RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 05/11/2019

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Porte aperte in Parlamento alle modifiche ai Pir. Come anticipato da MF-Milano Finanza il governo è al lavoro sui ritocchi da apportare alla normativa dei Piani individuali di risparmio, per sbloccare il mercato, rimasto ingessato dai paletti (3,5% di investimento in titoli Aim e 3,5% in venture capital) introdotti con la legge di Bilancio 2019. E alla Camera, dove è in discussione il decreto Fiscale collegato alla manovra, è già emerso un consenso trasversale tra le forze politiche ad affrontare il tema dei correttivi e di farlo, come nell’idea del governo, con emendamenti alla legge di Bilancio o appunto al collegato Fisco. L’assist è arrivato dal deputato di Forza Italia Sestino Giacomoni, che come riportato da MF-Milano Finanza, ha presentato una proposta di legge proprio per il ritorno alla disciplina originaria dei Pir.
Le immatricolazioni in Italia salgono ma non decollano, mentre Fiat-Chrysler  continua a perdere quote di mercato. Questa la sintesi dei dati pubblicati ieri dal ministero dei Trasporti. A ottobre le immatricolazioni di auto nuove sono aumentate del 6,67% rispetto allo stesso mese del 2018 toccando quota 156.851 unità. L’incremento tuttavia è inferiore al +13,6% registrato a settembre: la ripresa del mercato automobilistico insomma prosegue, ma sembra già mostrare i primi segnali di rallentamento. Soffre soprattutto il diesel, che nel mese di ottobre ha registrato un calo del 13,3% delle immatricolazioni (-23,1% da inizio anno) a vantaggio di benzina (+17% a ottobre), ibrido (+42,6%), elettrico (+61%), gpl (+1,9%) e metano (+283,9%).
I rappresentanti dei lavoratori di Cattolica, in una lettera inviata all’azienda hanno chiesto un incontro urgente con i vertici della compagnia dopo che giovedì 31 il consiglio di amministrazione ha revocato le deleghe all’amministratore delegato, Alberto Minali, conferendo i poteri al direttore generale, Carlo Ferraresi. «Abbiamo appreso con stupore della revoca delle deleghe operative all’ad, Alberto Minali, da parte del consiglio di amministrazione di giovedì scorso. Registriamo le legittime preoccupazioni dei lavoratori e delle lavoratrici sui possibili scenari che si aprono per il gruppo Cattolica. Chiediamo un incontro urgente ai vertici aziendali per avere chiarezza sugli sviluppi del piano industriale e garanzie sulle prospettive occupazionali», si legge nella missiva consultata da MilanoFinanza.it firmata dai rappresentanti di First-Cisl, Fisac-Cgil, Fna, Snfia e Uilca-Uil.
L’attenzione del mercato è tutta concentrata su Unicredit  che il prossimo 3 dicembre terrà a battesimo (probabilmente a Londra) il nuovo piano industriale. Un documento che si preannuncia molto aggressivo, soprattutto sul fronte dei costi. Ma altre banche italiane stanno definendo le strategie future in queste ultime settimane del 2019. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza per esempio il nuovo business plan di Banco Bpm  dovrebbe essere sostanzialmente pronto entro il prossimo 15 dicembre, mentre il via libera del consiglio di amministrazione potrebbe arrivare entro il primo trimestre del 2020.
Le risorse delle compagnie di assicurazioni utilizzabili per sostenere la crescita economica sono ingenti: solo le prime sei prime compagnie italiane detengono complessivamente 516 miliardi di riserve tecniche, di cui 25 miliardi circa potrebbero essere reimmessi nel mercato e il loro effettivo impiego avrebbe impatti limitati sulla situazione patrimoniale delle imprese (variabili da 30 punti percentuali di Solvency di Cattolica a 24 di Unipol). Il tema è quello degli investimenti a lungo termine che il decreto Competitività, nel 2014, ha cercato di stimolare chiamando in campo anche le compagnie di assicurazione, alle quali ha concesso di utilizzare fino al 5% delle proprie riserve per investire direttamente nelle imprese (quota che potrebbe salire fino all’8% con  richiesta motivata dell’impresa). All’estero, con la Germania in pole position, ha funzionato bene, con le compagnie di assicurazione che da tempo svolgono anche una funzione di finanziamento del sistema produttivo.

 

  • Banca Generali «Best Private Bank»
Banca Generali è la «Best Private Bank in Italy» secondo il gruppo Financial Times. È la terza volta negli ultimi quattro anni che la banca private si aggiudica il riconoscimento internazionale, a testimonianza del ruolo sempre più influente nella sfera dei servizi dedicati alla clientela private italiana. La cerimonia di premiazione si è tenuta il 31 ottobre allo Sheraton Grand Hotel Park di Londra, alla presenza dell’ad del Financial Times John Ridding e del direttore Lionel Barber e dei protagonisti della comunità finanziaria internazionale. La giuria indipendente, composta da giornalisti finanziari e analisti, ha premiato il modello di business unico di Banca Generali che sfrutta l’innovazione digitale in un ambito di open banking per offrire soluzioni esclusive di consulenza negli investimenti, così come di wealth management. Tra gli aspetti più apprezzati la straordinaria crescita della banca  e l’impegno nello sviluppo di una proposta di consulenza finanziaria all’avanguardia orientata alla sostenibilità

