RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 14/11/2019

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Gli agenti Generali sono pronti a investire una parte della loro pensione sul titolo del Leone alato con l’intenzione, in prospettiva, di potere arrivare ad avere voce nella gestione della compagnia, non solo come rete distributiva ma pure come piccoli azionisti. Si tratta in particolare degli agenti ex Ina-Assitalia rappresentati da Anagina che nel fine settimana, riuniti in assemblea, hanno confermato per acclamazione alla presidenza Davide Nicolao per un altro mandato di quattro anni. Nel gruppo assicurativo di Triste ci sono anche altre rappresenta di agenti: il Gagi (Generali Italia), gli ex Toro (Gaat) e gli ex del Lloyd Italico. «Gli agenti Ina hanno storicamente avuto il loro presidente nel consiglio di amministrazione prima che la compagnia, nel 2000, entrasse a fare parte del gruppo Generali», ricorda Nicolao.
Hey Google, leggimi il mio estratto conto. Dopo essere entrata nel mondo dei pagamenti con Google Pay, Big G si prepara a un ulteriore, grande, passo nel mondo dei servizi finanziari. Nel 2020, rivela il Wall Street Journal, il colosso americano offrirà conti correnti alla sua utenza in collaborazione con Citigroup e Stanford Federal Credit Union, piccola banca che custodisce gli averi di molti dipendenti di Mountain View. I dettagli del progetto, nome in codice Cache, non sono noti. La società guidata da Sundar Pichai, per esempio, non ha ancora deciso se far pagare commissioni per il servizio. Memore delle disavventure di altre big tech, in ogni caso, Google sembra voler adottare un approccio meno aggressivo al mondo finanziario.
Avrà il cervello in Germania la nuova startup Arte Generali  con cui il gruppo assicurativo triestino vuole crescere rapidamente nel mercato delle polizze per l’arte. E non è un caso, spiega Giovanni Liverani, che dal 2015 guida Generali  Deutschland, nell’intervista rilasciata a MF-Milano Finanza a margine dell’evento di presentazione tenutosi martedì a Milano. La newco dell’arte punterà forte sulla tecnologia e la Germania, che nel frattempo ha chiuso il maxi riassetto, vuole fare da apripista nell’innovazione. L’ultima riorganizzazione Liverani l’ha firmata a ottobre. Le attività danni della rete distributiva sono state riunificate in un unico marchio: Generali . Solo l’ultimo di una serie di tasselli grazie ai quali, dal 2015 ad oggi il risparmio è stato di oltre 300 milioni. Un lavoro che è stato apprezzato dal mercato tanto che Liverani è stato premiato tra i migliori 100 ceo della Germania, piazzandosi al 56 esimo posto, unico italiano. Ma è solo l’inizio. Resta alta l’attenzione al dividendo, che secondo gli analisti del settore quest’anno raggiungerà quota 500 milioni. La compagnia è pronta a chiudere acquisizioni, dice Liverani, guardando «a portafogli danni ma pure a quelli vita, purché siano a basso assorbimento di capitale, oltre che ad asset diversi dal settore assicurativo ma utili comunque a creare sinergie».
Consob stringe la presa sulla vicenda Mediobanca . Il terremoto che negli ultimi due mesi ha modificato profondamente gli assetti di controllo della merchant milanese è da tempo sotto la lente della commissione. Ma, se i primi approfondimenti risalgono all’indomani del blitz di Delfin, nelle ultime settimane Consob avrebbe intensificato l’attività su una partito che, secondo quanto riferiscono fonti finanziarie, viene oggi seguita con la «massima attenzione». Non si può peraltro escludere che, nell’esercizio delle sue funzioni di vigilanza informativa, l’authority si stia muovendo sulla scorta di esposti presentati da una o più controparti, di cui però al momento non si hanno conferme.
Medicina e Intelligenza Artificiale continuano a lavorare sinergicamente per rafforzare il proprio legame. Ma affinché questo sforzo sia efficace, servono un contesto di open innovation e un approccio alla progettazione e all’applicazione della tecnologia che ponga uomo e società al centro dello sviluppo, rispettando anche le questioni etiche. Da queste riflessioni ha preso ieri le mosse la due giorni di Icaih 2019 – La prima conferenza industriale su Intelligenza Artificiale e Salute, intitolata appunto Come l’Intelligenza Artificiale sta modellando il futuro della salute, un evento realizzato in partnership tra Vega Research Laboratories, Promoest (agenzia specializzata nell’organizzazione di eventi e congressi in Italia e all’estero) e Class Editori , con il patrocinio di Regione Lombardia e in collaborazione con Atellas Pharma, Audens, Centro Cardiologico Monzino, Cochlear, Fujifilm, Ibm, Ics Maugeri, e inoltre, Leo Pharma, Mangrovia, Medspa, Msd, Novartis e Rbm Assicurazione Salute e tenutosi al Palazzo Pirelli .
  • Ania lancia Safe per i servizi
Ania, l’associazione che rappresenta le compagnie di assicurazione, riorganizza i suoi servizi e lancia Ania Safe. Si tratta della conclusione di un progetto di integrazione fra tre società: Irsa, Ania Servizi e Edizioni Assicurative (Ed. Ass.). La nuova società è strutturata in tre aree integrate: formazione e consulenza per offrire iniziative per lo sviluppo e l’evoluzione delle competenze dei dipendenti del settore assicurativo e finanziario, servizi in logica innovativa ed editoria per offrire e condividere studi, ricerche e contenuti dell’industria assicurativa e finanziaria  La fusione ha permesso di accorpare tutte le attività in un’unica entità per ottenere un’organizzazione aziendale più efficace e garantire la massima integrazione tra i servizi offerti nelle diverse aree. «Abbiamo deciso di creare Ania Safe perché stiamo vivendo un momento storico di grandi cambiamenti, in cui l’innovazione ha portato una rivoluzione che ha investito anche l’assicurativo, e ha mutato in modo significativo il contesto competitivo», dice il presidente di Ania, Maria Bianca Farina. «La nuova società fornirà uno stimolo alle imprese per la gestione innovativa del loro business».
  • Donatoni entra in Banca Generali
Banca Generali rafforza la squadra manageriale al servizio della rete per i servizi di consulenza evoluta con l’ingresso di un manager di grande esperienza come Massimo Donatoni, che lascia la responsabilità dell’advisory di Azimut per entrare nella banca del Leone a riporto del vicedg Marco Bernardi. Donatoni, 57 anni, veronese ma con un lungo curriculum sulla piazza di Milano, prima con l’esperienza di otto anni in Ubs a capo della divisione dedicata ai patrimoni più elevati e poi altri sei anni come head of advisory e investimenti Azimut. Banca Generali sta accelerando nella crescita dell’advisory evoluta. Da inizio anno le nuove masse sotto consulenza a pagamento sono salite di oltre 2,2 miliardi, fino a 4,5. Donatoni, come nuovo responsabile dello sviluppo dei servizi di adivsory alla rete, si inserisce in questo percorso che, con l’ampliamento delle soluzioni e della tecnologia, trova sempre più domanda tra i professionisti e i clienti della banca triestina. 

