RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 13/11/2019

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Il futuro di Mediobanca  sarà soprattutto nel wealth management e la strategia di crescita potrebbe passare attraverso una grande operazione di m&a. Questo è il messaggio lanciato ieri dall’amministratore delegato Alberto Nagel presentando il nuovo piano industriale al 2023. Un documento che si pone in continuità con le strategie seguite finora, a partire dalla diversificazione della base ricavi e dalla forte scommessa sui business capital light ad alto apporto commissionale come le gestioni e il credito al consumo.
Google sta raccogliendo e analizzando i dati sanitari di milioni di pazienti americani. A loro insaputa. Secondo il Wall Street Journal, l’anno scorso Big G ha stretto un accordo con il gruppo cattolico Ascension che gestisce oltre 2600 siti di cura e 151 ospedali in 21 Stati Usa. La collaborazione ha consentito ad almeno150 tecnici di Alphabet l’accesso ad analisi, diagnosi, cartelle cliniche e altri dati sensibili di decine di milioni di cittadini americani. Il progetto – nome in codice Nightingale – ha come primo obiettivo la realizzazione di un software che combina intelligenza artificiale e algoritmi di machine learning per elaborare terapie e percorsi di cura personalizzati sul singolo paziente.
  • Generali debutta nelle polizze per le opere d’arte
Come un sarto confeziona abiti su misura per i clienti più esigenti, così le compagnie assicurative ultimamente lanciano sempre più prodotti tailor made. E vogliono anche provare a penetrare il ricchissimo (ma complesso) mondo dell’arte. È stata presentata a Milano nel grattacielo disegnato da Zaha Hadid, sede del gruppo Generali Arte, la nuova proposta del big triestino destinata a un pubblico di collezionisti e clienti di alto standing. Si tratta di un mercato assicurativo in crescita del 32% dal 2017 e che nel 2022 varrà 2,3 miliardi di dollari. Quello offerto da Generali Arte è un sistema integrato di servizi di conciergerie: dalla valutazione alla movimentazione, dal restauro all’art advisory, il tutto accompagnato da un’interessante innovazione tecnologica. Il core della proposta è infatti una piattaforma smart su cui è possibile gestire tutto da cellulare, dalla catalogazione all’aiuto da remoto di un team specializzato sino alla creazione di un museo virtuale personale con le proprie opere in collezione. Resta da verificare quanto spazio ci sia per queste iniziative, poiché, se è vero che i collezionisti sono in grado di dare grandi soddisfazioni, si sta comunque parlando solo di alcune decine di persone in tutto il Paese. Endorser dell’iniziativa due pesi massimi del settore: il direttore creativo Oliviero Toscani e l’artista italiano più famoso nel mondo, Maurizio Cattelan, che sono intervenuti all’evento lancio.

