Famiglia, tre idee per proteggerla

Le scelte di chi è vicino ai 30 anni
Rendite mensili: attenti all’inflazione

Millecentonovanta euro l’anno, ovvero 100 euro al mese, è quanto arriva a spendere un trentenne o una trentenne coniugato o coniugata con un figlio di un anno, che voglia dotarsi di un’ampia protezione assicurativa. A incidere maggiormente è la copertura per la premorienza: il costo stimato da Progetica analizzando i valori medi di mercato è di 530 euro l’anno, nell’ipotesi di una copertura di 290mila euro per la durata di 34 anni (fino al momento in cui, secondo l’Istat, il neonato raggiungerà la piena indipendenza economica).
Mutuo e invalidità
«Il capitale è calcolato in funzione dei nostri algoritmi per l’educazione finanziaria certificata, a sua volta sviluppati su dati Istat, tenendo conto della pensione pubblica e dell’evoluzione dei flussi di spesa della famiglia», precisa Andrea Carbone, partner di Progetica. Di norma, spiega Carbone, per una polizza temporanea caso morte i costi sono relativamente standard, non ci sono differenze significative tra una compagnia e l’altra. «Diverso è il caso dell’invalidità: ogni polizza fa storia a sé, e le quotazioni possono divergere in modo rilevante, tra un intermediario e l’altro, in base alle clausole presenti nel contratto», spiega Giuseppe Romano, di Consultique. In tutti i casi, il prezzo è più alto se l’assicurato è fumatore. Per la Rc capofamiglia, ipotizzando un buon massimale (2,5 milioni di euro), si pagano 120 euro l’anno. Se aggiungiamo una polizza sul mutuo, che intervenga nei 25 anni di vita residua del finanziamento per estinguere il debito o pagare l’intero esborso delle rate mensili, si devono mettere in conto altri 100 euro al mese. Il budget per una copertura «long term care», che garantisca assistenza domiciliare full time — si parte da un fabbisogno medio di 18 mila euro l’anno, calcola Carbone— vale altri 440 euro. «Questo tipo di polizza garantisce una rendita mensile vita natural durante nel malaugurato caso ci si dovesse trovare in una condizione di non autosufficienza. Ha una sua logica — premette Romano — ma presenta una criticità: visto che parliamo di un orizzonte di 30-40 anni, è difficile valutare quale sarà il potere d’acquisto di 1.500 euro al mese, per ipotesi, tra tre o quattro decenni».

Le scelte di chi è vicino ai 40 anni
Per chi ha 40 anni ed è coniugato, o coniugata, con una figlia di 6 anni, il prezzo di una copertura completa contro i quattro rischi presi in esame — premorienza, mutuo, non autosufficienza e responsabilità civile del capofamiglia — sale a 1.560 euro l’anno, ovvero 130 euro al mese. «Il confronto tra le tre simulazioni mostra come, con il passare del tempo, il valore di alcune coperture tenda a diminuire, per esempio quelle per proteggersi dal rischio di premorienza o dall’impossibilità di estinguere il mutuo», spiega Andrea Carbone, partner di Progetica. Il motivo è semplice: se l’obiettivo è tutelare un figlio fino al momento della totale indipendenza economica, più questo si avvicina all’età adulta, minore sarà l’estensione temporale della copertura. Analogamente, la durata residua del mutuo si accorcia progressivamente e anche il capitale da rimborsare si riduce, diminuendo l’onere dell’ombrello assicurativo. «Altri bisogni restano sostanzialmente costanti: la non autosufficienza e la responsabilità civile del capofamiglia, per esempio — precisa Carbone —. I costi invece salgono, ovviamente, al crescere dell’età, di pari passo con l’aumento della probabilità che si verifichi un evento». Nonostante la copertura necessaria sia inferiore di 100 mila euro rispetto al caso del 30enne — la durata del contratto si riduce da 34 a 26 anni —, il costo annuo per non autosufficienza e responsabilità civile sale, passando da 530 a 690 euro l’anno.
Calcoli
Un ragionamento analogo vale per la polizza di assicurazione sul mutuo: nonostante il debito e la durata residua del finanziamento scendano, il prezzo annuo della polizza è più alto del 50% rispetto al precedente esempio. Anche l’assicurazione per la non autosufficienza costa di più, benché la copertura necessaria rimanga costante (il fabbisogno medio di assistenza domiciliare annuo, per esempio tramite l’assistenza di una badante, è stimato in 18mila euro). Il motivo? L’età avanza e ciò si traduce in un aumento benché marginale della probabilità di andare incontro a una scomparsa prematura: a 30 anni il rischio di premorienza nel decennio successivo, calcola Carbone, è di 5 su mille. Sale a 8 su mille per un quarantenne e raddoppia per un cinquantenne.

Le scelte di chi è vicino ai 60 anni
Liquidità-cuscinetto? Non conviene più

Con 160 euro al mese un 60enne o una 60enne coniugati che guadagnano 3.000 euro netti al mese e possono contare anche sul reddito dell’altro coniuge, possono proteggersi per i quattro rischi: la premorienza, la copertura sul debito residuo — se il mutuo casa è ancora in essere — la non autosufficienza (il costo di un’eventuale badante) e la responsabilità civile del capofamiglia, che interviene per coprire i danni recati a terzi, ad esempio dai minori a carico o dal proprio animale domestico. Complessivamente la copertura vale 218mila euro, più i 2,5 milioni di massimale sulla polizza Rc capofamiglia.
Strategie
Per un nucleo con un buon reddito, l’esborso mensile per le quattro polizze è più che sostenibile. Soprattutto se messo a confronto con la strada alternativa battuta da molti risparmiatori: tenere una buona dote di liquidità sul conto come cuscinetto di sicurezza per far fronte a eventuali imprevisti. Una scelta che trova riscontro anche nei dati di Banca d’Italia sulla ricchezza finanziaria delle famiglie italiane: 1.400 miliardi di euro, un terzo degli asset totali, sono parcheggiati sul conto sotto forma di cash o depositi. Si tratta di una strategia sbagliata, che porta a una costante perdita di valore, dovuta alla lenta ma inesorabile erosione del potere d’acquisto prodotta dall’inflazione. Optando per una adeguata copertura assicurativa, invece, si possono liberare risorse da destinare — in modo assai più efficiente —a un portafoglio d’investimento o alla costruzione di un piano per irrobustire i flussi di reddito dopo la pensione, attraverso una forma di previdenza integrativa. D’altra parte, se la famiglia può contare su un volume di risparmi rilevante, la copertura assicurativa non è comunque superflua: garantisce che anche in caso di un grave evento, il patrimonio non venga intaccato, e possa essere almeno in parte trasferito alle nuove generazioni.
Parlando di costi, vale la pena ricordare un aspetto: «Spesso esiste un margine di trattativa con l’assicuratore — osserva Giuseppe Romano, della società di consulenza indipendente Consultique —. E se si vuole risparmiare, i canali d vendita online possono essere più competitivi».

P.Gad.

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