RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 28/11/2019

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Per quanto riguarda l’assicurazione, le compagnie sono da sempre in prima linea in tema di modelli analitici. Come è noto hanno sviluppato per prime le tecniche attuariali di stima del rischio, base su cui poi si montano le tariffe assicurative. Nel contesto attuale di grandi evoluzioni in ambito advanced analytics, il settore è però paradossalmente rimasto leggermente indietro rispetto ad altre industry. Detto questo, pur rappresentando una quota di mercato degli investimenti in analytics ancora bassa (il 6% del mercato italiano), le compagnie hanno accelerato il passo dell’investimento, che è stato lo scorso anno superiore alla crescita media del mercato. In ballo c’è molto di più delle tradizionali tariffe. L’utilizzo dei dati per leggere in profondità ed esplicitare il sistema dei bisogni dei clienti, e ricostruirli secondo logiche di marketing e di offerta più raffinate, per esempio che tengano conto dei cicli e degli stili di vita, è la grande sfida competitiva per le compagnie, in particolare in ambito protection. Serve quindi allargare l’area e la profondità dei modelli di analytics per passare a un modello decisionale data driven. Fattore abilitante è la qualità e disponibilità dei dati.
Il 2020, si mormora, sarà un anno di grandi cambiamenti per le financial institutions italiane. A mutare infatti potrebbero essere non solo gli assetti di controllo delle banche retail, ma anche quelli di alcuni player dell’asset management. Tra i dossier che hanno iniziato a circolare nelle banche d’affari c’è quello di Anima Holding
Oltre il danno, la beffa. Il furto avvenuto nel Castello di Dresda, in cui è stata saccheggiata la collezione Grünes Gewölbe, non passerà alla storia solo per essere ritenuto il più grande furto d’arte nella storia del dopoguerra, (il bottino vale circa 1,1 miliardi di dollari). Ma anche perché lo stato tedesco della Sassonia, proprietario del museo Green Vault nella città orientale di Dresda, non aveva nessuna assicurazione sui gioielli, perché i premi in genere superano i potenziali danni a lungo termine.
Nobis vuole raddoppiare i premi da 250 a 500 milioni nel giro di quattro anni, entro il 2013, puntando al ramo danni ma anche al settore alle polizze vita. L’ultimo accordo firmato in esclusiva è stato quello con Mitsubishi Motor, ma nel futuro dell’assicurazione non c’è solo l’automotive. La compagnia presieduta da Alberto Di Tanno, nata nel 2008 come società captive del gruppo Intergea, sotto il nome di Intergea Assicurazioni, è crescita anno dopo arrivando oggi a circa 250 milioni di premi con 250 dipendenti: nel 2010  c’è stata la trasformazione in Nobis Assicurazioni e poi, nel 2015, l’acquisto di Filo Diretto. Mentre è dello scorso aprile l’acquisto della compagnia vita Apulia Previdenza, oggi ribattezzata Nobis Vita.
Dopo mesi di guerre miliardarie è scoppiata la pace tra la Cassa di risparmio di Genova e il fondo d’investimento americano Apollo. Un contenzioso che aveva portato a richieste di risarcimenti monstre da entrambe le parti. In particolare la banca chiedeva danni per 1,25 miliardi mentre dall’altra il fondo, con la partecipata assicurativa Amissima, rispondeva con una richiesta di oltre 500 milioni di risarcimento.

È partita la prima Elite Allianz Bank Lounge, con 14 nuove società selezionate che fanno il loro ingresso in Elite grazie alla collaborazione con il gruppo Allianz attraverso Allianz Bank Financial Advisors.
Estensione della normativa sul whistleblowing a nuovi ambiti quali gli appalti pubblici, i servizi finanziari, la prevenzione del riciclaggio, la salute pubblica e a nuove figure quali gli azionisti e i lavoratori autonomi e i loro colleghi e parenti. Previsione dell’obbligo da parte di autorità e imprese di fornire un riscontro a seguito di segnalazioni: esse dovranno rispondere e dare seguito alle segnalazioni degli informatori entro tre mesi con la possibilità di portare il termine a sei mesi per i canali esterni in casi debitamente giustificati. E sul divieto di ritorsioni, il segnalante che le subirà avrà accesso a consulenza gratuita e a mezzi di tutela adeguati, con l’inversione dell’onere della prova nelle controversie di lavoro, protezioni nei procedimenti giudiziari ed esonero da responsabilità per la divulgazione di informazioni. Lo prevede la Direttiva 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante «la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione» (c.d. Whistleblowing), pubblicata il 26 novembre scorso sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 305/17.
Aumentano (di poco) gli indennizzi per il danno biologico. Per gli eventi avvenuti dal 1° luglio, infatti, gli importi delle prestazioni (sia sotto forma di capitale e sia di rendita) sono rivalutati dell’1,1%. Lo stabilisce il dm n. 147/2019, apparso ieri nella sezione pubblicità legale del sito internet del ministero del lavoro.
Verspieren, quarto broker assicurativo francese e tra i primi dieci in Europa, è pronto a investire in Italia: lo ha annunciato il presidente di Verspieren Italia, Pierluigi Mugnani, assieme agli amministratori delegati Ernesto Boerci e Carlo Marietti. L’obiettivo è sviluppare le attività nel nostro paese, dove Verspieren opera dal 2011 attraverso il quartier generale di Milano e le sedi di Treviso, Trieste e Napoli. «Per il gruppo il mercato italiano è strategico», ha affermato Mugnani. «Questo non significa, però, puntare ad acquisizioni con il solo obiettivo dei numeri. Siamo pronti a cogliere le buone opportunità quando si presenteranno, guardando prima di tutto alla qualità del business e al valore delle persone. L’approccio al mercato è quello di una società indipendente fondata in Francia 139 anni fa, nel 1880, e rimasta sempre nella proprietà della stessa famiglia, giunta alla quinta generazione imprenditoriale. L’attenzione alle persone, siano esse i clienti come i collaboratori o i partner, fa parte della cultura e dello stile di gestione delle imprese familiari».

