Cattolica aumenta l’utile

In crescita del 16% a 84 milioni nei nove mesi. Raccolta sfiora 5 mld
Ferraresi: puntiamo agli obiettivi del piano

Cattolica assicurazioni ha archiviato i nove mesi con un utile netto di 84 milioni di euro, in crescita del 15,8% su base annua. La raccolta premi complessiva danni e vita è salita del 16,5% a 4,986 miliardi. Nel business danni diretto si è riscontrato un incremento del 3,3%, mentre l’aumento della raccolta vita è stato del 23,4% a 3,452 miliardi, con una maggiore incidenza delle unit linked (31% sul totale) e dei prodotti tradizionali a basso profilo di rischio. L’aumento dei sinistri legati a eventi atmosferici ha determinato un innalzamento del combined ratio dal 93 al 95,1% e un calo del risultato operativo (-6,4% a 216 milioni). In termini omogenei, escludendo l’apporto delle joint venture con l’ex Bpvi e a parità di impatto degli eventi atmosferici, il risultato operativo è migliorato dell’11,4% a 243 milioni. Gli investimenti sono ammontati a 33,811 miliardi. L’indice Solvency II si è attestato al 169%.
La compagnia, in un mercato assicurativo ancora caratterizzato da un’elevata competitività, da tassi di interesse in deciso ribasso e da una significativa volatilità dello spread sui titoli italiani, stima per l’intero anno «risultati economici sostanzialmente stabili rispetto al precedente esercizio, nonostante il materiale incremento del costo dei sinistri legati a eventi atmosferici registrato nei primi nove mesi».
Il direttore generale Carlo Ferraresi, al quale sono state affidate dal cda le deleghe operative dopo la revoca all’ex a.d. Alberto Minali, ha parlato di «una grande responsabilità che accolgo con fiducia ed entusiasmo. Cattolica è un’azienda solida e profittevole, con grande capacità industriale e di creazione di valore, e può contare su un’ottima squadra manageriale. Continueremo a lavorare per rispettare gli obiettivi del piano industriale».
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