Il piano di Mediobanca illustrato dall’a.d. Alberto Nagel «presenta obiettivi sfidanti che vanno nella direzione auspicata da Delfin»: lo ha dichiarato Leonardo Del Vecchio, da pochi giorni primo azionista di Piazzetta Cuccia con una quota vicina al 10%, aggiungendo di «apprezzare lo sforzo fatto dal management» e di essere «soddisfatto dei risultati economici raggiunti». L’imprenditore ha aggiunto che «Mediobanca e Generali rappresentano un pezzo strategico del nostro sistema economico e hanno bisogno di stabilità». L’obiettivo è quello di «contribuire a creare un azionariato stabile che aiuti le società a crescere e avere successo nel mondo». Quanto all’Italia, per Del Vecchio «servono investitori e imprenditori in grado di sviluppare le sue imprese. È con tale spirito che, sostenuto dalla mia famiglia, ho deciso di realizzare questo investimento».
Google offrirà presto conti correnti ai consumatori, diventando l’ultimo dei pesi massimi della Silicon Valley a spingersi nel campo della finanza. Il progetto, nome in codice Cache, dovrebbe essere lanciato nel 2020 e basarsi su conti gestiti da Citigroup e da Stanford Federal Credit Union. Le grandi aziende tech Usa vedono i servizi finanziari come un modo per avvicinarsi agli utenti e raccogliere dati preziosi. Sempre più soggetti stanno lanciando iniziative in questo settore: Apple ha introdotto una carta di credito quest’estate, mentre Amazon ha esplorato con alcuni istituti di credito la possibilità di offrire conti correnti. Inoltre Facebook sta lavorando su una valuta digitale.

