Pir, strada aperta alle modifiche

small cap consenso trasversale in parlamento per le correzioni alla normativa
Maggioranza e opposizione concordi a introdurre i ritocchi con emendamenti alla legge di Bilancio o al dl Fiscale
di Luisa Leone

Porte aperte in Parlamento alle modifiche ai Pir. Come anticipato da MF-Milano Finanza il governo è al lavoro sui ritocchi da apportare alla normativa dei Piani individuali di risparmio, per sbloccare il mercato, rimasto ingessato dai paletti (3,5% di investimento in titoli Aim e 3,5% in venture capital) introdotti con la legge di Bilancio 2019. E alla Camera, dove è in discussione il decreto Fiscale collegato alla manovra, è già emerso un consenso trasversale tra le forze politiche ad affrontare il tema dei correttivi e di farlo, come nell’idea del governo, con emendamenti alla legge di Bilancio o appunto al collegato Fisco. L’assist è arrivato dal deputato di Forza Italia Sestino Giacomoni, che come riportato da MF-Milano Finanza, ha presentato una proposta di legge proprio per il ritorno alla disciplina originaria dei Pir. È stato appunto nel corso della presentazione in commissione Finanze alla Camera di questa iniziativa che, la settimana scorsa, è emersa la volontà dei deputati di mettere mano alla normativa oggi vigente, per superare le difficoltà incontrate dal mercato, che hanno portato a uno stop della raccolta, tanto da far prevedere agli esperti deflussi netti per circa 700 milioni per la fine dell’anno.
Ad avanzare l’ipotesi di far viaggiare le modifiche con la legge di Bilancio o con il dl Fiscale è stato lo stesso Giacomoni, subito sostenuto sia dal Movimento 5 Stelle che dal Partito Democratico. Tanto Antonio Zennaro (M5s) che il capogruppo Pd Mario Fragomeli hanno infatti riconosciuto la necessità di un intervento per superare lo stallo e concordato sulla possibilità che il veicolo possa essere un emendamento a uno dei due provvedimenti principali della sessione di Bilancio in cui il Parlamento sarà impegnato fino alla fine dell’anno.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, nelle bozze allo studio dei ministeri dell’Economia e dello Sviluppo la modifica si tradurrebbe sostanzialmente in un ritorno al passato, con l’eliminazione del vincolo sulla percentuale di attivi da investire sull’Aim (complice anche lo scandalo Bio-on ) e almeno un ammorbidimento di quello sul venture capital. Quanto basterebbe, probabilmente, a far ripartire le sottoscrizioni. C’è da dire però che nella proposta a firma di Giacomoni si prevedono invece anche tutta una serie di novità per i Pir, a partire dalla possibilità di inserire nei loro portafogli anche i Btp e quote di fondi immobiliari. Secondo il deputato di Forza Italia le modifiche suggerite potrebbero portare a raccogliere con i nuovi Pir fino a 70 miliardi di euro in sette anni e 150 miliardi in 10 anni.
A ogni modo, la prima data utile per verificare la effettiva concretizzazione dell’intervento pro-Pir in uno o più emendamenti sarà l’11 novembre, termine stabilito per la presentazione delle proposte di modifica al dl Fiscale. (riproduzine riservata)

Fonte: logo_mf