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  • Ocse: “Troppe deroghe L’età reale per la pensione in Italia è a 62 anni”
In pensione a 67 anni, sulla carta. A 62 anni in media. L’Ocse critica l’età pensionabile effettiva in Italia, 5 anni sotto quella “legale” di vecchiaia, ancora tra le più alte al mondo (tre anni sopra la media Ocse). E nel suo rapporto biennale “Pensions at a Glance 2019” torna a dire che alzare l’età di uscita “vera”, non teorica, dovrebbe essere «la priorità» del Paese. Suggerendo due strade per arrivarci. Primo: «Limitare il pensionamento anticipato agevolato», quindi anche Quota 100, possibile con almeno 62 anni e 38 di contributi. Secondo: «Applicare debitamente i collegamenti con l’aspettativa di vita» e dunque allungare periodicamente i requisiti per l’uscita, anche quelli relativi alla pensione anticipata, bloccati dal governo Lega- M5S fino al 2026 a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

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  • Donne & economia: 11 vincitrici (più uno) del premio Solesin
Il tema da affrontare era «Il talento femminile come fattore determinante per lo sviluppo dell’economia, dell’etica e della meritocrazia nel nostro Paese». Sono state 11 ragazze e un ragazzo quest’anno a vincere il Premio Valeria Solesin, promosso dal Forum della Meritocrazia e Allianz Partners, in collaborazione con la mamma di Valeria, Luciana Milani, e con il patrocinio del Comune di Milano, in memoria della ricercatrice veneta morta nell’attentato del Bataclan a Parigi. «Leggere nei lavori delle ragazze e ragazzi non solo la speranza, ma la visione e il progetto di un futuro libero da pregiudizi e diseguaglianze, dove il talento femminile possa esprimersi a vantaggio di tutti, è una formidabile spinta ad andare avanti», ha dichiarato Paola Corna Pellegrini, ad di Allianz Partners nonché ideatrice del Premio.

