Eppi, 3,4 mln al welfare dei periti industriali

di Simona D’Alessio

Avanzo pari ad oltre 26,5 milioni di euro ed un patrimonio superiore a 1,2 miliardi nel 2020 per l’Eppi (Ente previdenziale dei periti industriali), come recita il bilancio previsionale, approvato prima dal Consiglio di amministrazione, poi dal Consiglio di indirizzo generale. E la Cassa, cui sono iscritti attualmente circa 14.000 professionisti, è pronta ad attuare un restyling dell’offerta di welfare, che fissi nuovi criteri di accesso a strumenti e servizi, «attraverso l’individuazione di diverse soglie reddituali, delle modalità più adatte di emanazione dei bandi», fino ad aree di intervento finora inedite «a sostegno della professione, della famiglia e della salute».
Nel passaggio dal 2019 al prossimo anno l’ente presieduto da Valerio Bignami mette a budget un ventaglio di misure assistenziali ingente, giacché l’ammontare sale da quasi 2,2 ad oltre 3,4 milioni: dal 1° gennaio prossimo verrà finanziato con un milione il ventaglio di provvedimenti di welfare attivo (indirizzati soprattutto allo sviluppo dell’attività lavorativa dei periti industriali associati, nella consapevolezza, viene specificato, che nel mercato «la concorrenza professionale, unita all’incessante progresso tecnologico, è accentuata dalla necessità di creare un’offerta multi-disciplinare, che sia in grado di rispondere in maniera adeguata alla domanda sempre più diversificata di servizi e prestazioni»), ma in crescita sarà pure la quota di risorse appostata sulla polizza per grandi interventi, nonché sulla copertura in caso di non autosufficienza.
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