Londra, no a Uber

L’Authority dei trasporti non rinnova la licenza
Ci sono rischi per la sicurezza

Uber ha perso la licenza per operare a Londra. La principale autorità dei trasporti, Transport for London (Tfl), ha annunciato che non rinnoverà la licenza dell’azienda americana di ride hailing a causa dei rischi legati alla sicurezza dei clienti. La società guidata dall’a.d. Dara Khosrowshahi, che ha definito il giudizio «straordinario e sbagliato», potrà continuare a operare fino alla conclusione del processo d’appello.
Non è la prima volta che l’azienda viene bandita da Londra. Nel 2017 l’Authority non aveva rinnovato la licenza a lungo termine perché Uber non era riuscita a risolvere i problemi di sicurezza e a migliorare la propria cultura e governance. Uber aveva presentato ricorso e si era aggiudicata una licenza di 15 mesi, scaduta però in settembre. All’azienda era stata concessa una breve licenza di due mesi per consentire alla Tfl di condurre un’ulteriore revisione. «Negli ultimi due anni abbiamo cambiato profondamente la nostra attività e stiamo fissando gli standard in materia di sicurezza», ha dichiarato Jamie Heywood, responsabile regionale di Uber in Europa. «Transport for London ci ha trovato un operatore adatto solo due mesi fa e continuiamo ad andare avanti».
All’inizio di novembre Uber aveva deciso di adottare nuove misure per rendere il suo servizio più sicuro nel Regno Unito e in Europa, aggiornando l’app per i driver per rilevare gli incidenti. Ora Uber ha 21 giorni di tempo per fare appello e potrà continuare a operare per otto mesi. Tfl, in particolare, ha citato problemi di sicurezza relativi all’app di Uber, avendo trovato almeno 14 mila corse nelle quali l’account di un conducente era stato segretamente condiviso con un altro rider non autorizzato.
A Wall Street il titolo Uber cedeva quasi due punti percentuali.
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