Se nel verbale manca l’indicazione precisa sull’omologazione dell’etilometro e sull’ultima revisione dello strumento si allontana la possibilità di essere condannati per guida alterata. E le stesse formalità dovranno essere osservate anche per la verifica della guida alterata dalla droga. Lo ha evidenziato il ministero dell’interno con la circolare n. 300/A/9062/19/109/42 del 28 ottobre 2019.
Anche nel nuovo piano strategico al 2023 Mediobanca intende tenersi stretta la quota del 12,91% nelle Generali, che vale circa 3,9 miliardi di euro. I programmi potrebbero cambiare soltanto se bisognerà mettere in cascina altro capitale per acquisizioni di una certa dimensione. «In assenza di operazioni straordinarie, non ha alcun senso intaccare la quota Generali», ha sottolineato l’a.d. Alberto Nagel. «Vendere le Generali per ritrovarci un po’ di cassa non avrebbe alcun tipo di impatto positivo per noi. Ci priverebbe di un’opzione futura, non ha alcun senso». Quanto alla disponibilità di Piazzetta Cuccia a seguire un eventuale aumento di capitale del Leone, se alla compagnia triestina occorressero a sua volta munizioni per la crescita per linee esterne, Nagel ha ricordato che Mediobanca «ha sempre accompagnato operazioni di crescita delle Generali, anche con aumenti di capitale». L’a.d. ha assicurato che nei confronti del principal investment «non ci sono tabù» e che un’eventuale cessione della quota, anche parziale, verrebbe effettuata «stando attenti che venga considerata dal loro cda come una dismissione positiva o neutra, sicuramente non negativa. Oggi però lo scenario è diverso: la quota Generali rimane in carico a Mediobanca, salvo ipotesi di m&a». Quanto agli ultimi smottamenti nella catena che fino a qualche giorno fa legava Unicredit a Generali passando per Mediobanca, e ad alcuni scenari che dipingono la compagnia triestina contendibile in un momento nel quale gli assetti azionari a monte sono meno compatti, il banchiere si è mostrato di tutt’altro avviso. Nella compagine dei soci del Leone, ha osservato Nagel, «c’è un azionariato italiano che pesa quasi per il 30%, eppure si parla tanto della compagnia come di un’entità scalabile. In realtà è il soggetto più presidiato di tutti, proprio considerato che ha un nocciolo di circa il 30% di soggetti italiani».
Generali ha dato vita ad Arte Generali, società che opererà a livello globale e si proporrà come partner assicurativo per i collezionisti d’arte. L’intento di spingere l’acceleratore su questo fronte era stato annunciato un anno fa in occasione dell’Investor Day. La newco offre soluzioni innovative e personalizzate che comprendono non solo coperture assicurative studiate per tutelare opere d’arte, gioielli e oggetti di valore, ma anche servizi di assistenza come restauro, trasporto e custodia, oltre che strumenti digitali basati su soluzioni tecnologiche avanzate. L’obiettivo del Leone è diventare, nel giro di tre-cinque anni, uno dei primi tre operatori mondiali nel campo dell’arte. «Con questa iniziativa puntiamo a rendere Generali partner di vita di tutti i collezionisti d’arte del mondo», ha spiegato l’a.d. Philippe Donnet. «Si tratta di un capitolo in cui mettiamo il nostro dna di assicuratore dal 1831. L’operazione si inserisce nel contesto del nostro ambizioso piano di crescita, sviluppo e anche innovazione. L’arte nella vita giocherà sempre più un ruolo importante, perché fa bene alle persone e questa è proprio una direzione verso cui intendiamo spingere».

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  • Venti cicloni in un mese Tutta colpa dell’Islanda
È raro che un Paese finisca sotto l’acqua tutto intero» racconta al termine di una lunga giornata bagnata il tenente colonnello Guido Guidi, meteorologo dell’Aeronautica. E non finisce qui. «Il maltempo proseguirà questo weekend e la prossima settimana» prevede Guidi. «Provando a spingermi oltre, direi che pioverà anche il weekend successivo. Ci aspettiamo che le condizioni cambino l’ultima settimana di novembre». I cicloni si formano in Islanda poi si tuffano giù fino al Mediterraneo, scaricando tutta la loro pioggia durante il tragitto. Esaurito uno ne parte un altro. «Finora abbiamo contato otto perturbazioni di seguito. Raggiungeremo le venti, o quasi» prevede Guidi. «L’aria fredda che scende dall’Islanda, quando arriva da noi, trova una differenza di temperatura di una decina di gradi. Che non è poco».
  • Via libera della Polizia ai veicoli a tre ruote sulle autostrade
Autostrade libere per tutti i veicoli a tre e quattro ruote omologati come L5e, grazie a una nuova circolare emanata dalla Polizia stradale. Infatti finora non erano nemmeno considerati nella normativa: infatti il nostro codice della Strada prevede ancora una vecchia classificazione dei veicoli non conforme a quella europea. Ed erano state fatte molte multe, fra le proteste dei proprietari e dei venditori. Infatti, nonostante il rispetto degli standard di stabilità e sicurezza, la loro circolazione era vietata sulle strade a pedaggio. Ora questo vuoto è colmato.
  • Mediobanca promette ai soci 2,5 miliardi nei prossimi 3 anni
La dirigenza di Mediobanca alza l’asticella, e nel piano strategico 2019-2023 aumenta tutte le voci di ricavo e di redditività, ma soprattutto (di 2,5 miliardi nel triennio) la remunerazione degli azionisti; ben il 50% in più del piano 2016. Se ciò basterà a soddisfare Leonardo Del Vecchio, la nuova prima forza in Piazzetta Cuccia a un passo dal 10% del capitale, non è ancora dato sapere (ieri non è filtrato alcun commento dal quartier generale di Delfin, dove i tecnici iniziano a scandagliare le 75 pagine della presentazione Mediobanca). Quindi avanti sui quattro cardini di gestioni patrimoniali (“il primo punto di attacco”), credito al consumo, banca d’investimento, cassaforte di Generali: il cui 13% salvo occasioni stratosferiche «non sarà venduto nell’arco di piano, anche se non abbiamo tabù a riguardo», conferma Nagel. L’idea è di usare il pacchetto nella compagnia di Trieste come riserva se si presentassero grosse aziende da comprare: ma «oggi non ci sono ipotesi e discussioni in corso» e, in ogni caso, un’ipotetica vendita futura andrebbe fatta «in modo che non diventi un atto negativo per Generali».

