RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 27/11/2019

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Dopo almeno un anno di trattative, prima dentro al governo Conte 1, poi nel Conte, 2, tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione, hanno trovato ieri sera un accordo sui Pir. Sono i Piani di investimento con bonus fiscale che nella versione 1.0 avevano raccolto 11 miliardi nel 2017, 3,49 miliardi di afflussi netti nel 2018, mentre quest’anno sono in rosso per 546 milioni, alla data del 30 settembre. Il vecchio governo giallo-verde aveva avviato una revisione della norma con un 3,5% di investimenti obbligatori nell’Aim e un 3,5% nei fondi di venture capital che avevano trovato la forte opposizione delle società di gestione, secondo cui una parte eccessiva sarebbe stata investita in asset non liquidi, quindi rischiosi.
Botta e risposta tra Cattolica assicurazioni e due soci di peso che chiedono chiarimenti sul defenestramento di fine ottobre dell’ex amministratore delegato, Alberto Minali. A muoversi sono due investitori rilevanti, non tanto per il numero di azioni, quanto per i curriculum. Si tratta di Francesco Brioschi, classe 1938, professore di corporate governance e finanza al Politecnico di Milano e tra le altre cose research fellow negli anni ‘60 presso Harvard University e di Massimiliano Cagliero, amministratore delegato di Banor Sim. Azionisti che hanno chiesto all’assicurazione dettagli sulle ragioni del ritiro delle deleghe a Minali nonostante i buoni  risultati raggiunti dal manager.
Ibl Banca diventa il primo azionista di peso di Net Insurance con una quota di poco interiore al 20%, pari per la precisione al 19,77%. Un’operazione che era nell’aria da qualche mese dopo che, come anticipato da MF-Milano Finanza il 5 settembre, la banca guidata da Mario Giordano, specializzata nella cessione del quinto, aveva avuto il via libera dell’Ivass a salire nel capitale dell’assicurazione specializzata nel danni guidata da Andrea Battista. Ibl Banca aveva già in precedenza una quota del 9,73% e l’occasione di crescita nell’azionariato di Net Insurance è stata la cessione delle partecipazioni da parte della famiglia Amato.

  • Cattolica assicurazioni.
Il direttore generale Carlo Ferraresi, al quale sono state conferite le deleghe dell’amministratore delegato, è stato nominato membro del consiglio direttivo e del comitato esecutivo di Ania.
  • Net Insurance.
Ibl banca ha raggiunto una quota del 19,77% nel capitale dal precedente 9,73%.

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  • 1.500.000 gli euro persi ogni giorno in Liguria a causa delle autostrade bloccate o rallentate
Un milione e mezzo di euro bruciati in ventiquattr’ore. È salato il conto che i porti di Genova e Savona pagano alla Caporetto delle infrastrutture liguri. In una manciata di ore la Liguria, regione attorno alla quale si concentra il 40% dei traffici della Penisola, si trova sopraffatta da un ingorgo senza precedenti, con decine di chilometri di tir in coda, terminal portuali costretti a lavorare a singhiozzo, traffico paralizzato anche in città. A pagare, non sono solo l’autotrasporto e il traffico portuale, ma anche il turismo, con le prime stime negative che arrivano dalla Riviera di Ponente. Tutto questo nel periodo peggiore dell’anno sul fronte della logistica, cioè il mese che precede il Natale in cui il carico di merci è maggiore. I container a terra «Avanti così possiamo andare solo per qualche giorno — spiega il presidente dell’autorità portuale Paolo Signorini — Non abbiamo mai vissuto una cosa del genere». La giornata si conclude con una flessione stimata del 40% rispetto a un giorno ordinario. Se si considera che il porto di Genova vale mensilmente più di 260mila teu (l’unità di misura del container pari a un pezzo da venti piedi), significa che in un giorno se ne muovono più di 8.600 e che quindi quasi 3.500 sono rimasti a terra. E se il costo unitario di movimentazione è di 200 euro si arriva a quota 700mila.

