumi netti realizzati sulle polizze multi-ramo sono più che raddoppiati, a 186 milioni. Il saldo delle movimentazioni effettuate sulle gestioni patrimoniali individuali è stato positivo per 194 milioni: gli investimenti netti realizzati sulle gestioni in fondi (248 milioni) hanno compensato le uscite nette rilevate sulle gestioni in titoli (-54 milioni). Diversamente, nel mese si sono ridotti i flussi di raccolta netta diretta in quote di fondi, il cui valore si è attestato a 235 milioni; il bilancio mensile resta positivo sia per le gestioni collettive di diritto estero (185 milioni) sia per quelle di diritto italiano (51 milioni). Pertanto il contributo mensile delle reti al sistema di fondi aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, è stato positivo per circa 1,1 miliardi e ha compensato i disinvestimenti netti realizzati nel complesso dagli altri canali distributivi (-270 milioni). Da inizio anno l’apporto delle reti è salito così a 6,4 miliardi ma il bilancio per l’intero sistema fondi aperti è rimasto, comunque, in negativo (-177 milioni). Quanto al regime amministrato, la raccolta netta dei titoli è stata negativa per 1,96 miliardi (+198 milioni ad agosto): le movimentazioni nette in uscita hanno coinvolto prevalentemente i titoli di Stato (-1,1 miliardi), ma anche i titoli obbligazionari (-242 milioni) e gli strumenti del mercato monetario (-631 milioni), mentre il saldo delle compravendite è positivo per i titoli azionari (91 milioni), per i certificates (53 milioni) e gli exchange traded products (38 milioni). La raccolta di risparmio sotto forma di liquidità è stata pari a 2,17 miliardi, il doppio rispetto agli 1,1 miliardi di agosto, perché i clienti delle reti non hanno ancora dirottato verso forme di investimento il cash ottenuto dalla vendita dei titoli obbligazionari. Tra le società campioni di raccolta nel mese al primo posto si colloca ancora il gruppo Fideuram (Fideuram, Intesa Sanpaolo Private Banking e Sanpaolo Invest sim) con oltre 730 milioni (primo anche per raccolta netta totale nei nove mesi del 2019 con 7,3 miliardi). Al secondo posto a settembre c’è Banca Generali con 309 milioni (terza da inizio anno con 3,77 miliardi), segue con 212 milioni Finecobank, seconda nei nove mesi con 3,82 miliardi. (riproduzione riservata)

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