Fondi integrativi, giù guadagni e adesioni

di Simona D’Alessio

Guadagni ed adesioni in ascesa per i fondi pensionistici integrativi, nel nostro Paese: a settembre 2019, infatti, le posizioni in essere nelle forme complementari hanno superato la soglia dei 9 milioni, con un progresso, «al netto delle uscite, dall’inizio dell’anno, di 262 mila unità (pari al 3%)». E, se nel novero si inseriscono pure coloro che scelgono di investire contemporaneamente in più di un organismo, per garantirsi una rendita più cospicua, «il totale degli iscritti può essere stimato in 8,190 milioni», mentre i rendimenti (al netto dei costi di gestione e del prelievo fiscale) si aggirano su percentuali che vanno dal 6,4 al 9,4%. A farlo sapere la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), segnalando come nelle forme negoziali si siano registrate 119 mila iscrizioni in più (4%), portando così la somma delle posizioni, al 30 settembre scorso, a 3,121 milioni. Le risorse globalmente destinate alle prestazioni ammontano alla fine di settembre a 180 miliardi di euro, cifra che, viene puntualizzato, non tiene conto delle variazioni nel periodo dei Pip (Piani individuali pensionistici) «vecchi»; il patrimonio dei fondi negoziali, del valore di 55,4 miliardi, risulta in crescita del 9,9%, al confronto con la performance della fine del 2018. Le somme accumulate presso i fondi aperti corrispondono a 22 miliardi, mentre i Pip «vecchi» ne totalizzano 34; nei nove mesi l’aumento è stato, rispettivamente, del 12,3% e del 10,7% e, alla fine di giugno, le risorse di pertinenza dei fondi preesistenti erano pari a 61,9 miliardi. Sul fronte dei ricavi, la Covip mette in luce come i fondi negoziali abbiano guadagnato il 6,4, il 7,2 e il 9,4%, rispettivamente, i fondi aperti e i Pip di «ramo III»; quanto, poi, alle gestioni separate di «ramo I» che, si sottolinea, «contabilizzano le attività a costo storico, e non a valori di mercato, e i cui rendimenti dipendono in larga parte dal flusso cedolare incassato sui titoli detenuti», il risultato è stato inferiore (pari, cioè, all’1,3%). Complessivamente, infine, il risparmio intermediato dalle Casse previdenziali dei professionisti insieme ai fondi pensione si è attestato nel 2018 a 254,2 miliardi, pari al 14,4% del Pil (si veda ItaliaOggi del 4/10/2019).
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