  • Ania, il fondo per le infrastrutture è pronto al decollo
Il fondo infrastrutture dell’Ania, l’Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici, è finalmente a un passo dal traguardo. Entro Natale, o al più tardi a gennaio, è atteso infatti il primo closing, che potrebbe portare a raccogliere 250-300 milioni necessari per avviare il progetto. In questi giorni, come riferito da Radiocor, si stanno completando gli ultimi passaggi formali e sono attesi gli ok finali di alcune delle compagnie coinvolte. Il resto della raccolta, che ha un target complessivo di 500 milioni – in realtà, in passato, si era parlato anche di un obiettivo di 1 miliardo da raggiungere comunque nel corso degli anni – verrà completato nell’arco del 2020. Il gestore del neonato fondo Ania sarà F2i, che nei mesi scorsi ha battuto la concorrenza di Deutsche Bank Asset Management e della svizzera Partners Group nella gara indetta dalle stesse compagnie assicuratrici. Del resto, la sgr guidata da Renato Ravanelli può mettere a disposizione un’elevata conoscenza del mercato infrastrutturale italiano in cui detiene alcuni degli asset chiave a livello energetico, di trasporti e tlc per un valore complessivo di 5 miliardi di euro. Al tempo stesso, per F2i gestire il dossier Ania è una buona occasione visto che il terzo fondo è ormai esaurito e l’eventuale lancio di una quarta raccolta richiede comunque attività propedeutiche di alcuni mesi.
  • Allo studio la polizza obbligatoria per i consiglieri di amministrazione
Nella legge di Bilancio potrebbe esserci l’assicurazione obbligatoria per i membri dei consigli di amministrazione delle società. Lo ha anticipato ieri a Matera, durante il Forum In Previdenza 2019 organizzato dalla Cassa dei dottori commercialisti dal titolo «Non sprechiamo l’Europa», il viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni. Un intervento che i commercialisti chiedono da tempo perché, obbligati dalla legge ad avere l’assicurazione professionale, sono diventati il bersaglio preferito per recuperare i soldi in caso di fallimento. «Sulla carta è logico imporre l’assicurazione a chi ha l’obbligo di controllare – ha affermato Buffagni – ma nella vita reale si assiste all’assalto al professionista che ha l’assicurazione con i massimali più alti. Stiamo pensando ad un’assicurazione deducibile Irap e parzialmente deducibile Ires così che il costo sia sostenuto in parte dalle stesse società. In questo modo si otterrebbe il duplice obiettivo di responsabilizzare l’intera governance e tutelare i creditori». Una maggior tutela per i creditori, quindi, ma anche per i commercialisti diventati in questi anni il capro espiatorio delle situazioni di crisi aziendale.
  • Aspettativa di vita per l’anticipata
È soggetto all’adeguamento alla speranza di vita il requisito anagrafico ridotto previsto per la pensione di vecchiaia anticipata in favore di persone con invalidità almeno all’80 per cento. Ad affermarlo è la Corte di cassazione con la sentenza 31001/2019, depositata ieri. In primo e secondo grado un cittadino ha avuto la meglio nei confronti dell’Inps, che nel 2015 ha fatto decorrere la sua pensione di vecchiaia anticipata il 1° maggio invece del 1° febbraio, in applicazione dell’innalzamento trimestrale del requisito anagrafico per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita.

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  • Il museo tedesco Grünes Gewölbe non è assicurato per il furto di gioielli da un miliardo di dollari 
Dopo che i ladri se ne sono andati con gioielli inestimabili di un museo tedesco, la polizia è sempre più sotto pressione per trovare i colpevoli. Il pugnale incrostato di diamanti, la collana di perle e decine di altri scintillanti artefatti, che secondo le stime della stampa locale valgono più di un miliardo di dollari, non sono stati assicurati. Il Land tedesco della Sassonia, proprietario del museo Grünes Gewölbe nella città di Dresda, non aveva alcuna assicurazione sui gioielli, pratica standard perché i premi tipicamente superano i danni potenziali a lungo termine, ha detto martedì il ministero delle finanze dello stato. Mentre i musei pubblici di solito assicurano opere d’arte che vengono prestate ad altre istituzioni, spesso non stipulano polizze sulle loro collezioni permanenti, secondo Julia Ries, responsabile delle belle arti e dei gioielli presso l’assicuratore Ergo Group AG.

  • Assicurazione vita: Swiss Life riduce il rendimento dei suoi fondi in euro
In un mercato ultracompetitivo con oltre 20 miliardi di euro di raccolta netta all’anno, la sfida è strategica: il primo ad emergere apre la strada per il resto del settore. Secondo le nostre informazioni, la filiale francese del gruppo svizzero annuncerà questo giovedì che il suo tasso di rendimento scenderà dall’1,5% nel 2018 all’1% nel 2019, al netto delle commissioni di gestione. Nel 2017 e nel 2018 il settore ha offerto un tasso medio dell’1,8%, secondo i dati della Federazione francese delle assicurazioni (FFA). Questo rendimento diventa sempre più difficile da garantire in quanto gli assicuratori del ramo vita investono gran parte del loro patrimonio in titoli di Stato, che da quest’estate hanno avuto rendimenti negativi. “In un ambiente senza precedenti e sostenibile, caratterizzato da bassi tassi di interesse, il dibattito reale deve concentrarsi sulle opportunità di investimento che offrono una reale redditività a lungo termine”, ha detto Eric Le Baron. Per fare questo, offre ai suoi clienti una carota: più investono in prodotti unit-linked, migliori sono i tassi degli altri contratti in euro. In pratica, un cliente che investe più del 60 per cento del suo denaro in contratti unit-linked potrà beneficiare di un tasso di rendimento del 2,5 per cento, invece dell’1 per cento, sui suoi contratti in euro. L’offerta è in linea con la politica di Swiss Life. Lo scorso anno, il gruppo ha generato in Francia una raccolta netta di 1,7 miliardi di euro, di cui il 71% in unità unit linked.
  • AXA raddoppia i suoi sforzi per combattere il cambiamento climatico
AXA ha annunciato mercoledì scorso la sua nuova politica di lotta al surriscaldamento globale. Il gigante francese delle assicurazioni vuole uscire definitivamente dall’industria carboniera nel 2040 e allineare il suo portafoglio di investimenti con l’Accordo di Parigi.