Guadagni ed adesioni in ascesa per i fondi pensionistici integrativi, nel nostro Paese: a settembre 2019, infatti, le posizioni in essere nelle forme complementari hanno superato la soglia dei 9 milioni, con un progresso, «al netto delle uscite, dall’inizio dell’anno, di 262 mila unità (pari al 3%)». E, se nel novero si inseriscono pure coloro che scelgono di investire contemporaneamente in più di un organismo, per garantirsi una rendita più cospicua, «il totale degli iscritti può essere stimato in 8,190 milioni», mentre i rendimenti (al netto dei costi di gestione e del prelievo fiscale) si aggirano su percentuali che vanno dal 6,4 al 9,4%. A farlo sapere la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), segnalando come nelle forme negoziali si siano registrate 119 mila iscrizioni in più (4%), portando così la somma delle posizioni, al 30 settembre scorso, a 3,121 milioni.
Un avanzo economico di 90,6 milioni di euro dalla gestione economico-finanziaria 2017 e un patrimonio netto di 1.115,8 milioni di euro, che consente una copertura ampiamente superiore all’importo della riserva legale, garantendo le pensioni correnti per 10,07 annualità. È quanto è emerso dal controllo eseguito dalla Corte dei corti sull’esercizio 2017 dell’Enpacl nell’adunanza dello scorso 1° ottobre. La relazione sull’esercizio dell’Ente di previdenza non presenta alcun rilievo da parte dei giudici contabili ed è stata, per questo, approvata e trasmessa ai presidenti di Camera e Senato.
Dalla collaborazione tra Axa Mps Assicurazioni Vita e Banca Mps nasce «Per Noi», la prima polizza di protezione vita del mercato italiano pensata per proteggere contemporaneamente due persone, a prescindere dal loro legame, che abbiano un progetto di vita o di business da mettere in sicurezza. La polizza, dedicata a privati o aziende, è un prodotto multigaranzia con tre coperture integrate «a pacchetto», per tutelare la coppia nei gravi imprevisti della vita; in caso di perdita di autosufficienza, malattia grave o prematura scomparsa e garantisce un capitale al primo evento grave che colpisca uno dei due assicurati. La soluzione offre inoltre online (https://pernoi.axa.it/mps/home) una quotazione puntuale e personalizzata, in base al tipo di nucleo indicato e ai progetti da proteggere, con la possibilità per gli utenti di essere contattati per approfondire il prodotto e di finalizzare l’acquisto in filiale. Il nuovo prodotto è protagonista in questi giorni della nuova campagna pubblicitaria di Banca Mps e Axa, «Più forza alle persone. Più forza Per Noi», on air dal 20 ottobre su tv e web.

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  • Del Vecchio: più soci italiani per Mediobanca e Generali
Un doppio schema per formare nuclei azionari italiani in Mediobanca e su Generali, e far crescere le due società in Europa. Sarebbe questo il piano strategico di Leonardo Del Vecchio sulla Galassia del Nord. Delfin intende inoltre garantire un azionariato italiano in Generali. A Trieste, in realtà, un nocciolo duro e stabile quasi al 30% c’è: proprio Del Vecchio (4,86%), con Caltagirone (5%), Benetton (4%), De Agostini (1,7%), ha contribuito a rafforzarlo con un’ascesa costante, e che più fonti vedono continuare per i primi tre “soci privati”. Era stata Mediobanca, che con il suo 13% in Generali ne è da anni il perno, ad aver preoccupato l’imprenditore, convinto che un guinzaglio troppo corto tra l’istituto di Milano e la compagnia triestina abbia negli anni fatto correre il Leone meno delle rivali Allianz e Axa (che oggi capitalizzano un multiplo di Genera-li), e del dovuto. Per questo fonti vicine al dossier ritengono che Del Vecchio vorrebbe portare alla Bce un dossier di ampia portata. In pratica la richiesta di superare il 10% di Mediobanca si dovrebbe legare a impegni preventivi a ricapitalizzarla, per renderla capace di seguire un aumento di Generali se alla compagnia servissero fondi per un’acquisizione di rilievo. Anche per questo, oltre che per studiare il piano strategico che Mediobanca presenta il 12 novembre, sembra che la richiesta alla Bce non verrà presto. A Generali sono riuscite piccole acquisizioni, e altre ne preparerebbe: ma niente di ovvio né di grande pare in cottura. Del resto Allianz da tre anni distribuisce 2 miliardi extra ai soci, perché l’ad Oliver Baete ritiene non ci siano buone occasioni; e la rivale Axa, che pure nel 2018 comprò negli Usa Xl a 12 miliardi, ora pensa che la discontinuità tecnologica sconsigli acquisti di compagnie vecchio stile.