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  • Cattolica, la lettera del board da cui è partito lo scontro
Una lettera di due pagine, senza intestazione, firmata da 13 consiglieri, datata 28 ottobre: è l’inizio dello scontro in Cattolica tra il presidente Paolo Bedoni e il ceo Alberto Minali che porterà al clamoroso ritiro delle deleghe al top manager. Una vicenda su cui Consob e Ivass hanno chiesto chiarimenti. Il board ha anche avviato due audit su cui Minali ha votato a favore: «Non ho nulla da nascondere o fatto atti di cui mi debba pentire», ha rivendicato. Ma quali sono state le critiche dei consiglieri? Il primo dei 5 punti del testo, letto dal Corriere, è su «una proposta di aumento di capitale in misura rilevantissima, con collegata trasformazione in spa, in tempi assai stringenti e neanche necessitati, senza un preliminare ponderato confronto» con il board e i soci «più rilevanti» e senza verifiche su «profili dirimenti» come il diritto di recesso, legata a un’operazione «importantissima» di bancassicurazione (sarebbe Ubi), «poi di fatto abbandonata». Criticate anche l’assenza di «ipotesi strategiche di copertura» dei margini prodotti dall’attuale accordo con Ubi, in scadenza, e «una sempre più non trasparente, serena ed efficace dialettica» con il board su temi come la sponsorizzazione della Nazionale di rugby e l’evento alla Scala di Milano. Ci sono però soci critici del board: Sofia Holding, Francesco Brioschi e Massimiliano Cagliero (Banor sim) chiedono di conoscere le cause della revoca e oggi sono in Consob l’avvocato Giuseppe Lovati Cottini e l’imprenditore Luigi Frascino: chiedono un’assemblea straordinaria per cambiare lo statuto.
  • Gli operai travolti mentre potano alberi
Sono morti sul colpo insieme al conducente della vettura che, improvvisamente, è piombata sul loro autocarro fermo sul ciglio della strada e li ha travolti dopo avere effettuato un brusco sorpasso. Quattro vittime, un ferito in gravi condizioni ed un quinto operaio scampato miracolosamente alla morte soltanto perché si trovava qualche metro più in là. È il bilancio della tragedia avvenuta alle 8 di ieri mattina lungo la circonvallazione di Galatone, nel Leccese, dove una Golf ha centrato un gruppo di operai e il loro datore di lavoro, che eseguivano lavori di potatura presso un fondo privato lungo via Almirante, alla periferia della cittadina. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio dei carabinieri. I militari hanno raccolto varie testimonianze, tra le quali quella di una vigilessa fuori servizio, che si è vista sorpassare dalla Golf pochi istanti prima che il conducente perdesse il controllo e falciasse gli operai.

  • A Reale il 16% di Pharmecure
Reale Mutua acquisisce una quota di partecipazione del 16% della startup innovativa Pharmercure, la piattaforma online che permette di erogare il servizio di consegna a domicilio di tutti i prodotti acquistabili in farmacia, compresi i farmaci con ricetta. «Questa acquisizione è parte del nostro piano strategico di innovazione, chiave per lo sviluppo futuro del nostro Gruppo – spiega Luca Filippone, direttore generale di Reale Mutua – Vogliamo sperimentare nuove soluzioni per servire meglio i nostri clienti, soluzioni capaci di migliorare prodotti e servizi e aumentare l’efficienza dei processi dell’assicurazione del futuro, individuando nuovi modelli e tecnologie di business e investendo in ecosistemi, partnership e startup innovative». In particolare con Blue Assistance, la società di servizi di Reale leader nell’assistenza alla persona e alla famiglia, il gruppo vanta un’ampia offerta di servizi in varie aree ed aggiunge ora il servizio di consegna di farmaci a domicilio offerto da Pharmercure, collaborando attivamente con la startup nello sviluppo di nuove soluzioni.
  • Cattolica, altri soci pronti a convocare l’assemblea
Non si placano gli animi attorno alla delicata vicenda del ritiro delle deleghe all’ex ceo di Cattolica Alberto Minali. E ora, come conseguenza di una botte e risposta consumata nell’arco di poche ore, due soci istituzionali sarebbero pronti a chiedere la convocazione di un’assemblea straordinaria. Tutto nasce sulla scorta di una nuova lettera finita sul tavolo del consiglio di amministrazione della compagnia, tenuto lunedì 25 novembre. A firmarla, attraverso lo studio legale Grimaldi, due soci, titolari direttamente e indirettamente di una partecipazione che vale oltre il 2,5% del gruppo assicurativo. Si tratta, in particolare, di Francesco Brioschi (Sofia Holding) e di Massimo Cagliero (Banor Sim). Soci che hanno deciso di prendere carta e penna per sollecitare la società affinché, entro cinque giorni dal recepimento della missiva, pubblichi «una nota informativa dettagliata» per illustrare «con chiarezza le ragioni» del ritiro delle deleghe all’ex ceo «al fine di rimediare alla incompleta e fuorviante informativa che la società emittente ha diffuso il 31 ottobre 2019». Lo stesso, di fatto, è stato preteso da Minali al quale si è chiesto di «fornire spiegazioni al mercato in ordine a quanto avvenuto».
  • La riforma riapre il mercato dei Pir Nel mirino ci sono 268 Pmi quotate
Alla fine la tanto attesa revisione dei Pir (Piani individuali di Risparmio) è arrivata. Come anticipato da Il Sole di domenica, l’altroieri la Commissione Finanze della Camera ha approvato all’unanimità un emendamento che ne modifica la disciplina introducendo per i Pir costituiti dal gennaio 2020 l’obbligo di investire il 5% del 70% del valore complessivo in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite degli indici Ftse Mib e Ftse Mid di Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati. I nuovi Pir, dunque, riprendono la struttura originaria del 2017 rispetto al correttivo introdotto circa un anno fa che imponeva che un 3,5% del patrimonio fosse investito anche in quote o azioni di fondi di venture capital o di fondi di fondi per il venture capital.
  • Infortuni senza concorso di colpa se si violano obblighi di prevenzione
La condotta incauta del lavoratore non comporta “concorso” di colpa idoneo a ridurre la misura del risarcimento ogni volta in cui la violazione di un obbligo di prevenzione da parte del datore di lavoro sia giuridicamente da considerare munita di «incidenza esclusiva» rispetto alla determinazione dell’evento dannoso. È questo uno dei principi espressi dalla Corte di cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza 30679/2019 del 25 novembre scorso in base alla quale, nell’accogliere il ricorso di un lavoratore, ha modificato la sentenza della Corte territoriale, la quale, invece, aveva riconosciuto a danno del lavoratore il concorso di colpa nell’infortunio occorsogli, quantificando il risarcimento del danno in misura del 35% del totale, sulla base di un contributo causale del 65% da parte del lavoratore stesso.
  • La buona previdenza si preoccupa di crescita e investimenti
Perché un ente previdenziale organizza un convegno sull’utilizzo dei fondi europei? Per una duplice ragione: da un lato, la consapevolezza che un utilizzo adeguato delle risorse provenienti da Bruxelles rappresenti – soprattutto per le Regioni emergenti e con maggiori potenzialità del nostro Paese – ancora un’opportunità di crescita da valorizzare e che non deve andare sprecata; dall’altra, il fatto che tale capacità è fortemente condizionata dalla professionalità degli attori che intervengono nel complesso processo di allocazione, gestione, monitoraggio, rendicontazione e controllo di tali risorse. Al termine «Previdenza» – nella quasi totalità dei casi – viene associata la parola «Pensione», mentre difficilmente e raramente si abbinano temi quali «Crescita», «Risparmio» o «Investimento». Questo per il semplice fatto che del concetto previdenziale si è sempre evidenziato la fase finale del processo, la conclusione della vita lavorativa attiva e l’erogazione della pensione, e – mai, invece – l’aspetto di finanziamento, ovvero le fonti alle quali attingere le risorse, nella accertata e accettata convinzione generale che la fiscalità collettiva se ne faccia carico. Se ciò è drammaticamente vero per la previdenza pubblica, lo stesso non può dirsi per le Casse dei liberi professionisti che, non potendo contare sulla compartecipazione finanziaria dello Stato, devono preoccuparsi di sostenere la capacità dei propri iscritti di produrre redditi necessari per versare i contributi.