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  • La marea a Venezia arriva a 187 centimetri. La notte della paura
Italia flagellata ancora dal maltempo, da Nord a Sud. Colpite le città d’arte. L’acqua alta a Venezia ha invaso anche la basilica di San Marco, intaccando colonne e marmi danneggiati, e sostituiti, dalla marea record del 30 ottobre 2018. A Matera allagamenti, fiumi di detriti e fango hanno provocato danni al quartiere dei Sassi. Martoriate (con danni alle coltivazioni e rischio frane) Puglia, Calabria e Sicilia. Tre le vittime: ad Altamura, nel Barese, un ottantenne è morto fuori dalla sua abitazione, in campagna, travolto da un ramo spezzato dal forte vento; a Strongoli, poco lontano da Crotone, una clochard (per adesso ancora senza identità) è stata trovata priva di vita — probabilmente per via del repentino abbassamento notturno della temperatura — nella piccola tendopoli in spiaggia in cui dimorava con altre persone; nella Laguna di Venezia un anziano di 78 anni è morto fulminato nell’isola di Pellestrina, una delle lingue di terra che dividono Venezia dal mare. Il dramma mentre nella zona si è scaricata la tempesta di vento e pioggia che ha causato l’eccezionale ondata di acqua alta.
  • «Mediobanca, piano di crescita». Ai soci 2,5 miliardi in 4 anni
È una banca diversa dalle altre, Mediobanca: ci tiene il ceo Alberto Nagel a sottolinearlo presentando il piano industriale al 2023 che promette ai soci 2,5 miliardi di remunerazione, di cui 1,9 miliardi come cedola e 0,3-0,6 miliardi come buyback delle azioni. Tanto che nelle slide la accosta non a istituti tradizionali come Intesa Sanpaolo o Unicredit ma a realtà più specializzate come Fineco, Banca Generali, Mediolanum, Julius bear, Vontobel. Anche perché, rivendica, Mediobanca è stata la banca che ha reso più di tutte quelle italiane negli ultimi 5 anni: il 77% come ritorno complessivo agli azionisti. Per il prossimo quadriennio Nagel punta a crescere ancora di più nelle attività a più basso assorbimento di capitale come la gestione dei patrimoni e la banca d’investimento, ma anche nel credito al consumo di Compass. Vendere Generali senza uno scopo non ha logica finanziaria, ha ripetuto più volte. Anche perché Mediobanca è un pilastro nella difesa di Generali: «C’è un azionariato italiano che ha quasi il 30%. Se ne parla tanto come di una società scalabile, ma in realtà è il soggetto più presidiato di tutti». «Parliamo con tutti gli azionisti e non indichiamo con chi parliamo», ha glissato alla domanda su un abboccamento con Del Vecchio, che nelle scorse settimane ha apertamente criticato la strategia di Nagel, basata sui risultati di Compass e sulle cedole di Generali. L’uscita di Unicredit? «È positivo per tutti, per il sistema bancario, perché così abbiamo una base investitori normalizzata. Unicredit non è mai stato considerato un azionista credibile».