 


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  • Lo chef Alajmo “È un disastro Nessuno ti assicura per l’acqua alta”
«Il nostro ristorante è in piazza San Marco. E piazza San Marco è il punto più basso di Venezia. Sappiamo che l’acqua alta c’è, è un evento prevedibile. Ma stavolta è andata fuori dal controllo. E ancora non sappiamo cosa succederà nei prossimi giorni». Massimiliano Alajmo, chef de “Le Calandre”, tre stelle Michelin a pochi km Padova, è parecchio preoccupato per le condizioni del suo Gran Caffè Quadri, lo storico locale ristrutturato e riportato agli antichi splendori, il cui pianterreno l’altra notte è finito sotto quasi due metri d’acqua. State facendo la conta dei danni? «Non ancora. Impossibile capire l’entità fino a quando non si sarà asciugato tutto». Siete assicurati? «Nessuno ti assicura per l’acqua alta. Succede di frequente, lavori a tuo rischio. Ma questa volta abbiamo rischiato tanto, tanto davvero».
  • Monopattini, primi test sulle piste ciclabili E il capo dei vigili resta
Sperimentazione al via per monopattini elettrici e segway a Torino senza problemi, ma con un colpo di scena. Il comandante della polizia municipale, Emiliano Bezzon, saltato dopo le polemiche per le multe astronomiche delle scorse settimane, ha chiesto e ottenuto che la sindaca Chiara Appendino respingesse le sue dimissioni: «Non me la sento di lasciare» ha detto durante la festa per i 228 anni del corpo. Prima cittadina soddisfatta e malumore nella maggioranza 5stelle. Intanto in città hanno iniziato a sfrecciare, senza incidenti, i monopattini: «Nessun problema, ma c’è ancora incertezza tra noi su dove si possa circolare», racconta Marco Benzoni, presidente del club torinese. A Torino la sperimentazione è autorizzata nelle zone 30 e sulle ciclabili dove si devono comportare come le bici. Fuori, rischiano le multe.
  • La dottrina Del Vecchio per Mediobanca “Ha bisogno di stabilità”
All’indomani della presentazione del piano industriale, dopo la chiusura del mercato e quando sulle azioni Mediobanca sono scattati i realizzi (-0, 8 % a 10,5 euro, dopo il +2% della vigilia) Leonardo Del Vecchio torna a parlare dell’istituto di Piazzetta Cuccia e del suo primo asset, Generali, auspicando un azionariato stabile. «Il mio obiettivo è contribuire a creare un azionariato stabile che aiuti le società a crescere e avere successo nel mondo», scrive il presidente di Delfin e ormai primo socio di piazzetta Cuccia con quasi il 10%, mentre di Generali ha il 4,87% – in una lettera diretta a tutti gli investitori. «Mediobanca e Assicurazioni Generali rappresentano un pezzo strategico del nostro sistema economico e hanno bisogno di stabilità», sostiene Del Vecchio. E questo perché i due campioni nazionali operano in settori dove secondo Mr Luxottica «l’Italia deve giocare da protagonista ». A onor del vero in Mediobanca, e quindi di riflesso anche nella sua storica partecipazione in Generali, una certa stabilità non è mai mancata.  La mossa di Del Vecchio pare un’apertura distensiva nei confronti sia di Mediobanca, sia dell’operato del suo management. Qualcuno invece la interpreta come l’ultimo l’atto formale che mancava, prima di richiedere alla Bce il permesso per salire sopra il 10% del capitale dell’istituto. Per essere autorizzati a superare una soglia – che peraltro in Mediobanca nessuno ha mai osato varcare in nome dell’indipendenza della banca dai suoi azionisti – bisogna infatti dimostrare alla Bce di non avere intenzioni bellicose.