Di fronte al calo dei tassi d’interesse, che indebolisce gli assicuratori del ramo vita, le mutue chiedono aiuto al governo. Il loro obiettivo: garantire che l’autorità di regolamentazione tenga conto dello shock negativo dei tassi e applichi le regole di solvibilità in modo più flessibile. Come in Germania. “Quello che il regolatore ci chiede è che, dopo uno shock, siamo allo stesso livello [del coefficiente di solvibilità, ndr] di prima di uno shock”, ha lamentato Thierry Martel, presidente dell’Association des assureurs mutualistes (AAM), martedì a margine della giornata dei direttori dell’AAM.

 

  • Intemperie nel sud-est: il conto sembra pesante
Le eccezionali piogge e inondazioni che hanno colpito il Var e le Alpi Marittime lo scorso fine settimana hanno causato danni per centinaia di milioni di euro. Sul piano umano, questo disastro ha causato almeno cinque morti e un disperso. È solo alla fine della settimana che la Federazione francese delle assicurazioni (FFA) pubblicherà le sue prime stime, ma alcune cifre sono già in circolazione. Per Groupama, “la gamma rimane ampia”, ha spiegato il suo CEO, Thierry Martel, martedì a margine di una conferenza dell’Association des assureurs mutualistes, che presiede: “Siamo tra i 30 e i 50 milioni di euro”. In Costa Azzurra, secondo le previsioni di Saretec France, una società di consulenza e gestione dei sinistri, basata sulla propria modellazione del clima e delle zone colpite, il costo complessivo potrebbe avvicinarsi ai 300 milioni di euro.Tenendo conto delle case e dei commerci situati nelle zone colpite lo scorso fine settimana, Saretec prevede 15.000 – 25.000 reclami segnalati.

Handelsblatt

 

  • Check24: controversie legali con i broker
Nel processo tra l’associazione degli intermediari assicurativi  (BKV) e Check24, il portale di confronto è in perdita. Il verdetto sarà annunciato a febbraio. “Secondo il testo di legge ci potrebbe essere un reato contro il divieto di remunerazioni speciali , ha detto Isolde Hannamann, il giudice presidente del tribunale regionale di Monaco di Baviera, durante l’udienza.

 

  • Munich Re mette in guardia contro le aspettative eccessivamente elevate – nonostante le buone cifre
Secondo il CEO Joachim Wenning, il contesto rimane difficile. “Ci sono nuovi rischi come la criminalità informatica, l’assicurazione degli algoritmi e l’Internet degli oggetti”, ha detto in una conferenza stampa a Monaco di Baviera il lunedì sera. La questione deve essere affrontata in modo adeguato. Il gruppo è  aperto all’acquisto di un assicuratore principale.