Brioschi e Banor allo scontro in Cattolica su Minali

di Anna Messia

Botta e risposta tra Cattolica assicurazioni e due soci di peso che chiedono chiarimenti sul defenestramento di fine ottobre dell’ex amministratore delegato, Alberto Minali. A muoversi sono due investitori rilevanti, non tanto per il numero di azioni, quanto per i curriculum. Si tratta di Francesco Brioschi, classe 1938, professore di corporate governance e finanza al Politecnico di Milano e tra le altre cose research fellow negli anni ‘60 presso Harvard University e di Massimiliano Cagliero, amministratore delegato di Banor Sim. Azionisti che hanno chiesto all’assicurazione dettagli sulle ragioni del ritiro delle deleghe a Minali nonostante i buoni risultati raggiunti dal manager. Una lettera scritta dallo studio legale Grimaldi per conto del professor Brioschi, di Cagliero e di Sofia Holding srl chiede che il consiglio divulghi una nota informativa dettagliata che «illustri con chiarezza le ragioni di tale improvvisa decisione», aggiungendo che «la gravità del caso impone di conoscere tempestivamente le ragioni delle predetta revoca» e decorsi 5 giorni dall’invio della lettera senza che il mercato abbia ricevuto alcuna spiegazione «i nostri assistiti si riservano la facoltà di avanzare nuove e ulteriori richieste», e viene anche chiesto un contraddittorio con Minali. Pronta e secca è stata però la risposta di Cattolica, affidata al professor Mario Cera, che ha ribattuto che la richiesta «è destituita di ogni fondamento» aggiungendo che «le ragioni della sfiducia sono state adeguatamente comunicate» diffidando i soci dal diffondere ulteriori «informazioni tendenziose e manipolative». Mentre riguardo al contraddittorio con Minali si sottolinea che il manager «è in palese conflitto d’interessi». Parole dure che hanno provocato a loro volta l’immediata reazione dei soci che hanno ribattuto la piena legittimità alla richiesta di informazioni alla luce del fatto che dalla revoca di Minali le azioni Cattolica hanno perso il 6,1% mentre la compagnia ha ribadito che il piano industriale del manager resta invariato. Un confronto destinato a proseguire nei prossimi giorni. Intanto lunedì 25 il cda di Cattolica ha promosso due audit interni, uno sulle deleghe e i poteri dell’amministratore e l’altro sull’internal dealing. E ieri Minali ha fatto sapere di aver votato a favore dell’audit sul suo operato. (riproduzione riservata)
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