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  • «Centinaia di milioni». L’allarme sui danni
Il Consiglio dei ministri dichiarerà oggi lo stato di emergenza chiesto dal presidente della regione Luca Zaia. Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte, arrivato ieri pomeriggio a Venezia. Nel corso della riunione a palazzo Poerio Conte ha anche detto che verranno accelerate le procedure per il completamento del Mose: «Siamo nella dirittura finale, siamo al 92-93% dell’opera, sono stati spesi tantissimi soldi e fatte tante polemiche, ma guardando all’interesse pubblico non c’è che da prendere una direzione nel completamento di questo percorso». Altro argomento affrontato nel vertice, sollevato anche dal sindaco di Venezia, è stato quello dei danni: «Le stime sono molto ingenti — ha sottolineato Brugnaro — parliamo di centinaia di milioni di euro». Il presidente del Consiglio ha rassicurato gli amministratori locali: «Come sempre dopo un’emergenza, ci sarà un’istruttoria tecnica e dopo verranno ristorati i danni, anche ai privati». «Al momento non si registrano problemi per il patrimonio culturale mobile delle diverse collezioni museali, archivistiche o librarie statali, ma solo danni agli impianti elettrici e idraulici e alle superfici».
  • Battaglia su quota 100 Lo stop entro il 2021

    Il cantiere pensioni è sempre aperto. Su Quota 100 si annuncia battaglia in Parlamento. Ma c’è anche un problema di prospettiva. Che riguarda non solo il dopo Quota 100, visto che al massimo la misura scadrà a fine 2021, ma anche la sostenibilità del sistema previdenziale perché, come spiega l’ultimo rapporto di Itinerari previdenziali presentato ieri, le stime finora elaborate dalla Ragioneria generale dello Stato sull’evoluzione della spesa pensionistica in rapporto al Pil, sono «ottimistiche» alla luce della prolungata stagnazione (mentre gli scenari della Rgs ipotizzano tassi medi di crescita vicini all’1,5%). Critiche non infondate, tanto che anche il capo economista del Tesoro, Riccardo Barbieri Hermitte, intervenuto nel dibattito, ha fatto capire che le prossime previsioni saranno riviste in peggio, alla luce degli andamenti insoddisfacenti della produttività, della natalità e del saldo migratorio.

  • Mediobanca, sì di Del Vecchio: Nagel va nella direzione giusta
A sorpresa — l’ennesima, nella vicenda Mediobanca — Leonardo Del Vecchio, neo primo azionista con il 9,9%, dichiara di «apprezzare lo sforzo fatto dal management» con il piano industriale presentato martedì dal ceo dell’istituto Alberto Nagel. Il piano ha «obiettivi sfidanti che vanno nella direzione auspicata da Delfin», ha scritto ieri in una nota, dichiarandosi «soddisfatto dei risultati economici raggiunti». Una mossa non scontata, dato che le prime dichiarazioni pubbliche — «Mi aspetto un nuovo piano industriale che non basi i risultati solo su Generali e Compass, ma progetti un futuro da banca di investimenti» — erano andate in direzione contraria ed erano suonate come aggressive nei confronti della linea di Nagel. Del Vecchio fa però un passo avanti, legando direttamente il suo ingresso in Mediobanca a Generali, di cui Piazzetta Cuccia ha il 12,9% e lo stesso Del Vecchio è socio al 5%. Le due realtà «rappresentano un pezzo strategico del nostro sistema economico e hanno bisogno di stabilità; per questo il mio obiettivo è contribuire a creare un azionariato stabile che aiuti le società a crescere e avere successo nel mondo». Secondo Nagel comunque Generali è già stabile e «presidiata da azionariato italiano che ha quasi il 30%». Perché allora la mossa di Delfin? Secondo alcuni osservatori ci sarebbe in ballo la richiesta a Bce di crescere oltre il 10%: rivendicare una posizione non ostile al management potrebbe giocare a favore del via libera all’84enne imprenditore.
  • Azimut «green» con 7 miliardi di investimenti sostenibili
Svolta «verde» per Azimut: nel 2019 la società ha deciso di investire 7 miliardi di euro — pari a circa il 30% dei fondi gestiti da Az Fund Management — in società e asset Esg, ossia environmental, social and governance. Sostenibili, quindi. Entro la fine dell’anno anche l’attribuzione di un rating dell’agenzia Vigeo Eris ad almeno 20 comparti. Nel primo trimestre 2020 verrà lanciata una linea di comparti investiti al 100% in azioni Esg e di prodotti tematici: il maggior intervento mai fatto in Italia in termini di conversione degli investimenti in attività Esg.

