di Vittorio Bellagamba

Una piccola conquista per la difesa dei diritti dei giovani, ottenuta grazie anche alle iniziative intraprese dall’A.n.co.t . Un atto di giustizia sociale soprattutto nei confronti delle nuove generazioni. È stato questo l’obiettivo che si è posto da oltre due decenni l’A.n.co.t «evidenziando le criticità della gestione separata Inps», ha detto il presidente onorario Arvedo Marinelli, «contribuendo con le nostre competenze e professionalità a indicare, nel pieno rispetto dei ruoli e delle funzioni di ognuno, le nostre proposte finalizzate a migliorare uno strumento previdenziale estremamente importante». La lenta marcia della gestione separata Inps verso una previdenza più equa soprattutto per i giovani professionisti inizia con la riforma Dini. Nel 1996, è partita la gestione separata Inps per i lavoratori autonomi privi di una Cassa di previdenza poi allargata ad altre categorie quali i professionisti dipendenti e professionisti iscritti ad albi. Nei giorni scorsi, una sentenza della Suprema Corte di cassazione ha posto un nuovo tassello che regolamenta l’aspetto relativo al ricongiungimento contributivo in grado di dare un corretto ordine al mosaico della norma. «Proprio da un ricorso di un iscritto alla Cassa di previdenza dei dottori commercialisti», ricorda Arvedo Marinelli, «con la sentenza 26039/2019, la Corte ha riconosciuto il diritto alla ricongiunzione dei contributi per i liberi professionisti anche per quelli versati alla gestione separata e la sentenza è sicuramente interessante perché sono numerosi i professionisti giovani o meno giovani che hanno versato contributi alla gestione separata, sia prima della abilitazione alla professione, sia dopo la consequenziale iscrizione alle casse di previdenza, perché magari anche lavoratori dipendenti». La sentenza riconosce il diritto per tutti alla ricongiunzione dei contributi versati nelle varie gestioni previdenziali; questo perché in un sistema previdenziale fondato sul «contributivo puro» nessun contributo si deve considerare perso. «Quindi nessuna preclusione; anche i contributi versati alla gestione separata Inps dovranno essere presi in considerazione sia per i periodi maturati che per gli importi versati ed è per questo motivo che l’A.n.co.t. esprime tutta la sua soddisfazione per la sentenza perché essa elimina una delle tante discriminazioni nei confronti della gestione separata».
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