  • Internet e big data: l’agricoltura 4.0 vale già 430 milioni
Il mercato dell’agricoltura 4.0 in Italia vale tra i 370 e i 430 milioni di euro, rappresenta il 18% di quello europeo e il 5% di quello globale. Dati certificati dall’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano e dal laboratorio Rise dell’Università degli Studi di Brescia e presentati a Roma in occasione di un convegno organizzato da Confagricoltura, Agrofarma e Assofertilizzanti. La sfida per il settore è produrre in maniera sempre più innovativa e sostenibile. Ne sono convinti il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova e Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, che nella digitalizzazione individua la chiave di volta «per poter continuare a essere leader e straordinari interpreti di un fare tutto italiano».
  • Cattolica, l’affondo di Buffett: «Deluso dal cambio al vertice»
Una mail, inviata direttamente al direttore generale Carlo Ferraresi, manager a cui sono state girate le deleghe dell’ex ceo di Cattolica Alberto Minali. Così Warren Buffett avrebbe manifestato il proprio “disappunto”, o delusione, per il ribaltone al vertice della compagnia. La mail è nata come risposta a una precedente missiva mandata direttamente da Ferraresi ad Ajit Jain, responsabile degli investimenti nel settore assicurativo di Berkshire Hathaway, a valle del consiglio di amministrazione di giovedì 31 ottobre che ha deliberato il ritiro delle deleghe a Minali. Comunicazione alla quale Jain ha replicato sottolineando che il ribaltone non è stato particolarmente gradito in casa dell’oracolo di Omaha, socio con il 9,047% del capitale di Cattolica. In virtù di ciò avrebbe risposto a Ferraresi chiedendo, in pratica, che quest’ultimo si facesse portavoce del rammarico dell’investitore davanti a tutti i membri del cda in occasione della prossima riunione del consiglio di amministrazione. Insomma la situazione è fluida e l’attenzione di tutti gli stakeholders è alta. Compresi i sindacati. Il presidente Paolo Bedoni ha definito la «decisione» di togliere i poteri a Minali «dolorosa, ma inevitabile per preservare e garantire al meglio valori e obiettivi di Cattolica Assicurazioni». Mentre il direttore generale Ferraresi ha sottolineato ai suoi collaboratori che «non cambia nulla nella strategia di business e continueremo a lavorare per rispettare gli obiettivi del piano industriale già approvato dal cda e presentato al mercato. I numeri dei primi due trimestri ci confortano e se non interverranno eventi negativi ci fanno prevedere un anno positivo».
  • Fondi pensione, gestioni record oltre i 180 miliardi
Il buon andamento dei corsi azionari ha più che compensato i rendimenti ai minimi delle obbligazioni pubbliche e private, con risultati positivi per le forme pensionistiche complementari. Nei primi nove mesi dell’anno, al netto dei costi di gestione e della fiscalità, i fondi negoziali hanno guadagnato il 6,4%, mentre i fondi aperti e i Pip di ramo III hanno guadagnato rispettivamente il 7,2 e il 9,4%. Per le gestioni separate di ramo I, che contabilizzano le attività a costo storico e non a valori di mercato e i cui rendimenti dipendono in larga parte dal flusso cedolare incassato sui titoli detenuti, il risultato è stato inferiore (1,3%).
  • Il certificato del produttore non salva l’installatore
La cabina di un autoarticolato precipitata in settembre da un viadotto dell’A6 Torino-Savona dopo che il new jersey contro cui aveva sbattuto si era rotto in modo poco comune (gli ancoraggi sono rimasti intatti). E il bus con i turisti russi ribaltatosi a maggio sulla superstrada Firenze-Siena dopo aver colpito un guard-rail metallico non vecchio; nell’incidente è morta una donna. Sono gli episodi più recenti che rilanciano i dubbi sulla sicurezza delle barriere in Italia. Pare c’entri poco la scarsa manutenzione: i due incidenti hanno coinvolto barriere non vecchie. Andrà verificato se erano state montate dopo l’entrata in vigore dell’articolo 79, comma 17 del Dpr 207/2010, che ha soppresso l’obbligo (previsto dall’articolo 5 del Dm Infrastrutture 2367/2004) di certificare la conformità dei dispositivi di ritenuta, anche in riferimento ai materiali utilizzati, e la loro installazione, dopo una verifica in contraddittorio, effettuata alla fine della posa in opera, dalla ditta installatrice.
  • Oltre 30 i casi d’infezione ogni mille interventi
Ogni mille interventi chirurgici effettuati in acuto si verificano 32 casi di infezione. Con un aggravio di spesa per il Sistema sanitario nazionale (Ssn) di circa 550 milioni di euro annui, calcolati stimando le giornate di degenza aggiuntive per singolo Drg. Sono alcuni dei numeri restituiti dall’indagine del gruppo “Economic evaluation and Hta” del Ceis dell’Università Tor Vergata di Roma coordinato da Francesco Saverio Mennini, presentata in Regione Lombardia (Rl) lo scorso 25 ottobre. L’analisi, che ha indagato anche il fenomeno delle infezioni post-operatorie, ha rivelato una prevalenza di 3 casi di ogni 1.000 interventi chirurgici e un aumento medio di 12 giornate di degenza per ogni paziente, pari a 9mila euro in più come costo medio per singolo ricovero.