  • Leonardo, il risk management cambia la mentalità della filiera
La cassetta degli attrezzi per la gestione dei rischi – prevedibili e non – si chiama Terra (Tool for evaluating risks and response actions). È questo il nome dello strumento informatico, web-based, che Leonardo company ha attivato per identificare, valutare, rispondere e monitorare i rischi connessi all’attività d’impresa. Un sistema complesso, oggi gestito da circa 80 professionisti, ma che coinvolge ogni livello e ogni processo interno. In un cambio di mentalità che ha riguardato tutto il sistema nervoso dell’azienda, comprese le controllate estere.
  • Mediobanca, ora Del Vecchio approva piano Nagel e risultati
Le dichiarazioni di Leonardo Del Vecchio su Mediobanca sono piovute out of the blue 24 ore dopo la presentazione del piano, senza che ci sia stato ancora alcun contatto con l’ad Alberto Nagel. «Il piano di Mediobanca presentato dall’amministratore delegato Alberto Nagel presenta obiettivi sfidanti che vanno nella direzione auspicata da Delfin – ha dichiarato Del Vecchio in una nota scritta, aggiungendo di «apprezzare lo sforzo fatto dal management» e di essere «soddisfatto dei risultati economici raggiunti» dall’istituto. Ovviamente in Piazzetta Cuccia sono ben contenti che il piano sia piaciuto anche al primo azionista. Tuttavia sorprende la svolta a U del giudizio sulla gestione della banca, dato che il piano presentato martedì è assolutamente in linea con i precedenti.
  • Per le polizze valutazione dei rischi più accurata
I dati sono sempre stati una leva strategica al centro del business assicurativo, ma la capacità di analizzarli sta rivoluzionando la valutazione e mutualizzazione dei rischi. «Abbiamo intrapreso una trasformazione, per arricchire la catena del valore dei dati, introducendo un nuovo modo di guardarli, utilizzarli e modellarli, al fine di comprendere meglio i bisogni delle persone», spiega Daniele De Vita chief analytics officer di Bnp Paribas Cardif, attiva in 35 paesi. È un cambio innanzitutto culturale che ha visto inserire il team di data analytics all’interno della struttura dedicata alla customer experience: «Per portare avanti dei progetti di analytics che diano valore ai clienti e all’azienda è necessario creare un contesto adeguato, in modo da integrare le attività di sviluppo rispondenti alle esigenze reali dei clienti – continua De Vita -. Stiamo investendo molto sulle persone, sia cercando nuove competenze e professionalità sia attraverso la formazione e il reskilling dei collaboratori, dove le figure dell’analyst e del scientist si coniugano in perfetta simbiosi. Abbiamo inoltre sviluppato un’infrastruttura che consente ai data scientist di poter lavorare, sperimentare e andare in produzione agevolmente».

  • I siti sanitari britannici, contenitori di dati sensibili
Un’indagine del Financial Times mostra che i principali siti sanitari Oltre Manica impostano cookie che consentono a Google, Amazon, Facebook e alle aziende tech di recuperare informazioni. Ciò avviene senza richiedere chiaramente il consenso delle persone interessate, come previsto dal regolamento generale europeo sulla protezione dei dati (GDPR), in vigore dal maggio 2018. Circa l’80% dei 100 siti studiati sono interessati. Solo il sito web dell’NHS, il servizio sanitario pubblico, non fornisce dati. L’industria della pubblicità online si basa su dati che vengono acquistati e venduti e permette agli inserzionisti di rivolgersi a potenziali clienti.  Questa pratica crea un rischio di discriminazione per gli utenti Internet interessati.