  • Mediobanca mette sul piatto 2,5 miliardi tra cedole e buyback
Un piano «controcorrente» l’ha definito l’ad di Mediobanca Alberto Nagel. Perchè pur in un contesto difficile, e previsto ancora in peggioramento, promette la crescita «con opportunità in tutti i business» e investimenti in capitale umano e tecnologia. Nell’arco di piano – quattro anni per allinearlo alla scadenza del board – è previsto un ampliamento di personale di oltre mille unità, con 400 assunzioni fisse nell’organico di gruppo che passerà da 4.800 a 5.200 unità. E con 250 milioni di risorse da convogliare sull’innovazione. Il tutto con l’attenzione a massimizzare il ritorno per gli azionisti, gestendo con più flessibilità il capitale in eccesso. Tra dividendi (1,9 miliardi) e buy-back (dai 300 ai 600 milioni), la remunerazione degli azionisti aumenterà del 50% rispetto al precedente quadriennio, raggiungendo 2,5 miliardi. Da qui al 2023 è previsto che i ricavi salgano del 4% in media annua raggiungendo i 3 miliardi. Del 4% all’anno crescerà anche l’utile per azione, mentre il ritorno sul capitale tangibile dovrebbe aumentare dal 10% all’11%. Per Generali, l’unica partecipazione “stabile” in portafoglio, sparisce la previsione di limare la quota del 13%, dal momento che non ci sono più pressioni regolamentari. Resta però l’idea di mantenere la “riserva” di capitale per attingervi nel caso di operazioni di largo respiro che interessino a Mediobanca, senza escludere la possibilità di accompagnare la partecipata assicurativa in eventuali transazioni.
  • Del Vecchio, per ora silenzio Oltre al piano occhi sui nuovi soci
Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, ha preferito rispondere con i numeri alle critiche del primo azionista Leonardo Del Vecchio sulla gestione della banca, a suo avviso troppo dipendente da Compass e Generali e poco “merchant bank”. Il piano industriale triennale di piazzetta Cuccia sembra dire che questa “dipendenza” funziona, eccome. E soprattutto è remunerativa: Mediobanca intende distribuire agli azionisti 2,5 miliardi nell’arco dei quattro anni del nuovo piano industriale, un dato rivisto al rialzo del 50%. Dal quartier generale di Delfin non arrivano commenti ufficiali. La presentazione del piano Mediobanca è stata seguita con attenzione.
  • Generali entra nelle polizze assicurative per l’arte
Il Leone entra da dicembre nel mercato delle polizze assicurative per l’arte e punta in cinque anni a salire sul podio come leader. Generali Arte ieri si è presentata con una campagna firmata da Oliviero Toscani e con un testimonial d’eccezione: Maurizio Cattelan con il suo water d’oro da 18 carati «America» rubato nel Blenheim Palace, nell’Oxfordshire, qualche mese fa. Un simbolo di quanto sia necessario assicurare l’arte. Un irriverente Cattelan nudo con il water d’oro sarà il testimone sul grattacielo Generali di Milano con una vetrografia alta 145 metri, più alta della Madonnina.

Handelsblatt

 

  • Il Gruppo Allianz interviene in AGCS
Si è verificato un cambio di gestione nella controllata Allianz AGCS. Le critiche erano chiare. “Non vogliamo una società con un combined ratio che supera ripetutamente il 100%”, ha dichiarato il CFO di Allianz Giulio Terzariol venerdì della scorsa settimana quando ha presentato i dati trimestrali all’assicuratore industriale del Gruppo Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS).
Secondo le informazioni fornite al quotidiano, Allianz avrebbe nominato Joachim Müller, ex membro del Consiglio di gestione di Allianz Deutschland, quale nuovo responsabile di AGCS. La società non ha voluto commentare la questione. La rivista di settore “Versicherungsmonitor” è stata la prima a riferire sul caso.